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Colpo sventato in un bar-tabacchi grazie alla segnalazione di un cittadino e al rapido intervento del Commissariato di Leonforte.
Nella serata del 1° febbraio, la Polizia di Stato ha bloccato un tentativo di rapina aggravata ai danni di un bar-tabacchi nel comune di Agira. Due giovani, con il volto coperto, hanno fatto irruzione nell’esercizio commerciale minacciando il titolare con un fucile a canne mozze e chiedendo la consegna dell’incasso, creando attimi di forte paura tra dipendenti e clienti.
L’allarme lanciato da un cittadino presente sul posto ha permesso un intervento immediato da parte della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Leonforte. Gli agenti hanno avviato subito le indagini, raccogliendo testimonianze e ricostruendo la dinamica dei fatti, riuscendo in breve tempo a identificare i presunti responsabili.
Le ricerche sul territorio si sono concluse rapidamente con il rintraccio e l’arresto dei due giovani, ponendo fine alla loro fuga. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati il fucile utilizzato per la rapina, il relativo munizionamento e l’autovettura impiegata, risultata successivamente rubata.
Determinante si è rivelato il senso civico del cittadino che ha segnalato l’accaduto, consentendo alle forze dell’ordine di evitare conseguenze più gravi. L’operazione conferma ancora una volta l’impegno costante della Polizia di Stato nella tutela della sicurezza e nella protezione della comunità. Resta fermo che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.
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La Polizia di Stato deferisce due giovani all’Autorità Giudiziaria: sequestrata sostanza stupefacente pronta per lo spaccio
Lo scorso 29 gennaio, la Polizia di Stato ha deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna due giovani, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’attività è stata condotta dal personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Nicosia nell’ambito dei controlli del territorio finalizzati al contrasto dei reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Durante un controllo stradale, gli agenti hanno notato nei due giovani un marca
to stato di agitazione e nervosismo, circostanza che ha portato ad approfondire gli accertamenti.
Nel corso delle verifiche è stata rinvenuta, nella disponibilità di uno dei soggetti, una modica quantità di marijuana. Il successivo sviluppo investigativo ha consentito di individuare un casolare di campagna situato in una zona periferica tra i territori dei comuni di Nicosia e Nissoria, utilizzato per la produzione, il deposito e il traffico illecito di sostanza stupefacente e riconducibile a uno dei due giovani deferiti.
All’interno dell’immobile gli operatori hanno scoperto una serra indoor adibita alla coltivazione di marijuana, oltre a un bilancino di precisione e a diverso materiale utilizzato per il confezionamento della droga. L’operazione ha permesso anche il sequestro di una rilevante quantità di sostanza stupefacente già confezionata e pronta per essere immessa sul mercato, interrompendo così un’attività di rifornimento illecito che interessava soprattutto giovani consumatori della comunità nicosiana.
Si precisa che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati non possono considerarsi colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva o decreto penale di condanna. Prosegue intanto l’impegno costante e capillare della Polizia di Stato nel contrasto alle attività illecite e nella tutela della sicurezza pubblica.
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Rubata tutta l’attrezzatura del laboratorio educativo di Marsala, ma gli operatori non si arrendono: “Andremo avanti anche con un solo martello”
La falegnameria di Pinocchio, uno degli spazi simbolo del centro sociale di Sappusi a Marsala, è stata presa di mira da ignoti che si sono introdotti all’interno vandalizzando il
laboratorio e portando via tutta l’attrezzatura disponibile. Sono spariti sia gli strumenti manuali che quelli elettrici, per un valore economico importante ma, soprattutto, per il valore sociale e formativo che rappresentavano per il quartiere.
Il laboratorio era un punto di riferimento per le attività educative rivolte a bambini e ragazzi, uno spazio in cui imparare a lavorare il legno, condividere competenze e costruire relazioni sane. Un luogo di crescita, oggi ferito da un gesto che va ben oltre il semplice furto.
«Oggi è una giornata un po’ triste – ha raccontato a Itacanotizie.it Giampiero De Vita – c’è tanta delusione e rabbia. Hanno rubato tutto quello che serviva ai bambini e ai ragazzi del quartiere per lavorare il legno. Più che il danno economico, fa male il danno umano e sociale».
La speranza di recuperare il materiale resta, anche se non mancano i dubbi: «Spero che tutto venga recuperato, ma purtroppo ho forti dubbi», aggiunge De Vita. Eppure, nonostante l’accaduto, la risposta del centro sociale è netta e ostinata: nessuna resa.
«Noi non ci fermiamo. Giovedì pomeriggio saremo operativi. Anche con un solo martello, un pennello e un po’ di carta abrasiva». Una dichiarazione che trasforma il furto in un’occasione di resistenza civile, ribadendo che la comunità di Sappusi non intende rinunciare ai propri spazi educativi, neanche di fronte alla violenza e all’incuria.
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Controlli dei Carabinieri nella zona nord della provincia di Enna:
deferimenti all’Autorità giudiziaria e gravi violazioni alle norme su gioco e scommesse
Nicosia (EN) - Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ha avviato una campagna di prevenzione e contrasto alle forme di illegalità connesse al gioco e alle scommesse, alla
luce della persistente pericolosità sociale del gioco d’azzardo, che colpisce in particolare fasce vulnerabili come i giovanissimi e gli anziani.
In tale contesto, nei giorni scorsi, una mirata attività di controllo condotta nella zona nord della provincia di Enna, sotto la competenza della Compagnia Carabinieri di Nicosia, ha portato alla scoperta di gravi irregolarità all’interno di un centro di raccolta scommesse. L’intervento dei militari ha consentito di accertare l’esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse in assenza delle prescritte concessioni governative e delle necessarie autorizzazioni di pubblica sicurezza.
Dagli accertamenti è emerso che l’attività operava eludendo i controlli previsti a tutela della legalità e della trasparenza del settore. Sono state riscontrate numerose violazioni, tra cui l’installazione di apparecchi per la raccolta di scommesse privi di licenza, la mancata esposizione delle tabelle dei giochi proibiti, l’assenza di iscrizione agli albi telematici previsti dalla normativa e l’omessa comunicazione alle autorità competenti dell’esercizio di gioco con vincita in denaro.
Alla luce delle evidenze raccolte, i responsabili sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Enna e sono state contestualmente elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 45.000 euro, a conferma della gravità delle irregolarità accertate.
L’operazione rientra in un più ampio piano di controlli finalizzati al contrasto del gioco illegale, fenomeno che rappresenta non solo un danno per l’erario, ma anche un serio rischio sociale. Il gioco d’azzardo, nelle sue diverse forme – dalle slot machine alle videolottery, dalle scommesse sportive al bingo, fino ai giochi online con vincite in denaro – può infatti degenerare in comportamenti compulsivi e in vere e proprie forme di dipendenza patologica, capaci di compromettere la vita familiare, lavorativa ed economica delle persone coinvolte.
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La Sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato presso la Procura della Repubblica di Enna ha eseguito, in data 27 gennaio 2026, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere
emessa dal GIP del Tribunale di Enna nei confronti di un uomo indagato per violenza sessuale aggravata ai danni di una minore di anni quattordici e per maltrattamenti in famiglia.
Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura e avviate nel rispetto della normativa prevista dal Codice Rosso, l’indagato avrebbe abusato sessualmente della figliastra a partire da quando la stessa aveva undici anni, sottoponendo nel contempo l’intero nucleo familiare – composto anche da altre ragazze minorenni e dalla ex compagna – a un clima di costante sopraffazione e paura.
Gli accertamenti svolti dalla Polizia di Stato hanno incluso l’audizione della persona offesa alla presenza del pubblico ministero titolare del procedimento, l’acquisizione di testimonianze da persone informate sui fatti e l’analisi di conversazioni ritenute rilevanti. Gli elementi raccolti hanno delineato un quadro indiziario ritenuto grave e consistente, sulla base del quale il magistrato inquirente ha richiesto la misura cautelare personale.
Dalle indagini è emerso che l’uomo avrebbe imposto regole rigide e minacce, prospettando violenze fisiche e il coinvolgimento dei servizi sociali come conseguenza di un’eventuale rivelazione dei fatti. Il GIP, valutate le prove a carico di D.R.C., ha disposto la custodia cautelare in carcere, mentre proseguono ulteriori e delicati approfondimenti investigativi.
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