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La task force del progetto ALT Caporalato T.R.E. ha ispezionato diverse imprese tra il 25 e il 28 agosto: individuati tre lavoratori in nero e sanzioni per oltre 10 mila euro
Controlli sul lavoro agricolo e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in diversi comuni della Città Metropolitana di Messina. È questo il risultato dell’attività ispettiva condotta dal personale ordinario e
tecnico del Contingente di Messina nell’ambito del progetto ALT Caporalato T.R.E. – Tutela, Resilienza ed Emersione, finanziato attraverso il Fondo FAMI 2021-2027.
Le verifiche, effettuate dal 25 al 28 agosto, hanno coinvolto diverse aziende agricole e si sono concentrate sia sulla regolarità dei rapporti di lavoro sia sul rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza. Alle attività ha partecipato anche un mediatore culturale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.
Nel corso dei controlli del 25 agosto sono state ispezionate due aziende. Nella prima sono state trovate due lavoratrici italiane prive di regolare assunzione. Per l’impresa è quindi scattata la sospensione dell’attività per occupazione irregolare di manodopera.
Gli ispettori tecnici hanno inoltre rilevato carenze relative alla sicurezza delle attrezzature utilizzate. In particolare, alcuni escavatori non risultavano dotati dei necessari requisiti di sicurezza, tra cui gli specchietti retrovisori.
Anche nella seconda azienda è stata riscontrata l’occupazione irregolare dell’unico lavoratore presente. In questo caso il provvedimento di sospensione è stato adottato anche in relazione alla mancata redazione del Documento di valutazione dei rischi (DVR).
Il giorno successivo, 26 agosto, i controlli hanno interessato un’altra impresa agricola, dove erano presenti quattro lavoratori italiani, tutti regolarmente assunti. Gli accertamenti hanno tuttavia evidenziato alcune criticità sotto il profilo della sicurezza. È stata pertanto impartita una disposizione finalizzata a garantire le misure generali di tutela della salute dei lavoratori e a verificare le protezioni necessarie contro il rischio elettrico, sia per i contatti diretti sia per quelli indiretti, durante l’utilizzo delle apparecchiature elettriche.
Il 27 agosto è stata controllata un’azienda nella quale, al momento dell’ispezione, era impegnato esclusivamente il titolare. Gli ispettori tecnici hanno disposto l’aggiornamento del prospetto relativo all’anagrafica aziendale di sicurezza.
L’ultima giornata di verifiche, il 28 agosto, ha portato all’individuazione di tre lavoratori regolarmente assunti in un’azienda agricola di un altro comune del Messinese. In questo caso le prescrizioni hanno riguardato il rafforzamento dell’organizzazione della sicurezza aziendale, con l’incremento del numero degli addetti alla prevenzione incendi e alla lotta antincendio e degli incaricati al primo soccorso. È stata inoltre richiesta per gli addetti una formazione adeguata e specifica.
Nel complesso, le sanzioni contestate alle aziende sottoposte a controllo superano i 10 mila euro.
L’attività della task force non si è limitata comunque al comparto agricolo. Gli accertamenti ispettivi sono infatti proseguiti anche in altri settori produttivi, nell’ambito delle attività previste per il contrasto al lavoro irregolare e per il rafforzamento della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
Il progetto ALT Caporalato T.R.E. punta a favorire l’emersione del lavoro irregolare, rafforzare i controlli e sostenere la tutela dei lavoratori, attraverso un’attività che affianca alle verifiche ispettive anche strumenti di mediazione e interventi rivolti ai contesti maggiormente esposti al rischio di sfruttamento.
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- Categoria: Lavoro
Il presidente della Regione e l’assessore al Lavoro esprimono solidarietà ai
dipendenti coinvolti e assicurano attenzione sulle possibili ricadute occupazionali
Forte preoccupazione da parte della Regione Siciliana per le conseguenze dell’incendio che ha interessato il centro commerciale
Conca d’Oro di Palermo. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha espresso vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie, sottolineando le difficoltà che stanno affrontando in queste ore.
Sulla vicenda è intervenuta anche l’assessore regionale al Lavoro Nuccia Albano, che ha assicurato l’attenzione dell’amministrazione regionale sull’evoluzione della situazione e sulle possibili ripercussioni sull’occupazione. La Regione, ha fatto sapere Albano, è pronta a mettere in campo, se necessario, gli strumenti di politica attiva del lavoro per sostenere i lavoratori coinvolti e affrontare eventuali criticità occupazionali legate alla sospensione delle attività.
Schifani e Albano hanno quindi ribadito l’impegno dell’amministrazione regionale a seguire da vicino la situazione, mantenendo aperto il confronto con i soggetti interessati e valutando ogni possibile intervento a tutela dei livelli occupazionali.
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- Categoria: Lavoro
Il deputato M5S chiede l’attuazione delle norme regionali sul reimpiego prioritario
degli ex dipendenti nei servizi contro le liste d’attesa e nel numero europeo 116/117
Nuovo scontro sulla vertenza degli ex lavoratori Almaviva Contact. Il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Adriano Varrica ha
formalmente diffidato il presidente della Regione Renato Schifani a dare attuazione alle norme approvate dall’Ars sul reimpiego del personale.
Varrica chiede che entro 15 giorni vengano adottati gli atti necessari, a partire dal decreto interassessoriale per l’istituzione del bacino degli ex lavoratori Almaviva. Le disposizioni regionali prevedono l’utilizzo prioritario del personale nei servizi multicanale destinati al monitoraggio e alla riduzione delle liste d’attesa e nell’attivazione del servizio europeo 116/117 per le cure non urgenti.
Secondo il deputato, nonostante l’approvazione delle norme e gli annunci del governo regionale, il provvedimento fondamentale non sarebbe ancora stato adottato. Un ritardo che, a suo giudizio, impedirebbe di quantificare con precisione il personale interessato e di programmare le attività previste. Varrica evidenzia inoltre possibili conseguenze sul piano amministrativo e finanziario, sostenendo che l’assenza di criteri chiari per l’ingresso e l’uscita dal bacino potrebbe esporre la Regione a contenziosi e responsabilità.
La diffida punta quindi a imprimere un’accelerazione alla vertenza: secondo il parlamentare regionale, dopo l’approvazione delle leggi non ci sarebbero più margini per ulteriori rinvii e il governo Schifani dovrebbe procedere rapidamente alla loro applicazione.
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- Categoria: Lavoro
Un controllo dell’Ispettorato nazionale del lavoro ha portato alla luce gravi irregolarità in un autolavaggio della provincia di Catania. L’operazione è stata effettuata il 27 agosto 2026 da
una squadra di ispettori ordinari e tecnici del Contingente Sicilia dell’INL.
Durante l’accesso ispettivo sono stati individuati tre lavoratori stranieri impiegati in nero, su tre lavoratori presenti complessivamente al momento del controllo. È stato quindi accertato un tasso di irregolarità del 100%.
Alla luce delle violazioni riscontrate, nei confronti dell’attività è stato adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, accompagnato da una sanzione di 2.500 euro. L’autolavaggio è stato inoltre immediatamente chiuso, proprio in considerazione della totale irregolarità della forza lavoro presente durante l’ispezione.
Gli accertamenti hanno riguardato anche il rispetto delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Per i lavoratori irregolari è stata contestata, tra l’altro, la mancata sottoposizione alla sorveglianza sanitaria e il mancato assolvimento degli obblighi formativi previsti dalla normativa sulla sicurezza, con riferimento agli articoli 18 e 37 del Decreto legislativo 81/2008.
Le sanzioni amministrative contestate nell’ambito dell’operazione ammontano già a oltre 14 mila euro, mentre quelle di natura tecnica potrebbero raggiungere un importo massimo di oltre 13 mila euro.
Gli ispettori dell’INL stanno ora procedendo con ulteriori accertamenti documentali per verificare la piena conformità dell’impresa alla normativa in materia di lavoro e sicurezza.
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Il presidente della Regione Siciliana invita i datori di lavoro a rispettare l’ordinanza regionale
che limita le attività all’aperto nelle ore più calde nelle giornate a maggiore rischio
L’ondata di caldo che sta interessando la Sicilia riporta l’attenzione sulla sicurezza dei lavoratori esposti alle alte temperature. Il
presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha richiamato i datori di lavoro al rispetto dell’ordinanza regionale del 12 giugno, che prevede, nelle situazioni di maggiore rischio, il divieto di svolgere attività lavorative all’aperto nelle ore più calde.
Schifani ha sottolineato come le temperature particolarmente elevate stiano mettendo a dura prova la popolazione e abbiano conseguenze ancora più rilevanti per chi è costretto a lavorare sotto il sole. Il presidente della Regione ha quindi sollecitato la massima responsabilità nell’applicazione delle misure previste, con l’obiettivo di prevenire rischi per la salute e garantire condizioni di lavoro sicure.
L’appello arriva in giornate caratterizzate da valori termici estremi in diverse aree dell’Isola, rendendo ancora più importante il rispetto delle disposizioni regionali per le categorie maggiormente esposte al caldo.
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