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- Categoria: Interviste
Dopo la intervista al candidato sindaco Ezio De Rose è la volta di Mirello Crisafulli, poi se il terzo candidato sindaco Filippo Fiammettà accetterà la nostra intervista, avremo terminato il giro di domande sui loro programmi.
In vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, Mirello Crisafulli torna in campo per la guida di Enna con un programma costruito attorno a rilancio urbano, viabilità,
università, sanità e sviluppo economico. La sua candidatura, sostenuta dal Partito Democratico e da una coalizione civica, punta a restituire centralità a una città che lui stesso descrive come segnata da anni di declino e assenza di visione strategica.
In questa intervista, il candidato affronta i principali nodi del futuro ennese: dalla ricucitura tra Enna Alta, Bassa e Pergusa al policlinico universitario, dal centro storico ai giovani, delineando la propria idea di rinascita per il capoluogo.
- Il programma propone un “grande patto cittadino”: come si intende coinvolgere concretamente giovani, professionisti, imprese, associazioni e volontariato nella rinascita di Enna?
“Il cuore del programma è l’idea che Enna non possa essere rilanciata da una sola persona o da una sola forza politica. Per questo propongo un grande patto civico che unisca esperienza amministrativa, nuove generazioni, competenze professionali, università, imprese, associazionismo e volontariato. L’obiettivo è costruire una rete permanente di partecipazione e coprogettazione, capace di trasformare le migliori energie del territorio in una forza concreta di governo. La rinascita di Enna, secondo questa visione, passa da una comunità che torna a credere nelle proprie capacità e si assume una responsabilità collettiva sul futuro della città.”
- Quali saranno le priorità immediate per migliorare la qualità della vita quotidiana degli ennesi, a partire da strade, manutenzione, illuminazione e decoro urbano?
“La qualità della vita quotidiana rappresenta il primo banco di prova dell’azione amministrativa. Le priorità immediate riguardano manutenzione urbana, rifacimento delle strade, illuminazione pubblica, pulizia, cura del verde e riqualificazione degli spazi degradati. Il programma punta a superare la sensazione di trascuratezza che negli anni ha colpito molti quartieri, restituendo dignità urbana e sicurezza ai cittadini. L’idea è riportare efficienza amministrativa nei servizi essenziali, perché il rilancio di Enna parte anche dalla normalità della vita quotidiana.”
- Enna viene descritta come una città frammentata tra Enna Alta, Enna Bassa, Pergusa e contrade: quali interventi sono previsti per ricucire queste diverse realtà?
“Uno dei punti centrali del programma è “ricucire Enna”, superando la storica frammentazione tra Enna Alta, Enna Bassa, Pergusa e contrade. La proposta prevede una visione unitaria della città attraverso migliori collegamenti, servizi più equamente distribuiti, infrastrutture moderne e una pianificazione urbana che rimetta insieme territori oggi spesso isolati tra loro. L’obiettivo non è soltanto logistico, ma identitario: costruire una sola comunità cittadina, riducendo disparità e rafforzando il senso di appartenenza collettiva.”
- Viabilità, traffico e collegamenti rappresentano criticità storiche: quale strategia complessiva si propone per migliorare mobilità e sicurezza stradale?
“La mobilità viene affrontata con una strategia organica e strutturale. Il programma individua nelle frane, nel traffico congestionato, nella carenza di parcheggi e nei collegamenti insufficienti alcune delle principali emergenze cittadine. Per questo si propone una pianificazione complessiva che migliori sicurezza stradale, connessioni tra i diversi quartieri, viabilità urbana e accessibilità. La logica è superare interventi occasionali e costruire un sistema moderno di mobilità che renda Enna più funzionale e vivibile.”
- In che modo si intende rilanciare commercio, artigianato e attività produttive per contrastare spopolamento e perdita di opportunità?
“Io considero commercio, artigianato e attività produttive strumenti fondamentali per contrastare declino economico e spopolamento. La strategia punta a rilanciare il centro storico, valorizzare le attività locali, sostenere nuove imprese e attrarre investimenti. Il Comune viene immaginato come soggetto attivo nello sviluppo, capace di creare partenariati, favorire innovazione e rimettere in moto l’economia urbana. Enna deve tornare a essere una città che produce opportunità e lavoro, recuperando centralità economica nell’entroterra siciliano.”
- L’Università Kore è indicata come leva strategica: come trasformare Enna in una vera città universitaria capace di generare sviluppo culturale ed economico?
“L’Università Kore rappresenta una delle più grandi conquiste del territorio, ma il suo potenziale non è stato ancora pienamente integrato nella vita cittadina. L’obiettivo è fare di Enna una vera città universitaria, dove la presenza degli studenti e delle facoltà generi servizi, economia, cultura e innovazione diffusi. Ciò significa rafforzare il rapporto tra università e città, migliorare accoglienza, mobilità, servizi e creare una connessione stabile tra formazione, ricerca e sviluppo locale.”
- Il tema della sanità è centrale: quali azioni saranno portate avanti per rafforzare Enna come polo sanitario e ottenere il policlinico universitario?
“La sanità viene considerata una priorità strategica per il futuro della città. Il programma punta a rafforzare Enna come polo sanitario dell’entroterra siciliano attraverso il potenziamento del ruolo universitario e il raggiungimento del policlinico universitario. Questo obiettivo viene visto come una battaglia politica e istituzionale capace di generare migliori servizi, ridurre la mobilità sanitaria, creare occupazione qualificata e dare pieno valore alla presenza delle facoltà mediche.”
- Enna possiede un patrimonio storico, culturale e identitario unico: come trasformare mito, storia, fede e tradizioni in un vero motore turistico e occupazionale?
“Occorre trasformare il patrimonio identitario di Enna — dalla Kore alla storia federiciana, dalle confraternite alle tradizioni agroalimentari — in un vero marchio territoriale. L’obiettivo è costruire un sistema integrato che colleghi cultura, turismo, economia e promozione del territorio, rendendo il patrimonio storico e spirituale una leva stabile di sviluppo. Non basta possedere ricchezze culturali: bisogna organizzarle, raccontarle e renderle produttive.”
- Pergusa viene definita una risorsa strategica: quale equilibrio si immagina tra tutela ambientale, autodromo, turismo e sviluppo economico?
“Pergusa è considerata uno dei motori principali della rinascita di Enna. La visione proposta punta a integrare tutela del lago e della riserva, valorizzazione dell’autodromo, sviluppo turistico, sportivo e ambientale in un equilibrio sostenibile. Pergusa non deve essere soltanto amministrata, ma trasformata in una risorsa strategica capace di generare qualità della vita, attrattività economica e nuova centralità per il territorio.”
- Giovani, capitale sociale, scuola e terzo settore sono elementi chiave del programma: quale modello di partecipazione civica si vuole costruire per rendere i cittadini protagonisti del futuro di Enna?
“Il modello proposto si fonda sulla costruzione di capitale sociale. Giovani, scuole, associazioni, volontariato, terzo settore e comunità civiche vengono considerati infrastrutture fondamentali per il futuro della città. L’obiettivo è creare spazi di ascolto, partecipazione e coprogettazione, capaci di trasformare i cittadini da semplici destinatari di servizi a protagonisti attivi della vita pubblica. Enna viene immaginata come una comunità che cresce attraverso partecipazione, responsabilità condivisa e protagonismo civico.”
Massimo Castagna
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Un progetto amministrativo fondato su efficienza, legalità e valorizzazione delle risorse umane per rilanciare Enna attraverso una macchina comunale più dinamica e trasparente. Al
centro della visione programmatica emergono il ripensamento della mobilità urbana con ZTL, parcheggi scambiatori e trasporto sostenibile, il rafforzamento del ruolo di Enna come città universitaria con il rilancio di Enna Alta, la realizzazione del Parco Urbano di Enna Bassa, incentivi per giovani, imprese e turismo, oltre a un forte investimento su welfare, disabilità e servizi per le famiglie. Strategici anche il Policlinico Universitario, la riduzione delle tariffe idriche, l’espansione delle comunità energetiche e il consolidamento dell’economia circolare. La sfida principale resta la rinascita del tessuto produttivo, commerciale e artigianale, considerata la vera chiave per restituire crescita, credibilità e prospettiva alla comunità ennese.
- Il suo programma punta su trasparenza, legalità ed efficienza amministrativa: quali saranno i primi atti concreti per trasformare questi principi in risultati visibili per i cittadini di Enna?
"Penso che l’azione di governo della città si debba reggere su una macchina amministrativa altamente efficiente ed efficace, dinamica, professionale, capace di tradurre gli atti di indirizzo politico in atti di gestione. Particolare attenzione deve essere rivolta alle risorse umane di cui è dotato il Comune di Enna, verso le quali avviare processi di valorizzazione e di promozione delle competenze, in un clima di collaborazione necessario per il buon andamento amministrativo.
In tale ottica ritengo opportuno prevedere, per il personale part-time già stabilizzato, un graduale incremento delle ore di servizio al fine di rafforzare la capacità operativa dell’ente e garantire una maggiore continuità ed efficienza nell’erogazione dei servizi.
Ritengo altresì che sia necessario tenere alta la cultura della legalità, al fine di prevenire e contrastare fenomeni corruttivi qualora si presentassero, e della trasparenza rendendo ogni provvedimento e azione amministrativa agevolmente leggibile da parte dei cittadini."
- Sul fronte della viabilità propone ZTL, parcheggi scambiatori e navette H24 tra Enna Alta, Enna Bassa e Pergusa: come intende finanziare e realizzare questo nuovo modello di mobilità urbana?
"Ritengo che la questione della mobilità e dei parcheggi rappresenti una delle problematiche da affrontare con urgenza e determinazione. Il mio obiettivo è quello di liberare il centro cittadino dal traffico veicolare per ricostituire quella vivibilità perduta e tanto agognata dai cittadini. Bisogna procedere urgentemente a un ripensamento complessivo del piano traffico che privilegi lo sviluppo di una mobilità intermodale incentivando, quindi, gli spostamenti nella città attraverso minibus navetta collegati alle aree di parcheggio situate nella zona Pisciotto, potenziata con l’assunzione di aree limitrofe, Piazza Europa e le piazze antistanti il Cimitero. Dobbiamo dunque sviluppare una mobilità sostenibile incentivando l’uso del mezzo pubblico e puntare anche a una mobilità dolce mediante l’ampliamento delle piste ciclabili in grado di collegare Enna Alta, Enna Bassa e Pergusa in modo efficiente, dinamico e veloce. Certamente tutto questo comporterà dei costi che saranno sopportati in parte con il bilancio comunale. E’ chiaro che dobbiamo avere anche la capacità di utilizzare fondi nazionali e europei a tale scopo."
- Lei parla di Enna come città universitaria e di un centro storico ripopolato dagli studenti: in che modo il trasferimento di facoltà e servizi in centro potrebbe contrastare lo spopolamento?
"Ormai, già da anni, l’università rappresenta il fulcro centrale su cui ruota la vita economica e sociale della città. E’ indubbio che l’università ha rappresentato un fattore di crescita per la città di Enna e al contempo un fattore dirompente per l’impatto che essa ha determinato spostando migliaia di studenti a Enna Bassa dove sono concentrate le sedi universitarie.
Io penso che questo processo di integrazione tra università e territorio ennese non sia concluso e sia tutt’oggi tumultuoso. Esso deve essere governato meglio nella piena collaborazione istituzionale con l’università Kore e ciò al fine di armonizzare un processo di sviluppo capace di contribuire a rivitalizzare il tessuto urbano di Enna Alta, condizione questa che può permettere alla nostra comunità di uscire da una condizione di marginalità.
Penso, nel massimo rispetto dell’autonomia dell’istituzione universitaria, che il trasferimento a Enna Alta di alcune facoltà possa contribuire in maniera determinante a creare condizioni di miglioramento economico per le attività commerciali e artigianali, dare impulso al mercato immobiliare, rivitalizzare il centro storico e complessivamente Enna Alta."
- Il Parco Urbano di Enna Bassa viene definito un progetto strategico: quali benefici concreti porterà a residenti, studenti e famiglie, e come sarà sostenibile economicamente?
"Il progetto del Parco Urbano di Enna Bassa si pone come uno degli interventi più significativi di riqualificazione territoriale che mira a trasformare parte del nostro territorio in un polmone verde attrezzato che possa connettere stabilmente il Polo Universitario ai quartieri residenziali limitrofi.
Lei pone giustamente il problema della sostenibilità economica. Penso che la gestione del Parco debba essere improntata sul modello di amministrazione condivisa e ciò affinché essa non gravi interamente sul bilancio comunale. Vi sono strumenti giuridici che permettono alle associazioni ambientaliste e ai cittadini attivi di assumere, attraverso Patti di Collaborazione, il ruolo di gestori diretti del bene comune. Questo permetterà di abbattere drasticamente i costi di gestione ordinaria, delegando la cura quotidiana del verde e l'animazione culturale a soggetti esperti del territorio sotto la regia pubblica."
- Per Pergusa immagina una coesistenza tra autodromo, riserva naturale e turismo internazionale: come si può conciliare sviluppo economico e tutela ambientale senza creare conflitti?
"Particolare attenzione deve essere rivolta alla politica paesaggistica e ambientale con particolare riferimento alla tutela e salvaguardia della conca pergusina. In particolare l’area dove ricade il lago di Pergusa dichiarata riserva naturale speciale, quindi soggetta a vincoli normativamente stabiliti. L’autodromo è parte integrante di questa pregevole parte del territorio ennese. Esso ha rappresentato e può rappresentare una fonte di sviluppo economica per la nostra città. Penso quindi a una gestione integrata e ciò sulla base di quanto stabilito dalla legge regionale n. 7 del 19/05/2003 che sancisce esplicitamente la coesistenza tra la tutela della riserva naturale speciale e l’attività dell’autodromo. Nel massimo rispetto delle norme vigenti ritengo sia necessario mantenere il giusto equilibrio affinché questa area diventi nel suo complesso motore di sviluppo economico. In questo contesto il giusto rilievo deve essere riservato alla problematica relativa all’ente di gestione dell’autodromo, in atto in liquidazione. Penso che l’Ente Autodromo debba rientrare nella pienezza della funzione. Lo abbiamo detto. Respingiamo con forza ogni ipotesi di privatizzazione che riteniamo inconciliabile con gli interessi generali della comunità ennese e sicuramente in contrasto con una visione equilibrata e di rispetto della riserva"
- Il programma dedica molto spazio a giovani e lavoro, con microcredito, TARI zero e “Distretto dei Mestieri”: quali opportunità reali avranno i giovani ennesi che oggi pensano di lasciare il territorio?
"Si, le misure che Lei ha citato e le altre contenute nel nostro programma sono finalizzate a creare le condizioni perché le giovani generazioni restino a vivere e lavorare nel nostro territorio. Dobbiamo arrestare questa continua migrazione che ha reso la nostra città vuota. Ma vuota non solo fisicamente ma soprattutto in termini di vivacità culturale, di competenze, di professionalità, di capacità imprenditoriale. Non sarà facile ma questo rappresenterà il punto centrale della nostra azione di governo della città. Penso che accanto agli incentivi fiscali e alla realizzazione di iniziative a supporto dell’attività economica, dobbiamo puntare anche, attraverso la valorizzazione delle nostre straordinarie bellezze monumentali e paesaggistiche (penso ad es. alla straordinaria conca pergusina), a uno sviluppo dell’attività turistica al fine di incrementare i flussi turistici verso il nostro territorio invogliando i visitatori, mediante specifici pacchetti e itinerari, a una permanenza più lunga nelle nostre strutture ricettive."
- Sul tema famiglie e welfare, dagli asili nido ai servizi per la disabilità, quali interventi ritiene prioritari nei primi anni di mandato?
"Ritengo che grande attenzione debba essere rivolta al tema dei servizi rispetto a determinate categorie di cittadini. Penso all’assistenza agli anziani, al potenziamento degli asili nido quali presidi di grande rilevanza sociale per le donne lavoratrici, alla scuola dell’infanzia e alla sua gratuità per le fasce meno abbienti, ai cittadini diversamente abili che hanno diritto di vivere la città alla pari di tutti gli altri, senza alcuna barriera. In questo senso, una parte importante del bilancio comunale deve essere destinata a garantire i servizi per le fasce più deboli."
- Il Policlinico Universitario viene presentato come motore sanitario ed economico: quali passaggi istituzionali saranno necessari per trasformarlo in una realtà concreta?
"La battaglia per la nascita del policlinico ennese sarà al centro del nostro impegno istituzionale in quanto rappresenta uno degli obiettivi strategici più importanti in termini di maggiore occupazione, qualificazione specialistica, ricerca universitaria. Nella buona sostanza esso è fonte di ricchezza per il nostro territorio in termini di qualità dell’offerta sanitaria nel suo complesso ma è anche fattore generale di crescita economica e sociale. E’ una scommessa che la nostra comunità deve assolutamente vincere. Ritengo che, su questo aspetto, il ruolo del Comune di Enna, in concorso con quello di altre istituzioni, Libero Consorzio Comunale di Enna, Università e con l’impegno dei nostri rappresentanti presenti nelle organi di governo regionali e nelle sedi parlamentari, debba essere fortemente determinato e indirizzato a che la Regione provveda con atto normativo alla istituzione del policlinico nella nostra città."
- In materia di acqua, rifiuti ed energia promette tariffe più giuste, maggiore controllo e comunità energetiche: quali risultati si possono realisticamente raggiungere entro cinque anni?
"Moltissimi cittadini hanno sollevato il tema delle tariffe relative all’erogazione idrica ritenute oltremodo onerose. Penso che esso debba essere affrontato con la necessaria urgenza attraverso la costituzione di un tavolo tecnico con l’attuale ente gestore, al fine di potere individuare le giuste soluzioni che possano condurre alla riduzione dei costi. Confidiamo, inoltre, nell’approvazione del disegno di legge presentato all’ARS dall’On. Colianni finalizzato a uniformare le tariffe idriche in tutto l’ambito regionale. Questo avrebbe una ripercussione positiva anche per i cittadini ennesi che vedrebbero ridurre le tariffe di circa il 30%. Per ciò che riguarda i rifiuti, posso affermare che, da questo punto di vista, viviamo in un ambiente certamente dignitoso. Grande importanza ha assunto la raccolta differenziata dei rifiuti, in una ottica di economia circolare, avviata dall’amministrazione uscente, che ha raggiunto una percentuale attorno al 68%. Riteniamo che si debba continuare sulla strada tracciata ponendoci l’obiettivo dell’80% entro il prossimo quinquennio. Grande attenzione, ritengo debba essere rivolta, altresì, allo sviluppo dell’energia alternativa attraverso politiche finalizzate a incentivare la costituzione di comunità energetiche e l’istallazione di impianti fotovoltaici."
- Il suo programma è molto ampio e ambizioso: quale considera la sfida più difficile da vincere per restituire credibilità, crescita e prospettiva al Comune di Enna?
"La sfida più difficile è rappresentata dalla ricostituzione del tessuto produttivo. La crisi del settore commerciale e artigianale è estremamente pesante. Dobbiamo avere la capacità di creare le condizioni per contrastare questo trend negativo. Questa rappresenta, dunque, la grande e complessa questione che porremo al centro della nostra azione politica e programmatica nei prossimi 5 anni."
Massimo Castagna
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- Categoria: Interviste
Stefania Marino analizza blocchi amministrativi, ritardi nella programmazione sociale,
trasporto fermo e barriere architettoniche: “Le famiglie non possono essere lasciate sole”
Un’intervista che affronta con chiarezza le criticità del Distretto Socio-Sanitario D22, tra fondi bloccati, servizi sospesi e ritardi amministrativi che incidono sulla vita quotidiana delle
famiglie con persone con disabilità. Dall’interruzione del trasporto socio-assistenziale alla mancanza di una programmazione stabile, emerge la necessità di responsabilità istituzionale, visione politica e interventi concreti. Al centro, il diritto all’inclusione, all’accessibilità e alla continuità dei servizi essenziali nel territorio ennese.
- Dopo la liquidazione dei saldi relativi alle annualità FNA 2018, 2019 e 2020, dal 2023 si registra una sostanziale fase di stallo: quali sono le ragioni amministrative, finanziarie o politiche che hanno determinato questo blocco delle attività e quali iniziative concrete si intendono adottare per riattivare i servizi del Distretto Socio-Sanitario D22?
“Penso che il blocco delle attività dopo il 2023, in contesti come il Distretto D22, è spesso dovuto a una combinazione di fattori:
- Ritardi nei trasferimenti regionali o statali (il Fondo Non Autosufficienza – FNA dipende da riparti nazionali e regionali)
- Mancata approvazione o aggiornamento dei Piani di Zona
- Criticità nella rendicontazione delle annualità precedenti, che possono bloccare nuove erogazioni
- Turnover o carenze di personale amministrativo
- Disallineamenti politici o gestionali tra i Comuni del distretto
A mio avviso per riattivare tutto il processo burocratico di stallo occorre nell’immediato
- L’approvazione rapida dei nuovi piani di zona
- Lo sblocco dei fondi vincolati
- Il rafforzamento degli uffici di piano
- Cosa importantissimo il coordinamento politico tra i sindaci del distretto”
- Considerato che il Distretto D22 aveva mostrato una gestione regolare delle risorse fino al completamento delle precedenti annualità, perché non si è riusciti a garantire continuità nella programmazione e nell’erogazione degli interventi sociali destinati alle persone con disabilità grave?
“Ci sarebbe voluta negli anni una gestione corretta, invece penso sia stata interrotta da passaggio tra cicli di programmazione (vuoti temporali tra un FNA e l’altro) poi anche nuove linee guida regionali sarebbero opportune, altro fattore non trascurabile è l’ aumento della domanda (più utenti, stessi fondi) e in fine l’inflazione dei costi dei servizi.
In Sicilia, questo problema è purtroppo abbastanza diffuso: la programmazione sociale spesso non è “a ciclo continuo”.”
- La sospensione, da oltre un anno, del servizio di trasporto per le persone con disabilità da e per il CSR per nuclei con ISEE inferiore a 15 mila euro ha creato forti difficoltà a molte famiglie: quali motivazioni hanno portato a questa decisione e quando si prevede il ripristino di un servizio essenziale garantito per anni?
“Le motivazioni chiaramente sono l' esaurimento fondi dedicati, oltre alla mancanza di gara o affidamento del servizio e poi tagli o rimodulazioni di bilancio comunale/distrettuale, ma penso sia necessario il ripristino ovviamente ci vuole una nuova copertura finanziaria, affidamento del servizio (gara o proroga) ed eventuale rimodulazione dei criteri di accesso.”
- In che modo l’amministrazione comunale intende sostenere le famiglie che, a causa dell’interruzione del trasporto socio-assistenziale, stanno affrontando costi economici e organizzativi spesso insostenibili?
“Penso sia dovere dell’amministrazione comunale intervenire concretamente, le misure possibili dovrebbero includere :
- contributi economici diretti (voucher trasporto)
- rimborsi chilometrici
- convenzioni con operatori privati
- attivazione di servizi alternativi (es. trasporto sociale volontario)
Senza queste misure, il peso ricade interamente sulle famiglie, con evidenti disuguaglianze e noi che abbiamo in costituzione il principio di sussidiarietà non possiamo lasciare indietro chi è meno fortunato.”
- Ritiene che la sospensione di un servizio così importante sia compatibile con i principi di inclusione sociale e tutela delle persone con disabilità che il Distretto D22 dovrebbe garantire?
“In termini di principi, la sospensione di un servizio essenziale come il trasporto per disabili è difficilmente compatibile con il diritto all’accesso ai servizi sanitari e riabilitativi, l’inclusione sociale e le pari opportunità”
- Sul fronte dell’abbattimento delle barriere architettoniche, molte associazioni e cittadini denunciano da anni una scarsa attenzione concreta: quali interventi sono stati realmente realizzati e perché, secondo molti, Enna continua a presentare gravi criticità in termini di accessibilità?
« Le criticità che ci hanno comunicato i cittadini e che noi abbiamo segnalate sono coerenti con problemi tipici di molti centri storici siciliani che hanno conformazione urbana complessa, pero negli anni si sarebbe dovuto lavorare per abbattere al massimo le barrire per i disabile e consentire loro l’accesso ovunque, l’amministrazione si giustifica che le risorse sono state limitate, ma secondo me non sono state utilizzate efficacemente e ci sono stati interventi frammentari c’è una verità assoluta che manca una visione complessiva della città accessibile.”
- Esiste oggi un piano operativo con tempi certi e risorse dedicate per migliorare mobilità, accessibilità urbana e inclusione delle persone con disabilità nel territorio ennese?
“Idealmente dovrebbe esistere un PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) con:
- mappatura delle criticità
- cronoprogramma
- fondi dedicati (PNRR, fondi regionali, ecc.)
- monitoraggio pubblico
Se non è attivo o aggiornato, chiaramente qualcuno non si preoccupato di farlo questo spiega gran parte delle difficoltà attuali.”
- Alla luce delle difficoltà emerse — dal blocco dei fondi alla sospensione del trasporto, fino alla lentezza sugli interventi strutturali — quali responsabilità si sente di assumere l’assessorato alla Solidarietà Sociale e quale messaggio vuole rivolgere alle famiglie che si sentono abbandonate?
“L’assessorato alla Solidarietà Sociale non può sottrarsi a una parte di responsabilità rispetto alle criticità emerse. I ritardi, le interruzioni dei servizi e le difficoltà nella programmazione hanno avuto un impatto reale sulla vita delle persone e delle famiglie, e questo va riconosciuto senza ambiguità.
L’impegno dell’assessorato si sarebbe dovuto tradurre in azioni precise:
- Avrebbe dovuto accelerare lo sblocco e la programmazione delle risorse disponibili
- Avrebbe dovuto ripristinare con urgenza i servizi essenziali, a partire dal trasporto per le persone con disabilità
- Avrebbe dovuto rafforzare il dialogo con le famiglie e le associazioni, coinvolgendole nelle scelte
- E avrebbe dovuto garantire aggiornamenti pubblici e trasparenti sui tempi di riattivazione dei servizi
Alle famiglie che oggi si sentono abbandonate va dato un messaggio chiaro: le difficoltà che stanno affrontando sono note e non vengono minimizzate. Il disagio non è invisibile e non sarà ignorato. L’obiettivo deve essere quello di ricostruire fiducia attraverso fatti concreti, non promesse.
Infine, serve un cambio di passo: passare da una gestione emergenziale a una programmazione stabile, che eviti in futuro interruzioni pesanti su servizi fondamentali.”
Massimo Castagna
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Il candidato sindaco rilancia su università, servizi e sviluppo:
«Serve una visione per unire la città e restituirle futuro»
Una candidatura nata non per ambizione personale, ma per senso di responsabilità verso una città che rischia il declino. Il senatore Vladimiro Crisafulli torna in campo con un
progetto che punta su università, servizi e rilancio economico, mettendo al centro una visione unitaria di Enna.
Senatore Crisafulli, perché ha deciso di candidarsi nuovamente?
«Devo dire sinceramente che non era nelle mie previsioni, né nelle mie idee, tornare a candidarmi per una qualunque istituzione. Non era nelle mie intenzioni. Ho vissuto con difficoltà questi mesi, ma alla fine ho preso atto di una responsabilità: sono legato alla mia città e non sono disponibile a vedere Enna morire lentamente.»
Il simbolo del Partito Democratico sarà presente nella sua candidatura?
«Il Partito Democratico rappresenta una forza importante e un riferimento politico chiaro. Il simbolo è un elemento identitario, ma ciò che conta davvero è il progetto per la città. Questa candidatura si fonda su un’alleanza ampia, che va oltre i simboli, coinvolgendo energie e sensibilità diverse unite dall’obiettivo di rilanciare Enna.»
Qual è oggi la principale emergenza della città?
«Il declino è evidente. Si spengono i negozi, le attività commerciali, si spegne la vitalità cittadina. I giovani non restano più e gli anziani guardano con preoccupazione al futuro dei loro figli. In undici anni siamo passati da 28.500 a 24.500 abitanti. È un dato che parla da solo.»
Cosa non ha funzionato negli ultimi anni?
«Abbiamo vissuto undici anni di civismo che hanno finito per spegnere ogni prospettiva. Ci si è limitati a gestire l’esistente, senza un progetto. È mancata una visione capace di guardare al futuro.»
Qual è la sua idea di rilancio per Enna?
«Serve una città che torni a credere nella rinascita. Oggi abbiamo una città alta che si impoverisce, una città bassa che resiste grazie all’università e Pergusa che prova a ripartire. Ma questi tre mondi vivono separati. Bisogna unirli e valorizzare il patrimonio complessivo.»
L’università può essere davvero il motore dello sviluppo?
«Assolutamente sì. Enna è una città universitaria, ma non ha ancora sviluppato pienamente questa identità. È incredibile che nel piano regolatore non siano previste aree adeguate per servizi universitari. Eppure siamo tra le poche città italiane con due facoltà di medicina, insieme a realtà come Roma, Milano e Napoli.»
Quali progetti concreti propone?
«Il quarto policlinico in Sicilia, proprio a Enna, collegato all’università. Il rilancio di Pergusa, sia dal punto di vista ambientale sia economico. Una gestione moderna dell’autodromo, anche attraverso investimenti privati. E poi servizi, parcheggi, collegamenti efficienti tra città alta e bassa.»
Il tema delle infrastrutture è centrale. Cosa intende fare?
«Il traffico è insostenibile: non si può impiegare mezz’ora per fare poche centinaia di metri. Serve una circonvallazione e serve pretendere da ANAS e Ferrovie compensazioni per gli interventi in corso. La città deve ottenere benefici concreti.»
Come rilanciare il commercio e la vita nel centro storico?
«Negli ultimi anni si è assistito a una desertificazione commerciale, soprattutto in città alta. Bisogna sostenere le attività, aiutare i commercianti e creare condizioni affinché i giovani possano vivere la città tutto il giorno, non solo la sera. La presenza degli studenti deve diventare una risorsa stabile.»
Che tipo di coalizione la sostiene?
«Non abbiamo accordi con forze come Lega o DC. Abbiamo invece il sostegno di tante persone e personalità, anche non di sinistra, che credono nel progetto. È una proposta aperta, fondata sulle idee e sugli obiettivi.»
Qual è il messaggio finale ai cittadini?
«Enna non è un’isola deserta. Ma se non rivendichiamo noi il nostro futuro, non ce lo regalerà nessuno. Serve coraggio, visione e una classe dirigente all’altezza. Io ho accettato questa sfida per questo.»
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Da oltre trent’anni mantiene lo storico orologio del Teatro Neglia:
una storia di passione, memoria e senso civico
A Enna lo conoscono tutti come “u prufissuri”. Gino Petralia, ex docente di fisica, è da oltre trent’anni il custode silenzioso dell’orologio storico del Teatro Neglia, un meccanismo che
dal 1872 scandisce la vita della città. Senza incarichi ufficiali, ma con dedizione costante, continua a prendersene cura gratuitamente, intervenendo ogni volta che qualcosa si inceppa. La sua è una storia fatta di passione, competenza e profondo senso di appartenenza. In questa intervista racconta come tutto è iniziato e cosa significa, per lui, tenere in vita quel simbolo.
- Come nasce il suo legame con l’orologio del Teatro Neglia?
“Nasce negli anni ’90, quasi per caso. Durante una campagna elettorale venne a Enna Fausto Bertinotti e, parlando in piazza, disse che la città era ferma come quell’orologio. Quelle parole mi colpirono. Così promisi a mio cugino, che si candidava a sindaco, che se fosse stato eletto lo avrei sistemato. Non fu eletto, ma poco dopo arrivò il nuovo sindaco, Antonio Alvano, che mi disse: ‘Allora, a lui lo avresti aggiustato e a me no?’ E da lì è cominciato tutto”.
- Da allora non si è mai fermato. Cosa rappresenta per lei quell’orologio?
“Non è solo un meccanismo. È un simbolo della città, qualcosa che accompagna la vita delle persone ogni giorno. Quando si ferma, è come se si fermasse un pezzo di Enna. Per questo cerco sempre di intervenire, senza pensarci troppo”.
- Lei lo fa senza alcun incarico ufficiale. Perché?
“Perché lo sento come una responsabilità. Nessuno me lo ha imposto. È una cosa che faccio per la città, con piacere. Quando c’è un problema, la gente mi chiama e io vado. Ormai lo sanno tutti”.
- Da dove nasce questa sua capacità di aggiustare tutto?
“Da piccolo smontavo e rimontavo qualsiasi cosa. Era una passione. Mio padre lo diceva sempre: ‘Gino aggiusta tutto’. Col tempo ho affinato questa capacità, ma è sempre stato qualcosa di naturale p
er me”.
- C’è anche un aspetto umano nel suo lavoro…
“Sì, ho cercato sempre di fare attenzione anche alle persone. Per esempio, ho ridotto i rintocchi nelle prime ore del pomeriggio per non disturbare chi vive vicino al teatro. Sono piccoli gesti, ma importanti”.
- Oggi è ancora al lavoro sull’orologio. Con quale obiettivo?
“Sto cercando di sistemarlo al meglio, soprattutto le campane che hanno bisogno di un intervento. L’idea è di farlo funzionare bene in vista della Pasqua. Sarebbe bello vederlo tornare a segnare il tempo come si deve”.
- Cosa prova ogni volta che riesce a rimetterlo in funzione?
“Soddisfazione. E anche un po’ di emozione. Perché so che, in quel momento, sto restituendo qualcosa alla mia città”.
Massimo Castagna
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