-
Ciclone Harry, De Luca (M5S): «Tutte le risorse del collegato alla Finanziaria vadano a famiglie, commercianti e comuni»
-
Giornata Internazionale dell’Educazione, il 24 gennaio il richiamo dell’ONU tra diritti, scuola e responsabilità collettiva
-
Theatre Degart seleziona cinque giovani autori under 35
-
“Io Marte, tu Mercole”: Federica Camba e Scintilla portano in scena l’amore che fa ridere
-
Festa della Pace a Enna, un grido di speranza che attraversa la città
-
CIDEC Sicilia: “Bene il decreto da oltre 13 milioni per sostenere il commercio nell’Isola”
-
Rimini - Masterclass alla Sigep 2026: la mandorla Pizzuta d’Avola protagonista della pasticceria italiana


- Dettagli
- Categoria: Interviste
L’atleta ennese Over 65 parla dell’esordio a Sanremo e del calendario internazionale tra mondiali e Masters 700
Con l’inizio della stagione 2026 ripartono i tornei internazionali ITF Masters e anche Enna sarà presente nel circuito mondiale grazie a Luigi Napoli, atleta ennese impegnato nella
categoria Over 65. Il primo appuntamento è il torneo di Sanremo, in programma dal 5 al 10 gennaio, che assegna 700 punti, uno dei montepremi più alti al mondo nel circuito Masters.
La stagione 2026 prende il via con un torneo importante come Sanremo. Che significato ha questo appuntamento? Napoli spiega che Sanremo rappresenta l’inizio ufficiale della stagione e anche il primo torneo in Italia. Il valore è elevato, perché mette in palio 700 punti, un punteggio tra i più alti del circuito ITF Masters, ed è quindi fondamentale per iniziare a costruire la classifica.
Arriva a questo appuntamento dopo una vittoria significativa ad Antibes. Quanto pesa quel successo? L’atleta ennese sottolinea che il titolo conquistato lo scorso settembre ad Antibes è stato molto importante, sia dal punto di vista sportivo che mentale. Quel risultato gli ha dato consapevolezza e motivazione per affrontare una stagione lunga e impegnativa.
Come funziona il circuito ITF Masters per chi segue meno il tennis internazionale? Napoli chiarisce che l’ITF, International Tennis Federation, organizza i tornei Masters in modo simile ai tornei ATP. Ogni competizione assegna un determinato plafond di punti e tutti i giocatori sono inseriti in una classifica mondiale aggiornata costantemente.
- Qual è l’obiettivo principale per il 2026? "L’obiettivo dichiarato è entrare nei primi 100 giocatori del ranking mondiale Over 65. Napoli ammette che si tratta di un’impresa ardua, ma ribadisce che sognare non è proibito e che la stagione è stata programmata proprio per tentare di scalare la classifica."
- Oltre a Sanremo, quali tornei sono in programma? L’atleta racconta che sono previste altre partecipazioni a tornei in Italia, utili per accumulare punti, seguite da appuntamenti internazionali. Tra questi spiccano i Campionati Mondiali di categoria in Turchia, a Manavgat, dal 14 al 21 marzo, in un impianto dotato di 61 campi da tennis.
- Che valore hanno i Mondiali di Manavgat per la classifica? Napoli spiega che si tratta di un Master 1000, che assegna punteggi doppi rispetto ai tornei standard. Questo rende l’appuntamento particolarmente importante ai fini del ranking mondiale.
- Il calendario prevede anche altre tappe all’estero? "Dopo i mondiali, l’atleta ennese guarda al torneo di Agadir, in Marocco, dal 29 marzo al 4 aprile, altro Master 700, e a probabili competizioni in Francia, tra cui Les Boules."
- Qual è il messaggio finale di questa stagione? "L’obiettivo conclusivo resta quello di guadagnare punti in classifica e rappresentare Enna e il suo tennis al di fuori dei confini nazionali, portando il nome della città nel panorama internazionale del tennis Masters."
Massimo Castagna
- Dettagli
- Categoria: Interviste
La famiglia Gagliano presenta una fondazione di partecipazione ispirata ai valori umani e sociali
di Francesco Gagliano, con attenzione a inclusione, giovani, cultura e territorio
Con questa intervista prende forma pubblica la nascita della Fondazione Francesco Gagliano, una nuova realtà che affonda le proprie radici nella memoria, nei valori e
nell’impegno umano di Francesco Gagliano, imprenditore e cittadino profondamente legato alla sua comunità.
Attraverso le voci di Salvatrice Maria Gagliano, Rosario Gagliano e Fabio Salvatore Gagliano, emerge il senso profondo di una scelta che unisce memoria familiare, responsabilità sociale e visione collettiva. La Fondazione nasce a Enna, città d’origine e di vita di Francesco Gagliano, con l’obiettivo di trasformare un’eredità etica fatta di attenzione agli altri, ascolto e altruismo in un progetto strutturato, aperto e partecipato.
Dall’assistenza alle persone fragili alla formazione dei giovani, dalla cultura alla coesione sociale, l’intervista racconta una Fondazione che non vuole sostituirsi a ciò che già esiste, ma mettersi accanto al territorio, creando reti, occasioni di incontro e strumenti concreti di aiuto. Un percorso che parte dalle persone e dai bisogni reali, e che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.
Quali sono le motivazioni che hanno portato alla nascita della Fondazione Francesco Gagliano e perché si è scelto di costituirla proprio a Enna?
Salvatrice Maria Gagliano: “La Fondazione nasce dal desiderio di tutta la nostra famiglia di portare avanti il modo di essere di mio padre. Era una persona di grande intelligenza, con un profondo amore verso il prossimo, una sensibilità rara e un grandissimo cuore. Aveva una naturale capacità di entrare in relazione con le persone, di comprenderne i bisogni e di stare loro accanto con rispetto e attenzione
Sentiamo oggi di essere nelle condizioni, e di avere il desiderio sincero, di continuare il suo ideale e progetto di vita fatto di altruismo, disponibilità e vicinanza agli altri. Enna è stata una scelta naturale, perché è la nostra città, a cui siamo molto legati, e il luogo dove mio padre ha vissuto e lavorato tutta la vita. Questa Fondazione nasce così: dal desiderio di continuare a prenderci cura degli altri, come lui ha sempre fatto”
In che modo la Fondazione intende raccogliere e dare continuità all’eredità etica, imprenditoriale e sociale lasciata da Francesco Gagliano?
Salvatrice Maria Gagliano: “Nostro padre aiutava le persone nel modo più diretto possibile. Se vedeva una famiglia in difficoltà, dava una mano con la spesa. Se incontrava una persona anziana o sofferente, si fermava, ascoltava, cercava di essere utile. Aveva un’attenzione particolare per gli anziani, per i bambini, per le persone meno fortunate. Era fatto così: andava a casa delle persone, le aiutava senza fare distinzioni, cercando soluzioni con tutto l’ingegno e la generosità che poteva metterci. Diceva sempre che non esistono “ultimi”, ma solo persone che in un certo momento della vita hanno meno possibilità, e che nessuno è ultimo rispetto a un altro.
La Fondazione nasce per raccogliere questa eredità e trasformarla in un impegno organizzato e duraturo, per amore degli altri e per stare accanto alle persone, senza sostituirci a nessuno, ma cercando di essere presenti dove c’è bisogno.
Tra le tante idee che stiamo discutendo, una a cui tengo molto è quella di creare uno sportello dei bisogni: un posto semplice, dove chiunque possa entrare, parlare, essere ascoltato e trovare un orientamento o un aiuto. In questo vedo l’eredità più vera di mio padre.”

Qual è il significato della scelta di strutturare la Fondazione come fondazione di partecipazione e quale ruolo potranno avere cittadini, enti e imprese?
Rosario Gagliano: “Quando abbiamo pensato alla Fondazione, l’idea era quella di farne una realtà aperta. Non qualcosa di chiuso, ma una Fondazione che nasca dal territorio e stia in mezzo alle persone, non solo a Enna ma anche oltre. Cittadini, enti e imprese potranno partecipare e dare il loro contributo alle attività e ai progetti, non solo con risorse, ma anche con idee e presenza. Non vogliamo decidere tutto da soli, ma ascoltare chi ha voglia di dare una mano e costruire insieme un percorso comune, passo dopo passo.”
Quali ambiti di intervento saranno prioritari nelle attività della Fondazione, in particolare sul piano della salute, dell’inclusione sociale e della cultura?
Salvatrice Maria Gagliano: “Vogliamo partire dalle persone e dai bisogni reali. L’assistenza agli anziani, il sostegno alle famiglie e ai bambini saranno centrali, così come l’attenzione a chi vive momenti di difficoltà. Pensiamo anche a forme di aiuto legate allo studio e alla formazione, come borse di studio o strumenti per chi non ha possibilità economiche. A livello culturale, ci piacerebbe creare spazi di studio e di incontro, luoghi aperti dove i ragazzi possano trovare opportunità e sentirsi accolti. Crediamo inoltre che prendersi cura dei beni culturali e del patrimonio della città significhi prendersi cura della comunità, della sua identità e della sua memoria.”
In che modo la Fondazione intende contribuire concretamente allo sviluppo del territorio ennese e al rafforzamento della coesione comunitaria?
Rosario Gagliano: “Il territorio ci ha dato tanto e sentiamo il dovere di restituire quello che abbiamo ricevuto. Vogliamo farlo in modo concreto, con iniziative utili e vicine alle persone, lavorando insieme a chi già opera sul territorio.
Non vogliamo sovrapporci a nessuno, ma fare rete, rafforzare ciò che c’è e creare occasioni in cui le persone possano incontrarsi, collaborare e sentirsi parte della stessa comunità, partendo anche dalle cose piccole, che spesso sono quelle che fanno la differenza.”
Che ruolo avranno le nuove generazioni, la formazione e l’innovazione sociale nel progetto della Fondazione?
Fabio Salvatore Gagliano: “I giovani sono centrali per il futuro di questo territorio. Se vogliamo che restino o che tornino, dobbiamo offrire opportunità vere, non solo parole. La formazione è uno strumento fondamentale: aiutare le persone a formarsi significa dare loro fiducia, competenze e prospettive concrete.
Vogliamo sostenere percorsi educativi e progetti sociali che aiutino i giovani a crescere, a sviluppare le proprie capacità e a credere che anche qui si possa costruire qualcosa di buono. Se un ragazzo sente che questo territorio investe su di lui e gli dà una possibilità, allora forse non se ne va, o sceglie di tornare per mettere a frutto quello che ha imparato.”
Quali sono le prossime tappe operative e cosa rappresenterà la prima iniziativa pubblica di presentazione alla comunità?
Salvatrice Maria Gagliano: “In questo momento stiamo lavorando con attenzione alla struttura della Fondazione, cercando di fare le cose con serietà e senza fretta. Quando saremo pronti, vorremmo presentarci alla città con un evento aperto a tutti. Sarà un momento per raccontare quello che vogliamo fare, ma soprattutto per incontrare le persone, ascoltarle e iniziare insieme questo percorso. Per noi sarà soprattutto un modo per dire alla città: siamo qui, insieme.”
Massimo Castagna
- Dettagli
- Categoria: Interviste
L’on. Fabio Venezia analizza il ruolo strategico della SNAI 2021–2027
per rilanciare servizi, sviluppo sostenibile e partecipazione nell’entroterra ennese
L’intervista all’onorevole Fabio Venezia si inserisce nel racconto di un territorio che prova a ripensare il proprio futuro attraverso la Strategia Nazionale per le Aree Interne. Al centro
del confronto c’è l’Area Interna SNAI di Troina, un’ampia porzione dell’entroterra ennese che riunisce quattordici comuni accomunati da fragilità strutturali ma anche da un patrimonio economico, ambientale e culturale di grande valore.
Nel dialogo, l’on. Venezia approfondisce le sfide e le opportunità offerte dalla programmazione 2011–2027, soffermandosi sui temi cruciali dello spopolamento, della coesione territoriale e della necessità di garantire servizi essenziali adeguati anche nei contesti ultraperiferici. L’intervista affronta inoltre il nodo del divario digitale, della mobilità interna e del rafforzamento della sanità territoriale, elementi chiave per migliorare la qualità della vita delle comunità locali.
Ampio spazio viene dedicato alle prospettive di sviluppo economico sostenibile, al rilancio delle filiere produttive tradizionali, al turismo culturale e alla transizione ecologica, fino al ruolo strategico dell’incubatore d’impresa e della progettazione partecipata come nuovi strumenti di governance.
Ne emerge una visione che supera l’idea di periferia, restituendo centralità ai territori interni come luoghi di innovazione, sperimentazione e protagonismo sociale, capaci di costruire un modello di sviluppo radicato nell’identità locale ma aperto alle trasformazioni del presente.
In che modo l’on. Fabio Venezia valuta il ruolo della Strategia Nazionale Aree Interne 2021–2027 come strumento concreto per contrastare lo spopolamento e le disuguaglianze territoriali nell’Area Interna di Troina?
“Negli ultimi decenni la politica ha concentrato gli investimenti pubblici nelle grandi città e nelle aree metropolitane. Tutto ciò ha accentuato le diseguaglianze territoriali accelerando i fenomeni legati allo spopolamento, all'emigrazione giovanile e all'impoverimento del tessuto economico delle aree marginali. Lo strumento di programmazione delle Aree interne ha riacceso negli ultimi anni la speranza di un cambiamento di rotta che, però, va accompagnato da azioni trasversali ancora più incisive.”
Considerata la forte frammentazione territoriale tra comuni ultraperiferici, periferici e intermedi, quali sono le priorità assolute per garantire pari accesso ai servizi essenziali?
“Occorrebbe anzitutto superare la logica ragionieristica di attribuzione dei servizi sulla base del numero della popolazione. Tutti i cittadini, sia quelli che vivono in una grande città sia quelli che vivono nel più piccolo e sperduto comune, devono avere lo stesso livello di servizi, soprattutto quelli essenziali come la sanità, l'istruzione e la mobilità. La logica indiscriminata dei tagli dell'ultimo quindicennio ha indebolito moltissimo l'erogazione dei servizi nelle aree marginali.”
Alla luce dei dati sulla copertura digitale, con una banda ultralarga ferma al 28,6%, quali azioni politiche ritiene urgenti per colmare il divario tecnologico dell’area?
“La sfida infrastrutturale è quella prioritaria. A partire dalle infrastrutture materiali, con vie di collegamento veloci e sicure. Ma anche le infrastrutture immateriali sono destinate a giocare un ruolo sempre più rilevante per la sopravvivenza dei piccoli comuni. Penso, per esempio, all'impatto dell'intelligenza artificiale sul mondo del lavoro, sull'efficienza dei servizi e sullo scambio di informazioni.”
Il nuovo modello di sanità territoriale SNAI punta su telemedicina, welfare integrato e continuità ospedale-territorio: come giudica questo approccio rispetto alle esigenze di una popolazione sempre più anziana?
“È un notevole passo avanti che va accompagnato da un piano di investimenti sulla medicina di prossimità e sul fronte dei servizi alla persona, che non potrà mai essere sostituito del tutto dalle nuove tecnologie. Ci sono buone pratiche già sperimentate che potrebbero essere replicate e implementate anche qui.”
Sul fronte dello sviluppo economico, quali filiere produttive considera più strategiche per generare occupazione stabile e trattenere i giovani nei comuni dell’area?
“Le aree interne possono sopravvivere se riprendono l'antica vocazione per cui sono nate: e cioè la produzione agricola e agroalimentare. La terziarizzazione dell'economia e i modelli di lavoro fondati solo sull'impatto occupazionale della spesa pubblica, che ha alimentato sacche di precariato storico, hanno generato forti storture che andrebbero immediatamente corrette. Servirebbe incentivare un nuovo modello di agricoltura che mette al centro la qualità dei prodotti, la sostenibilità ambientale e la creazione di filiere produttive in grado di dare valore a ciò che la nostra terra produce.”
Il recupero di borghi abbandonati, la valorizzazione dei laghi interni e il rilancio della ferrovia turistica possono diventare un vero volano turistico per l’entroterra ennese?
“Questo è uno dei punti qualificanti della Strategia dell'Area interna di Troina. Abbiamo un patrimonio storico-artistico, naturalistico e monumentale di grande rilevanza che andrebbe valorizzato attraverso un sistema integrato di valorizzazione e fruizione. È questa una delle principali sfide che ci siamo posti per i prossimi anni e tutti i sindaci stanno lavorando con grande impegno in questa direzione.”
In che misura l’incubatore d’impresa e l’agricoltura di precisione rappresentano un ponte reale tra tradizione agro-pastorale e innovazione tecnologica?
“Il binomio zootecnia-cerealicoltura, come come lo abbiamo conosciuto negli ultimi secoli, va superato. I cambiamenti climatici e la nuova tecnologia applicata ai sistemi produttivi impongono scelte nuove e non più rinviabili. L'agricoltura di precisione non solo può mitigare gli effetti della tropicalizzazione del clima, ma anche migliorare i sistemi di produzione agricola dando valore ai prodotti. “
Il Laboratorio di Progettazione Partecipata introduce un nuovo modello di governance territoriale: come interpreta il valore politico e sociale di questo strumento per il futuro dell’Area Interna SNAI di Troina?
“È apparso chiaro fin dall'inizio che una sfida di questa portata per la sopravvivenza del nostro territorio non può essere sostenuta solamente da una ristretta cerchia di politici e amministratori seppur animati da buona volontà e competenze. Il coinvolgimento delle forze sociali ed economiche del territorio, degli enti del terzo settore e delle istituzioni che operano sul versante della ricerca è fondamentale per dare continuità e spessore a questa strategia. La partecipazione dal basso e il coinvolgimento dei giovani rappresentano la linfa vitale per poter proseguire questo ambizioso cammino.”
Massimo Castagna
- Dettagli
- Categoria: Interviste
Enna - Nel cuore della Sicilia sta nascendo uno dei progetti più ambiziosi degli ultimi decenni nel settore della formazione sanitaria: il Medicampus Proserpina di
Pergusa. Un’opera che promette di cambiare non solo l’offerta formativa dell’isola, ma anche la percezione stessa dell’entroterra siciliano come luogo in cui costruire futuro, studio e ricerca.
A guidare questo progetto c’è il senatore Vladimiro Crisafulli, Amministratore Unico del Fondo Proserpina, la realtà che dal 2015 collabora con l’Università Dunărea de Jos di Galați per portare un corso di laurea in Medicina direttamente a Enna. Oggi, con l’imminente inaugurazione del Medicampus e con numeri che parlano da soli — 350 studenti di Medicina, 10.500 metri quadrati di struttura, decine di aule, un teatro da quasi 500 posti e un’area residenziale in espansione — la sfida è diventata concreta.
In questa intervista esclusiva, Crisafulli ripercorre la visione, le difficoltà, le critiche e l’ambizione che hanno portato alla nascita del campus. Dalle polemiche sui riconoscimenti dei titoli ai ritardi nelle graduatorie nazionali, dal problema dello “esodo studentesco” alla necessità di nuove residenze universitarie, fino alla scelta — discussa ma strategica — di costruire accanto alla Riserva di Pergusa.
L’intervista non si limita a descrivere un progetto: racconta l’idea di una Sicilia che vuole trattenere i propri giovani, creare poli di eccellenza dove non ce n’erano e competere con i grandi centri accademici del Paese.
Un dialogo diretto, per capire cosa c’è veramente dietro il modello Proserpina e quale futuro immagina il suo principale promotore.
L’ESODO UNIVERSITARIO E LA NASCITA DEL PROGETTO
- Senatore Crisafulli, tutto parte da un dato impressionante: 35 mila iscritti a Medicina, solo 7 mila in Sicilia. È da qui che nasce il Medicampus?
“Assolutamente sì. Ogni anno 28 mila studenti siciliani sono costretti ad andare a studiare fuori. Non per scelta, ma per necessità. E la cosa più grave è che la Regione Sicilia ha ancora fondi non spesi per le residenze universitarie. È un controsenso enorme. Noi abbiamo deciso di dare una risposta concreta, costruendo un campus che offra tutto ciò che agli studenti qui manca: aule, laboratori, alloggi, servizi.”
IL MODELLO FORMATIVO E LA PARTNERSHIP INTERNAZIONALE
- Nel 2015 nasce la partnership con l’Università rumena Dunărea de Jos di Galați. Perché puntare su un modello formativo estero?
“Perché l’Italia non riesce a soddisfare la domanda di formazione medica. Test d’ingresso contestati, graduatorie che arrivano tardi — quest’anno il ministero non ha ancora pubblicato quella nazionale — e nel frattempo aumentano i bisogni sanitari. Con Galați abbiamo portato Medicina al centro della Sicilia attraverso un’aula remota conforme alle direttive europee.”
RUOLO E MISSIONE DI PROSERPINA
- Il Fondo Proserpina non è un’università. Come definirebbe il vostro ruolo?
“Siamo un facilitatore. Offriamo spazi, tutor, supporto logistico e un corso intensivo di lingua rumena, necessario per i test d’ingresso. E investiamo nella qualità della didattica: ANATOMAGE, NAVIGATOR, laboratori digitali. Sono strumenti che non tutte le università italiane hanno.”
RICADUTE TERRITORIALI
- Oltre alla formazione medica, quali ricadute immaginate per Enna e la provincia?
“Un indotto enorme: abitazioni, servizi, attività commerciali, trasporti. Ma soprattutto la creazione di una comunità universitaria stabile, che restituisce identità a un territorio che soffre lo spopolamento.”
IL NUOVO CAMPUS
- Arriviamo al Medicampus Proserpina: 10.500 metri quadrati, tre ettari di terreno. Che cosa rappresenta questa struttura?
“Una città universitaria. 36 aule e laboratori, cinque sale conferenze, un teatro da 360-480 posti, 69 camere già operative e altre cento in arrivo. L’obiettivo è garantire un ecosistema
completo, dove gli studenti possano studiare e vivere.”
L’INAUGURAZIONE DELLA PRIMA ALA
- Senatore, giorno 11 dicembre sarà inaugurata la prima ala del Medicampus. Cosa comprende e quali saranno i prossimi passi?
“La prima ala è già completata: comprende le aule, le aule magne, il centro congressi e tutti gli uffici amministrativi. Stiamo solo aspettando il collaudo finale, dopodiché il trasferimento avverrà in tempi rapidissimi. La seconda e la terza ala sono in fase avanzata di completamento: quando saranno operative, tutti i 350 studenti di Medicina potranno essere trasferiti all’interno del campus. È un passaggio decisivo, perché riunirà in un unico luogo formazione, servizi e vita universitaria.”
LAUREE, RISULTATI E MESSAGGIO POLITICO
- L’11 dicembre consegnerete 55 lauree in Medicina. Che valore ha questo traguardo?
“È un messaggio politico e culturale: si diceva che non ce l’avremmo fatta, che era un progetto irrealizzabile. Invece oggi inauguriamo una struttura moderna, aperta al pubblico, e formiamo nuovi medici. È un segnale forte per i giovani siciliani.Alla inaugurazione sono invitati tutti i cittadini che vorranno partecipare.”
RICONOSCIMENTO DEI TITOLI
- Molti si chiedono se il titolo sia realmente riconosciuto. Qual è la situazione?
“Il titolo è riconosciuto dalle direttive europee e dai decreti nazionali. Alcuni atenei italiani hanno creato ostacoli, ma la legge parla chiaro. E soprattutto: decine di nostri laureati hanno già iniziato il loro percorso professionale.”
PERCHÉ SCEGLIERE QUESTO PERCORSO
- Perché uno studente dovrebbe scegliere il vostro percorso di Medicina?
“Perché trova un ambiente completo, strutture moderne, tutoraggio continuo e tirocini nelle ASP siciliane. E soprattutto trova un’alternativa concreta all’esodo.”
VISIONE FUTURA
- Qual è la sua visione per i prossimi anni?
“Trasformare Enna in un polo universitario sanitario del Sud. L’inaugurazione del campus non è un punto d’arrivo: è un punto di partenza. La Sicilia deve smettere di perdere i suoi giovani migliori. Il Medicampus nasce per cambiare questa storia.”
Massimo Castagna
Interviste - Potrebbe interessarti anche...
Luigi Napoli porta Enna nel tennis internazionale: inizia la stagione ITF Masters
Domenica, 28 Dicembre 2025 16:26L’atleta ennese Over 65 parla dell’esordio a Sanremo e del calendario internazionale tra mondiali e Masters 700 Con l’inizio della stagione 2026 ripartono i tornei internazionali ITF Masters e anche...
Dall’amore per gli altri nasce la Fondazione Francesco Gagliano: a Enna un’eredità di umanità che diventa futuro
Martedì, 23 Dicembre 2025 15:40La famiglia Gagliano presenta una fondazione di partecipazione ispirata ai valori umani e sociali di Francesco Gagliano, con attenzione a inclusione, giovani, cultura e territorio Con questa...
Aree interne al centro: la sfida contro spopolamento e disuguaglianze
Martedì, 23 Dicembre 2025 12:18L’on. Fabio Venezia analizza il ruolo strategico della SNAI 2021–2027 per rilanciare servizi, sviluppo sostenibile e partecipazione nell’entroterra ennese L’intervista all’onorevole Fabio Venezia si...
Pronto il Medicampus Proserpina: alla vigila dell'inaugurazione Crisafulli spiega “Fermare l’esodo dei nostri giovani per costruire un futuro”
Martedì, 09 Dicembre 2025 06:31L’Amministratore Unico del Fondo Proserpina racconta numeri, visione, criticità e ambizioni di un campus pensato per trasformare Enna in un polo universitario sanitario al centro del Mediterraneo....