-
Messina, due nuove motobarche per i servizi portuali
-
Nuovo Codice della strada, le regole per i pedoni
-
Autostrade, ipotesi limite minimo a 100 km/h
-
Calcio - Enna , la forza di non arrendersi: grazie all’impegno dei dirigenti la squadra parte per Lamezia
-
Automobilismo - Targa Florio Classica 2026, sulle Madonie si accende la sfida per la vittoria
-
Jujitsu- Coppa Italia 2026, il Dojo conquista il primo posto nel Duo System
-
Pallamano - Orlando Haenna, ko interno contro Trieste: finisce 23-34
- Dettagli
- Categoria: Interviste
Il presidente Gaetano Rabbito svela la strategia per rilanciare l’Autodromo di Pergusa e riportarlo
al centro del motorsport nazionale e internazionale. Quattro appuntamenti nel 2027, con il
Campionato Italiano Prototipi e la 12 Ore della 24H SERIES tra gli eventi di punta. Sul tavolo anche
il recupero della tribuna, la riqualificazione della pista e il ritorno alla piena funzionalità dell’impianto.
Ma il progetto guarda oltre i motori: spettacoli, turismo, ricerca e nuove opportunità per il territorio.
La sfida è trasformare Pergusa in un motore di sviluppo per Enna, nel rispetto della Riserva naturale.
- Pergusa torna davvero tra i grandi autodromi italiani? Nel 2027 sono previsti il Campionato Italiano Prototipi e la 12 Ore della 24H SERIES: è l’inizio di una nuova stagione?

“Stiamo lavorando per avviare l’Autodromo di Pergusa verso una nuova stagione di grandi eventi, ma dobbiamo fare i conti con alcune difficoltà legate ai due anni complessivi di fermo e, prima ancora, a diversi anni nei quali qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto.
Il nostro obiettivo è recuperare credibilità e spazio per l’Autodromo di Pergusa, che è una struttura ben vista e apprezzata ovunque, purché sappiamo rappresentarla nel modo giusto.
Quando siamo stati eletti, la programmazione del 2027 era già in gran parte definita. Stiamo quindi lavorando per inserirci in quella programmazione, con l’obiettivo di utilizzare il 2027 come anno propedeutico al vero rilancio, che immaginiamo possa concretizzarsi pienamente nel 2028.
Per il 2027 puntiamo ad avere quattro appuntamenti importanti. Si comincia tra aprile e maggio con il TCR del Mediterraneo, una competizione che coinvolge i Paesi del Sud Europa che si affacciano sul Mediterraneo. A giugno è previsto l’Endurance TCR, mentre a luglio è confermato il Campionato Italiano Prototipi.
A ottobre, inoltre, siamo in una fase avanzata di definizione per un ulteriore importante appuntamento. Se ne parlo significa che abbiamo una ragionevole certezza che questi quattro eventi possano essere realizzati. Sarebbe già un risultato molto significativo: quattro fine settimana con gare importanti, affiancate anche da eventi collaterali, per riportare Pergusa alla ribalta nazionale e internazionale.”
- Quanto è stata importante la collaborazione con Michele Merendino per riportare grandi eventi a Pergusa? E quali altre gare state cercando di portare nel 2027?
“Dietro questi risultati ci sono numerose interlocuzioni e diversi contatti. La collaborazione con Michele Merendino rappresenta certamente un elemento importante di questo lavoro e contribuisce a creare le condizioni per riportare a Pergusa manifestazioni di livello nazionale e internazionale.
Gli appuntamenti che ho indicato sono o già definiti oppure in una fase molto avanzata di definizione. Per questo ritengo che ci siano concrete possibilità di realizzarli tutti.
L'obiettivo è costruire progressivamente un calendario che restituisca centralità all’Autodromo e che, attraverso le gare e le iniziative collaterali, riporti Pergusa nel circuito degli eventi motoristici di rilievo.”
- Quando sarà completata la riqualificazione dell’impianto? A che punto sono i lavori sulla pista e sulla copertura della tribuna e quando contate di ottenere la piena agibilità?
“I lavori per adeguare la pista alle autorizzazioni necessarie sono già iniziati. Questa è stata una delle prime questioni che abbiamo affrontato.
Appena ci siamo insediati ci siamo preoccupati innanzitutto di chiudere il bilancio 2026, così da poter programmare le spese. Questo passaggio è stato completato e i lavori di ristrutturazione della pista, necessari per ottenere l’autorizzazione prevista, sono già stati avviati. Riteniamo di poterli completare entro la fine dell’anno.
Contiamo inoltre di reperire le risorse necessarie per completare gli interventi finalizzati all’autorizzazione entro i primi mesi del prossimo anno.
Abbiamo la fortuna di poter contare su una buona sinergia con il Comune di Enna, con il Libero Consorzio e con il socio Automobile Club. Attraverso questa collaborazione contiamo di completare anche la ristrutturazione della tribuna e di realizzare ulteriori strutture per il pubblico nei punti più importanti della pista.
L’obiettivo è avere tutto pronto entro aprile, al massimo maggio del prossimo anno, quando dovremmo iniziare con i primi appuntamenti della nuova stagione.”
- Pergusa potrà ospitare anche concerti e grandi spettacoli? Quali sono i progetti concreti per trasformare l’area in uno spazio capace di accogliere eventi oltre le competizioni automobilistiche?
“Ci siamo posti innanzitutto un problema fondamentale: trovare una modalità di utilizzo dell’Autodromo compatibile con la presenza della Riserva naturale speciale di Pergusa.
Per noi è importante valorizzare la pista e l’Autodromo, ma nello stesso tempo conservare e tutelare l’aspetto naturalistico dell’ambiente pergusino. Stiamo quindi lavorando insieme al Comune e al Libero Consorzio a un programma di livello nazionale e internazionale per la rinaturalizzazione dell’intero sito.
L’obiettivo è trovare un equilibrio tra natura e sport, facendo convivere le due realtà. La pista non dovrà essere utilizzata soltanto per le gare automobilistiche, ma anche per il tempo libero e per una più ampia fruizione da parte dei cittadini.
Il nostro Statuto ci consente di sviluppare diverse attività legate al tempo libero e stiamo lavorando anche per rilanciare strutture oggi non funzionanti, come il bar e i servizi collegati. Sono spazi che possono essere utilizzati da chi frequenta Pergusa per andare in bicicletta, dalle famiglie e da chi vuole svolgere attività ludiche e sportive.
Stiamo inoltre lavorando a un protocollo d’intesa con il Libero Consorzio e il Comune per poter utilizzare in maniera più ordinata alcune strutture di loro proprietà, disciplinando l’accesso all’Autodromo e garantendo maggiore sicurezza e tutela per le persone.
Naturalmente, in questo quadro rientra anche la possibilità di sviluppare eventi e manifestazioni di diversa natura, compresi quelli musicali e di spettacolo.”
- Con la nuova governance cosa cambia concretamente per l’Ente Autodromo? Qual è oggi la sua missione e quali modifiche allo Statuto ritenete ancora necessarie?
“La governance è già cambiata. Il nuovo assetto è entrato in funzione nel mese di luglio, con la conclusione della fase di liquidazione e l’insediamento dell’attuale Consiglio di amministrazione.
È questa la governance che sta portando avanti il programma di cui abbiamo parlato. Anche lo Statuto è già stato modificato e necessita soltanto di alcuni piccoli ritocchi, non sostanziali.
L’unico aspetto di una certa rilevanza riguarda la durata dell’Ente. L’attuale scadenza al 2030 non consente di programmare con il necessario respiro eventi e bilanci pluriennali. Per questo chiederemo all’assemblea dei soci di individuare una scadenza più ampia, che ci permetta di programmare e realizzare gli interventi e i progetti che abbiamo in mente.
La nuova governance ha un progetto ben definito: utilizzare l’Autodromo per lo sport e per il tempo libero, in perfetta armonia con la natura e con le caratteristiche naturalistiche del sito. Vogliamo dimostrare che riserva naturale e autodromo possono convivere e valorizzarsi reciprocamente.”
- Come intendete mettere insieme queste quattro dimensioni — sport, ambiente, turismo e università — trasformando Pergusa in un vero polo di attrazione per il territorio?
“L’obiettivo dell’Ente è contribuire allo sviluppo economico e dare lustro a Enna attraverso tutto ciò che può essere realizzato all’interno di questa infrastruttura.
La struttura è naturalmente vocata alle gare automobilistiche, ma vogliamo ampliare la sua funzione. In collaborazione con l’Università Kore stiamo lavorando anche nell’ambito della ricerca sull’automotive avanzato, con particolare attenzione allo studio delle macchine elettriche e delle tecnologie collegate.
Allo stesso tempo vogliamo che Pergusa diventi un luogo di fruizione per le famiglie, per il tempo libero e per le attività ludiche e sportive. E vogliamo sviluppare la capacità del sito di ospitare eventi di diversa natura.
Tutto questo deve avvenire mantenendo al centro la tutela dell’ambiente e la valorizzazione della Riserva. La nostra idea è quindi quella di costruire un modello nel quale sport, ricerca, tempo libero, eventi e ambiente possano convivere e contribuire insieme alla crescita del territorio.”
- Quale Pergusa vuole lasciare alla città? Un autodromo che torna semplicemente a ospitare gare oppure un grande polo permanente per sport, turismo, ricerca, spettacolo e promozione del territorio?
“Vorrei lasciare un’area capace di generare sviluppo economico e di dare lustro a Enna, sfruttando tutte le potenzialità dell’infrastruttura esistente.
L’Autodromo deve continuare a essere un luogo importante per le gare automobilistiche, ma non può fermarsi a questa funzione. Vogliamo che diventi anche un centro di ricerca per l’automotive avanzato, in collaborazione con l’Università Kore, un luogo dedicato al tempo libero e alle famiglie e una struttura capace di ospitare eventi di diversa natura.
La nostra visione è quindi quella di un Autodromo aperto alla città e al territorio, capace di mettere insieme sport, ricerca, turismo, tempo libero, spettacolo e tutela dell’ambiente.
In definitiva, vogliamo trasformare Pergusa in una struttura permanente al servizio dello sviluppo del territorio, valorizzandone le potenzialità senza perdere di vista la straordinaria peculiarità naturalistica del sito.”
Massimo Castagna
- Dettagli
- Categoria: Interviste
Luigi Mascaro, presidente provinciale dei ristoratori e della panificazione di Confartigianato Enna e imprenditore della ristorazione, racconta le difficoltà che oggi
gravano sulle attività del settore. Aumenti delle materie prime, dell’energia e del costo del lavoro hanno ridotto sensibilmente i margini, mentre le famiglie devono fare i conti con un potere d’acquisto sempre più limitato. Mascaro sottolinea però la necessità di non sacrificare la qualità, di valorizzare il rapporto con il territorio e di sperimentare nuovi format capaci di rendere sostenibile l’attività senza allontanare la clientela.
- In questi anni il costo delle materie prime, dell’energia e dei servizi è aumentato. Come ha cercato di mantenere un equilibrio tra qualità dei prodotti e prezzi accessibili per i clienti?
"Il mio maestro mi ha sempre insegnato che l’ultima cosa da fare è abbassare la qualità del prodotto che si offre, anche a costo di rimetterci. È un principio che continuo a seguire. Il problema è che oggi materie prime ed energia ci stanno mettendo in seria difficoltà. E gli aumenti li vedono tutti, perché tutti facciamo la spesa: formaggi, salumi, pasta, riso, carne hanno subito rincari importanti.
Non possiamo far finta che questo non esista. Nonostante tutto, a Enna una pizza margherita continua a costare mediamente intorno ai 6 euro. Viaggiando e confrontando i prezzi con altre realtà fuori provincia, si trovano facilmente cifre superiori agli 8-9 euro."
- Un ristoratore oggi deve fare molta attenzione a ogni voce di spesa. Quali sono i costi che incidono maggiormente sulla gestione di un ristorante-pizzeria e quanto è difficile assorbirne gli aumenti senza ritoccare i prezzi?
"I costi dell’energia, i contributi e il personale e l’aumento delle materie prime hanno ridotto i nostri margini al minimo. È difficile sostenere il contrario. Per fare un esempio concreto, un ristorante di medie dimensioni come il mio fino a due anni fa pagava al massimo circa 1.300 euro di energia elettrica al mese; oggi la spesa supera abbondantemente i 3.000 euro.
Nonostante questo, cerchiamo di mantenere prezzi accessibili. Il giropizza, salvo richieste particolari, non supera i 20 euro e solo aggiungendo ulteriori prodotti o servizi può arrivare intorno ai 25 euro.
Bisogna però guardare anche ai costi che sostengono i nostri fornitori. Pensiamo, per esempio, al settore ittico: anche chi vende il prodotto deve fare i conti con rincari e difficoltà di approvvigionamento. Tutta la filiera è sotto pressione."
- Il cliente è diventato più attento al rapporto tra qualità e prezzo? E quanto conta, secondo la sua esperienza, offrire prodotti di qualità a un prezzo che rimanga alla portata delle famiglie?
"Parlo naturalmente a titolo personale, perché ogni collega gestisce la propria attività in modo diverso. Il problema principale, però, è che le famiglie hanno sempre meno potere d’acquisto.
Un tempo un impiegato statale, come mio padre, poteva essere considerato una persona economicamente benestante. Oggi, con un solo reddito, un mutuo e le rate dell’auto, una famiglia può trovarsi in una situazione completamente diversa. Con due redditi si riesce magari a vivere con maggiore tranquillità, ma la situazione resta complessa.
È giusto che il cliente faccia maggiore attenzione ai prezzi, ma non bisogna dimenticare che anche ristoratori e commercianti sono alle prese con gli stessi aumenti che affrontano le famiglie. Il problema del caro vita non riguarda soltanto la ristorazione: lo si vede nei supermercati, nei distributori di carburante e in tutti i settori.
Di conseguenza, le famiglie che prima potevano permettersi di uscire a cena più volte al mese oggi devono necessariamente ridurre la frequenza."
- In un momento in cui si parla molto di caro vita, il ristorante può continuare a rappresentare anche un momento di socialità e di svago per le famiglie, oppure il consumo fuori casa sta diventando sempre più difficile?
"Dobbiamo cercare di venirci incontro tutti: i gestori devono comprendere le difficoltà delle famiglie e le famiglie devono comprendere quelle delle imprese.
Sappiamo che ci sono genitori che devono sostenere le spese per i figli all’università e affrontare molte altre uscite. Ma anche dietro i banconi, ai fornelli, nei forni e nelle friggitrici ci sono imprenditori e lavoratori che ogni giorno devono sostenere costi sempre più elevati. Serve quindi comprensione reciproca."
- Lei è contemporaneamente cuoco e imprenditore. Quanto è importante oggi valorizzare i prodotti e le eccellenze del territorio per contenere i costi, sostenere l’economia locale e offrire al cliente qualcosa che la grande distribuzione e il commercio online non possono dare?
"Credo sia diventato fondamentale cambiare i format e diversificare l’offerta. I prodotti locali, però, non necessariamente costano meno: quello che posso garantire è la qualità e il valore che rappresentano.
Basti pensare alla tuma: tre anni fa poteva costare 4,50-5 euro, oggi arriva anche a 9 euro. Anche in questo caso bisogna guardare alle fatture e agli scontrini e comprendere che gli aumenti riguardano tutta la filiera.
I nostri fornitori, infatti, spesso ci sostengono e cercano di venirci incontro, ma anche loro devono affrontare costi più elevati. Per questo il rapporto con il territorio resta importante, non tanto per una riduzione automatica dei prezzi, quanto per la qualità, la tracciabilità e la valorizzazione dell’economia locale."
- Enna ha una realtà commerciale e gastronomica che potrebbe avere maggiori potenzialità. Cosa servirebbe, secondo lei, per rendere il centro storico e in particolare Enna Alta più attrattivi e favorire la presenza di cittadini e visitatori?
"Servirebbero iniziative capaci di animare il centro storico durante tutto l’anno e, soprattutto, attività rivolte alle famiglie e ai giovani. Penso a eventi a basso costo per l’amministrazione, tornei sulla sabbia, aree attrezzate per i bambini, circuiti cittadini dedicati ai kart e agli sport su ruote, artisti di strada, fiere estive, notti bianche e sagre.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di riportare persone nel centro storico, creando occasioni di incontro e di socialità che possano avere ricadute positive anche sulle attività commerciali e sulla ristorazione."
- Guardando al futuro, qual è la sua ricetta per continuare a fare ristorazione a Enna mantenendo insieme tre elementi fondamentali: qualità, prezzi giusti e sostenibilità dell’impresa?
"Credo che sia necessario cambiare il format. Una possibilità potrebbe essere un ristorante senza un menù tradizionale, basato sui piatti del giorno e su una proposta più semplice, con un pasto unico e un servizio continuato.
Anche le abitudini delle famiglie sono cambiate. La domenica, per esempio, non ci sono più come una volta i nonni che portano figli e nipoti al ristorante. Dobbiamo quindi adeguarci a una società che cambia e trovare formule nuove.
A questo si aggiungono fattori esterni che incidono pesantemente sul turismo e sulla mobilità. Anche i problemi legati alle conseguenze dell’attività dell’Etna e alle difficoltà operative dell’aeroporto di Catania possono avere ripercussioni importanti sulle presenze e, di conseguenza, sulle attività economiche. Per questo serve una strategia complessiva che metta nelle condizioni le imprese di continuare a lavorare e investire sul territorio."
Massimo Castagna
- Dettagli
- Categoria: Interviste
Il presidente di Confcommercio Enna-Caltanissetta analizza prezzi, costi delle imprese,
commercio di vicinato e spopolamento. E guarda al futuro dell’Ennese tra Università,
qualità della vita e necessità di nuovi interventi pubblici.
Il caro prezzi, secondo Maurizio Prestifilippo, presidente di Confcommercio Enna-Caltanissetta, non rappresenta a Enna un fenomeno più accentuato rispetto ad
altri territori. A pesare sono soprattutto i rincari energetici e l’aumento dei costi che ricadono inevitabilmente sulle imprese e, di conseguenza, sui consumatori.
Nell’intervista Prestifilippo allarga però lo sguardo all’intero territorio provinciale, lanciando l’allarme sul progressivo spopolamento dei piccoli comuni e sulla crisi del commercio di vicinato. Critica inoltre il predominio del commercio elettronico e chiede maggiore attenzione alle fasce più deboli della popolazione.
Il presidente di Confcommercio guarda anche al futuro di Enna, riconoscendo all’Università un ruolo importante nel miglioramento del potere d’acquisto e definendo l’Ennese un modello di qualità della vita. Per il rilancio delle imprese locali, annuncia un confronto con il sindaco Mirello Crisafulli, al quale concede ancora qualche settimana di “luna di miele”.
- A Enna il costo della vita viene percepito da molti cittadini come sempre più elevato. Dal punto di vista di Confcommercio, il caro prezzi è realmente più accentuato rispetto ad altri centri siciliani oppure si tratta soprattutto di una percezione legata alla riduzione del potere d’acquisto?
“Non credo che la sensazione che i prezzi dei prodotti siano più elevati corrisponda ad una realtà. La rete dei negozi offre le stesse occasioni di risparmio: saldi, black friday, offerte speciali. È semmai il continuo rincaro dei prodotti energetici che sta mettendo in difficoltà i consumatori e anche le imprese. L’inflazione comunque non cresce al di sopra del 3%. Un dato che può essere considerato ottimale in quadro di instabilità internazionale come quello che stiamo vivendo.”
- Enna viene spesso descritta come una città alle prese con un costo della vita elevato. È davvero così?
“Enna è un’oasi nel contesto dell’entroterra siciliano; l’Università ha portato un netto miglioramento del potere d’acquisto medio delle famiglie. Semmai la nostra maggiore preoccupazione riguarda i comuni più piccoli che sono stati inseriti dal governo nei comuni da accompagnare all’estinzione. In sostanza i comuni in stato di disagio sono ritenuti dal governo immeritevoli di interventi strutturali e vengono abbandonati al destino dello spopolamento. Credo che la politica dovrebbe rivedere questa scelta. Il disagio va combattuto con consistenti interventi pubblici.”
- Lei, però, sembra spostare l’attenzione soprattutto sui piccoli comuni dell’Ennese. Qual è oggi la situazione e cosa significa parlare di comuni che rischiano di essere accompagnati verso l’estinzione?
“Le imprese possono contenere i margini entro limiti tassativi, poi se vogliono continuare ad esistere devono ridurre i costi, penalizzare il personale o tentare di eludere il fisco. Se lo fanno prima o poi sono costrette a chiudere. Se aumentano i costi dei trasporti delle merci il riverbero sui prezzi è inevitabile! “
- Sul fronte delle imprese, quanto spazio esiste ancora per assorbire l’aumento dei costi senza trasferirlo sui consumatori? E quanto incidono, in particolare, i costi di trasporto delle merci sui prezzi finali?
”La crisi del commercio di vicinato è generale e dipende in grande misura dai criteri liberistici imposti dall’Europa. Lasciare che il commercio elettronico faccia chiudere tutti i negozi fisici è un errore che la comunità pagherà cara in termini di servizio e dí vitalità delle città. Enna non fa eccezione. Avevamo preannunciato che perdurando la crisi internazionale e le guerre alcune fasce deboli della popolazione si sarebbero trovate nei guai. Bisogna garantire molta attenzione a chi si trova nel bisogno, attivando politiche sociali in grado di aiutare i più deboli.”
- Lei sostiene che pochi interventi potrebbero migliorare radicalmente la condizione delle imprese locali. Quali sono questi interventi e cosa chiederà concretamente all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mirello Crisafulli?
“Io sono convinto che pochi interventi potrebbero migliorare radicalmente la condizione dell’impresa locale. Ne parleremo col sindaco Crisafulli quando si sarà liberato dagli impegni dei primi mesi in cui deve dimostrare a tutti i costi il suo dinamismo. Adesso si preoccupa di cose visibili e immediate, ma a lui non manca una visione di medio e lungo termine. Diamogli ancora qualche settimana di luna di miele! “
- Guardando ai prossimi mesi, qual è la sua maggiore preoccupazione per il commercio ennese e quale, invece, potrebbe essere la strategia per trasformare la situazione attuale in un'occasione di rilancio del centro urbano e delle attività commerciali?
“Enna e l’intera sua provincia rappresenta in Sicilia un modello di vita. Forse i nostri concittadini non se ne rendono pienamente conto ma in termini di qualità della vita e anche di costo dei servizi rappresentiamo un’isola nell’isola. Credo che quanto ha espresso il nostro prefetto sia la migliore risposta a questa domanda. A cento anni dalla sua fondazione si può immaginare un futuro straordinario per le risorse naturali, la cultura e l’economia dell’ Ennese. Ma ognuno deve imparare a fare fino in fondo il proprio dovere. La politica, la burocrazia, i protagonisti dell’economia.”
Massimo Castagna
- Dettagli
- Categoria: Interviste
Il deputato regionale del Pd Fabio Venezia rilancia l’idea di uno scalo nell’area centro-orientale dell’Isola:
«Fontanarossa non può essere l’unica porta d’accesso aerea della Sicilia orientale. Serve una struttura
alternativa capace di garantire continuità al sistema dei trasporti».
Intervista a Fabio Venezia, deputato regionale del Pd
- Onorevole Venezia, perché torna a parlare della realizzazione di un aeroporto intercontinentale nella Sicilia centrale?
"Perché le criticità che si stanno registrando in queste ore a Fontanarossa dimostrano quanto sia fragile un sistema che affida una parte significativa del traffico
aereo siciliano a un unico grande scalo. La vicinanza all’Etna espone l’aeroporto di Catania alle conseguenze delle eruzioni e delle emissioni di cenere vulcanica, con chiusure, limitazioni operative, dirottamenti e cancellazioni dei voli. Non si tratta più di un problema occasionale, ma di una questione che riguarda la sicurezza e la continuità dell’intero sistema dei trasporti."
- Dove dovrebbe sorgere il nuovo aeroporto?
"L’ipotesi che proponiamo riguarda l’area centro-orientale della Sicilia, tra Catenanuova e l’area industriale di Dittaino. Si tratta di una posizione strategica, anche in considerazione dell’imminente potenziamento della rete ferroviaria Palermo-Catania. Un aeroporto collocato in questa zona potrebbe diventare un vero nodo intermodale, collegando il trasporto aereo alla rete ferroviaria e alla viabilità autostradale."
- Si tratterebbe quindi di un aeroporto destinato soltanto a fronteggiare le emergenze di Fontanarossa?
"No. L’obiettivo deve essere molto più ambizioso. Parliamo di uno scalo intercontinentale del Mediterraneo, capace di intercettare nuovi flussi di traffico verso l’area mediterranea, il Medio Oriente e il sud del mondo. Allo stesso tempo potrebbe rappresentare una struttura alternativa a Fontanarossa nei periodi in cui l’attività dell’Etna rende difficoltoso o impossibile il normale funzionamento dello scalo catanese."
- L’idea non è nuova. Ci sono precedenti?
"Negli anni passati anche Confindustria Sicilia aveva evidenziato l’opportunità di realizzare un grande aeroporto nella Sicilia centrale. Oggi, alla luce dell’evoluzione del sistema dei trasporti e delle crescenti criticità di Fontanarossa, quella proposta merita di essere nuovamente approfondita con strumenti tecnici e istituzionali adeguati."
- Qual è, secondo lei, il primo passo concreto da compiere?
"La Regione deve attivare tutte le procedure necessarie per affidare uno studio di fattibilità. Non possiamo continuare a discutere soltanto in termini teorici. Occorre verificare concretamente la sostenibilità tecnica, economica, ambientale e infrastrutturale di un’opera di questa portata e capire quale possa essere la localizzazione più idonea."
- La Regione da sola può affrontare un progetto così importante?
"Certamente no. È indispensabile aprire un tavolo di confronto con il Governo nazionale e, in particolare, con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La materia rientra infatti tra quelle di competenza concorrente tra Stato e Regione. Un progetto di questa rilevanza deve necessariamente essere condiviso ai diversi livelli istituzionali."
- Lei propone anche la costituzione di un Gruppo di Azione Territoriale. Quale dovrebbe essere il suo compito?
"L’idea è creare un organismo capace di mettere attorno allo stesso tavolo tutti i soggetti pubblici e privati potenzialmente interessati alla realizzazione dell’opera. Il Gruppo di Azione Territoriale dovrebbe promuovere le interlocuzioni preliminari, coordinare le diverse competenze e accompagnare il percorso con le autorità preposte ai controlli e alla pianificazione del sistema aeroportuale, a partire da Enac ed Enav."
- Quale potrebbe essere il valore strategico di un aeroporto nella Sicilia centrale per il territorio ennese?
"Sarebbe una grande opportunità non soltanto per Enna e per la Sicilia centrale, ma per l’intera Isola. Un'infrastruttura di questo tipo potrebbe modificare gli equilibri logistici ed economici regionali, favorire nuovi investimenti e rafforzare i collegamenti della Sicilia con i mercati internazionali. La posizione baricentrica dell’area Dittaino-Catenanuova, unita al potenziamento ferroviario, potrebbe rappresentare un elemento decisivo."
- In definitiva, cosa chiede alla Regione?
"Chiedo che si passi dalle discussioni alle verifiche concrete. Il Governo regionale deve avviare lo studio di fattibilità e promuovere il confronto con lo Stato, con gli enti territoriali, con il sistema produttivo e con le autorità competenti. Se vogliamo programmare davvero il futuro delle infrastrutture siciliane, dobbiamo avere il coraggio di guardare oltre le emergenze e progettare un sistema aeroportuale più moderno, resiliente e competitivo."
Massimo Castagna
- Dettagli
- Categoria: Interviste
La presidente Enza Maria Bartoli analizza gli effetti dell’aumento dei costi su spesa alimentare,
bollette e servizi: “Il territorio ennese vive una crescente perdita del potere d’acquisto”
Il caro prezzi continua a rappresentare una delle principali emergenze economiche per le famiglie ennesi. L’aumento dei costi dei beni di prima necessità, delle utenze e dei servizi sta modificando le abitudini di consumo di molti cittadini, costretti sempre più spesso a rinunce e scelte difficili per riuscire a far quadrare i bilanci familiari.
Federconsumatori Enna lancia l’allarme e richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di interventi capaci di tutelare soprattutto le fasce più fragili della popolazione. La presidente Enza Maria Bartoli evidenzia le difficoltà riscontrate quotidianamente dagli sportelli dell’associazione e indica alcune priorità per affrontare una situazione economica che continua a pesare sul territorio.
Presidente Bartoli, qual è oggi la situazione del caro prezzi a Enna e in provincia?
“Registriamo una situazione sicuramente preoccupante. Anche nel nostro territorio il continuo aumento dei prezzi sta incidendo pesantemente sui bilanci delle famiglie. Gli aumenti riguardano praticamente tutti i settori: dai prodotti alimentari ai beni di largo consumo, dalle bollette ai servizi. Il problema principale è che questi rincari non sono stati accompagnati da un adeguato aumento dei redditi e questo ha determinato una significativa perdita del potere d’acquisto. Sempre più famiglie fanno fatica ad arrivare alla fine del mese.”
Quali sono i segnali più evidenti che arrivano dai cittadini che si rivolgono a Federconsumatori?
“Il segnale più evidente è il cambiamento delle abitudini di consumo. Molte persone ci raccontano di dover ridurre gli acquisti, cercando continuamente offerte e promozioni. Le difficoltà riguardano anche prodotti alimentari fondamentali come carne, pesce e altri beni di prima necessità. Non si tratta più soltanto di una maggiore attenzione alla spesa, ma di una necessità dettata dalle difficoltà economiche che molte famiglie stanno vivendo.”
Quanto pesa il caro prezzi in un territorio come quello ennese, caratterizzato da una maggiore fragilità economica rispetto ad altre realtà?
“Pesa in maniera significativa. In un territorio dove molte famiglie hanno già una capacità economica limitata, ogni aumento dei prezzi produce conseguenze importanti. Quando crescono i costi degli alimenti, delle utenze e dei servizi, a risentirne sono soprattutto i nuclei familiari più vulnerabili, gli anziani e chi vive situazioni lavorative precarie. Il rischio è quello di ampliare ulteriormente le difficoltà sociali ed economiche.”
Il carrello della spesa è uno degli aspetti maggiormente colpiti dai rincari. Quali sono le criticità che riscontrate tra i consumatori ennesi?
“Il costo della spesa quotidiana è diventato una delle principali preoccupazioni delle famiglie. Anche piccoli aumenti sui singoli prodotti, sommati nel tempo, determinano un incremento importante della spesa mensile. Per questo riteniamo necessario lavorare per garantire maggiore equilibrio lungo la filiera e promuovere iniziative che possano contribuire a calmierare i prezzi, tutelando i consumatori.”
Anche energia e servizi incidono sui bilanci familiari. Quali difficoltà vengono segnalate dai cittadini?
“Le utenze rappresentano una voce sempre più pesante nei bilanci domestici. Molti cittadini incontrano difficoltà nel comprendere offerte, contratti e bollette, soprattutto dopo il passaggio al mercato libero dell’energia. È fondamentale garantire maggiore trasparenza e informazione, affinché i consumatori possano scegliere in modo consapevole e non si trovino a sostenere costi poco chiari o non adeguatamente spiegati.”
Quali interventi chiedete alle istituzioni per affrontare il caro prezzi a Enna?
“Chiediamo un impegno concreto da parte delle istituzioni locali e nazionali. È necessario attivare un monitoraggio costante dei prezzi sul territorio provinciale per individuare eventuali fenomeni speculativi e garantire maggiore tutela ai cittadini. Servono inoltre misure di sostegno più efficaci per le famiglie in difficoltà, una maggiore attenzione ai bonus sociali e un potenziamento degli strumenti di informazione e assistenza. Federconsumatori Enna continuerà a essere al fianco dei cittadini per informarli, assisterli e tutelarli, ma è indispensabile un confronto con tutti i soggetti competenti per costruire risposte concrete.”
Altri articoli …
- Stenosi aortica, parte dalla Sicilia il registro che può cambiare la prevenzione negli over 70
- Intervista all'Onorevole Grimaldi: "Crisafulli è l'uomo giusto per il riscatto di Enna"
- Intervista all'Onorevole Marino: "Il voto premia il nostro progetto e punisce anni di immobilismo"
- Intervista al Senatore Crisafulli: "Enna è in stato comatoso, la rimetteremo in piedi"
- Mirello Crisafulli: “Enna può tornare protagonista”
- Enna, visione di rilancio tra legalità, sviluppo e futuro: parola di De Rose
- Distretto D22, disabilità e servizi sospesi: “Serve un cambio di passo tra fondi, trasporti e inclusione”
- Enna al bivio, Crisafulli torna in campo: «Non posso restare a guardare il declino»
- L’uomo che non lascia fermare il tempo: Gino Petralia e l’orologio di Enna
- Senologia e prevenzione: il valore della diagnosi precoce
- Screening oncologici, l’ASP di Enna al vertice regionale: Zappia racconta la svolta della prevenzione
- Luigi Napoli porta Enna nel tennis internazionale: inizia la stagione ITF Masters
- Dall’amore per gli altri nasce la Fondazione Francesco Gagliano: a Enna un’eredità di umanità che diventa futuro
- Aree interne al centro: la sfida contro spopolamento e disuguaglianze
- Pronto il Medicampus Proserpina: alla vigila dell'inaugurazione Crisafulli spiega “Fermare l’esodo dei nostri giovani per costruire un futuro”
Interviste - Potrebbe interessarti anche...
Pergusa accelera verso il rilancio: nel 2027 quattro grandi eventi, la sfida è tornare protagonista
Venerdì, 09 Ottobre 2026 05:56Il presidente Gaetano Rabbito svela la strategia per rilanciare l’Autodromo di Pergusa e riportarlo al centro del motorsport nazionale e internazionale. Quattro appuntamenti nel 2027, con il...
Ristorazione a Enna, la sfida di Luigi Mascaro: qualità e prezzi contro il caro vita
Sabato, 15 Agosto 2026 08:02Tra rincari, calo del potere d’acquisto e nuove abitudini delle famiglie, l’imprenditore indica nella qualità, nei nuovi format e nella valorizzazione del territorio la strada per il futuro della...
Caro Prezzi – Prestifilippo (Confcommercio): «Enna è un’isola nell’isola, il commercio va difeso e i piccoli comuni salvaguardati"»
Giovedì, 13 Agosto 2026 05:40Il presidente di Confcommercio Enna-Caltanissetta analizza prezzi, costi delle imprese, commercio di vicinato e spopolamento. E guarda al futuro dell’Ennese tra Università, qualità della vita e...
Aeroporto intercontinentale nel cuore della Sicilia, Venezia: «È il momento di avviare uno studio di fattibilità»
Martedì, 11 Agosto 2026 20:10Il deputato regionale del Pd Fabio Venezia rilancia l’idea di uno scalo nell’area centro-orientale dell’Isola: «Fontanarossa non può essere l’unica porta d’accesso aerea della Sicilia orientale....

