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Categoria: Interviste
01 Aprile 2026

Senologia e prevenzione: il valore della diagnosi precoce

Intervista alla dott.ssa Alessia Orlando tra innovazione, ricerca e informazione sanitaria

Enna - Un approfondimento sui temi chiave della senologia moderna, dalla diagnosi precoce all’importanza delle Breast Unit, fino al ruolo della tecnologia e della divulgazione scientifica. Nell’intervista, la dott.ssa Alessia Orlando evidenzia come competenza, multidisciplinarietà e informazione corretta siano elementi fondamentali per migliorare la prevenzione e la cura del tumore al seno. Membro del Consiglio Direttivo della Sezione di Senologia della Società scientifica SIRM (Società italiana di radiologia medica), per anni Dir.Medico presso la Breast Unit del Policlinico Universitario di Palermo.

- In che modo il percorso professionale può rappresentare un esempio di eccellenza nel campo della senologia? Orlando

“Un percorso professionale che rappresenta un esempio di eccellenza nel campo della senologia si distingue per la coesistenza di competenza tecnica di alto profilo, esperienza nell’approccio multidisciplinare, impegno nella ricerca scientifica, aggiornamento professionale continuo e impegno nel migliorare le capacità di comunicazione con le pazienti per ottimizzare non solo il percorso diagnostico e terapeutico ma anche l’umanizzazione delle cure.

Un senologo eccellente, con specializzazione in radiologia senologica, chirurgia oncoplastica od oncologia medica, dedica e ha dedicato il suo tempo lavorativo, fin dalla specializzazione, allo studio, diagnosi e/o trattamento delle patologie mammarie.”

- Qual è l’importanza delle Breast Unit nella diagnosi e gestione del tumore al seno, e come può essere raccontata questa realtà attraverso l’informazione digitale? 

“Le Breast Unit sono centri di senologia altamente specializzati nella diagnosi e cura del tumore al seno.  Garantiscono un percorso personalizzato e accurato, basato sulle linee guida internazionali, attraverso un team multidisciplinare costituto da specialisti di elevato profilo professionale e dedicati alla senologia (radiologi, chirurghi, oncologi, radioterapisti, anatomo-patologi e psicologi) in costante aggiornamento, che condividono le decisioni sui percorsi diagnostici e terapeutici e sul follow-up di ogni singola paziente. L’obiettivo è ottimizzare i percorsi di diagnosi e cura nella collettiva lotta contro il tumore al seno. È stato dimostrato infatti che la cura del tumore al seno nelle “Breast Unit” riduce la mortalità a 5 anni del 18% in quanto vi è una maggiore adesione alle linee guida, un aumento dei volumi e quindi dell’esperienza degli specialisti, e un incremento dell’approccio multidisciplinare.”

- Quanto conta oggi l’integrazione tra tecnologie avanzate (come tomosintesi e risonanza magnetica) e lavoro multidisciplinare nella prevenzione e cura?

“La possibilità di utilizzare in ambito senologico tecnologie avanzate, come la tomosintesi, la risonanza magnetica mammaria, ma aggiungerei anche l’ecografia mammaria multiparametrica, la CEM (contrast-enhanced mammography- mammografia con mezzo di contrasto), e le più moderne metodiche di senologia interventistica come la VABB (vacuum-assisted breast biopsy) o la VAE (vacuum-assisted excision), contribuisce alla diagnosi di precisione, quindi a una migliore accuratezza diagnostica, riducendo il ricorso a biopsie inutili e raggiungendo l’obiettivo della diagnosi precoce, ossia di tumori invasivi sempre di più piccole dimensioni o di tumori maligni, non ancora invasivi.  L'integrazione tra tecnologie e multidisciplinareità rappresenta il pilastro fondamentale della medicina moderna, una rivoluzione organizzativa, assicurando efficienza, riducendo altresì i tempi di attesa tra diagnosi e inizio terapia, ottimizzando e personalizzando l'intero percorso di diagnosi e cura.”

1675331700 mammografia digitale o- Che ruolo ha lo screening mammografico nella riduzione della mortalità e come può contribuire a sensibilizzare su questo tema?

"È già stato ampiamente dimostrato che nelle donne che partecipano con costanza allo screening mammografico, ogni 2 anni fra i 50 e i 69 anni, la mortalità per cancro al seno è ridotta più del 30% rispetto alle donne che non aderiscono. Va chiarito che un esame come la mammografia non previene la malattia, cioè non protegge dall’insorgenza del tumore, ma permette di diagnosticarlo precocemente, ossia in anticipo rispetto alla comparsa di segni e sintomi, aumentando le probabilità di cure efficaci e meno invasive, diminuendo di conseguenza la mortalità. Scoprire il tumore quando è piccolo permette trattamenti chirurgici meno demolitivi (es. quadrantectomia rispetto alla mastectomia) e, sulla base dello specifico tipo di tumore diagnosticato, talora anche terapie oncologiche meno pesanti. Lo screening mammografico non è solo un esame gratuito e sicuro, ma una scelta consapevole: prevenire significa salvare vite umane.

Sensibilizzare la popolazione allo screening mammografico richiede strategie mirate su più livelli, che combinino una comunicazione chiara, possibilmente l'uso di testimonial, la rimozione di barriere logistiche e l'educazione fin dalla giovane età, in ambito scolastico. Ritengo fondamentale il coinvolgimento dei medici di base nell’educazione delle pazienti alla prevenzione secondaria, ma anche interventi come campagne itineranti per raggiungere le donne di tutto il territorio.”

- L’esperienza accademica e scientifica evidenzia un forte legame tra ricerca e pratica clinica: come può essere comunicato questo valore al grande pubblico? 

“L’esperienza accademica e la ricerca scientifica quando collegate alla pratica clinica, e viceversa, rappresentano inevitabilmente un valore aggiunto, e sono imprescindibili l’una dall’altra, perché rappresentano un investimento strategico.  Nella mia esperienza, ho approfondito in ambito di ricerca per anni l’ecografia mammaria multiparametrica e la RM Mammaria: la raccolta sistematica di centinaia e centinaia d’immagini e di tutte le informazioni che un’immagine porta con sé di un nodulo, ad esempio, e la valutazione analitica di ciascuna di queste informazioni, con un correlato diagnostico definitivo e certo su benignità o malignità di questo nodulo, potenziano inevitabilmente  le competenze e l’accuratezza diagnostica di chi esegue l’esame. Questo si traduce in un minor tasso di biopsie non utili su lesioni benigne e in una maggiore capacità di rilevare, e anche bioptizzare, lesioni di piccole dimensioni, anche dell’ordine di 3 mm. Il connubio ricerca e pratica clinica significa non smettere mai d’imparare e di crescere, significa mettersi sempre in dubbio per dare di più e di meglio, significa garantire un’assistenza sempre aggiornata ed “evidence-based”, basata sulle evidenze scientifiche.”

- Quanto è importante la divulgazione scientifica per rendere accessibili temi complessi come la diagnosi precoce del tumore al seno? 

“La divulgazione scientifica è fondamentale, se trasforma concetti medici complessi in informazioni comprensibili, generando consapevolezza nelle donne, favorendo quindi l'adesione agli screening, riducendo la paura. La divulgazione, se efficace, contrasta la disinformazione e la confusione, incoraggiando le donne. Se comunicassimo in maniera chiara e semplice che la diagnosi precoce, favorita dallo screening mammografico, permette cure meno invasive e migliore prognosi, potremmo ridurre l'ansia legata alla mammografia in sé, superando intanto le barriere psicologiche. Utilizzo dei social media, strumento già utilizzato dalle stesse società scientifiche, campagne mirate, svolte con l’ausilio di associazioni, e la divulgazione già in età scolastica sono altri strumenti essenziali per informare le donne e avvicinarle allo screening mammografico, che rappresenta realmente uno strumento concreto e accessibile, salvando vite.” 

- I riconoscimenti internazionali ottenuti in ambito senologico cosa rappresentano per il sistema sanitario italiano e per la credibilità della ricerca? 

“La senologia italiana è all'avanguardia nella ricerca clinica, grazie alla collaborazione tra centri di senologia, società scientifiche e studi di respiro internazionale. I premi e le pubblicazioni evidenziano il contributo italiano nell’innovazione e nello sviluppo di nuovi approcci in ambito diagnostico e terapeutico. L'alto livello della ricerca rende l'Italia un partner affidabile e prestigioso per collaborazioni internazionali, aumentando la capacità di attrarre finanziamenti e talenti. I riconoscimenti confermano che la senologia è un fiore all'occhiello del SSN, in grado di coniugare una ricerca di alto livello con una pratica clinica multidisciplinare e centrata sul paziente.”

- In che modo Dedalomultimedia può valorizzare figure professionali come quella della dottoressa Orlando per promuovere informazione di qualità e consapevolezza sociale?

“La vostra testata giornalistica può valorizzare le figure mediche, dando loro voce e credibilità per promuovere un'informazione sanitaria di qualità basata su trasparenza e accuratezza scientifica, rendendo così la divulgazione più accessibile. Questo approccio trasforma noi medici da semplici fonti a divulgatori accreditati, riconosciuti, costruendo un ponte tra il mondo accademico e clinico e il grande pubblico, incrementando così la consapevolezza sociale. Valorizzare le figure mediche professionali competenti significa riconoscerne il ruolo non solo come curanti, ma come comunicatori strategici in grado di semplificare la complessità delle informazioni sanitarie. “

Oggi la dott.ssa Orlando è Dir. Medico presso lo Screening Mammografico dell’ASP di Enna.

Massimo Castagna

  • senologia, prevenzione, screening, breastunit, diagnosiprecoce, sanità, ricerca, tecnologia
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