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La novità introdotta dal Codice del Consumo obbliga siti e app a rendere immediato l'esercizio del diritto di recesso. Codici: "Uscire da un contratto deve essere facile quanto entrarvi".
Dal 19 giugno entra in vigore una nuova tutela per i consumatori che effettuano acquisti e sottoscrivono contratti online. Con l'introduzione dell'articolo 54-bis del Codice del Consumo, previsto
dal D.Lgs. 209/2025 in attuazione della Direttiva (UE) 2023/2673, tutti i siti internet e le applicazioni che vendono beni o servizi dovranno mettere a disposizione un apposito "pulsante di recesso".
La novità punta a semplificare l'annullamento di un contratto concluso a distanza, eliminando le procedure complesse che spesso costringevano i consumatori a cercare moduli nascosti, inviare PEC o e-mail oppure contattare il servizio clienti.
"Con l'introduzione del pulsante di recesso si afferma un principio fondamentale: uscire da un contratto deve essere facile quanto entrarvi", spiega l'avvocato Antonella Votta, referente del Settore Privacy e Nuove Tecnologie dell'associazione Codici. "Chi vende online dovrà predisporre una funzione chiaramente visibile e facilmente raggiungibile che consenta di comunicare il recesso in modo rapido e diretto".
La nuova procedura consentirà al consumatore di avviare la richiesta direttamente dall'area dedicata del sito o dell'app, inserendo le informazioni necessarie per identificare il contratto e confermando la volontà di recedere. Al termine dell'operazione, il professionista dovrà inviare una conferma con data e ora della trasmissione.
Tra gli aspetti più rilevanti della riforma c'è anche il contrasto ai cosiddetti "ostacoli digitali". Le aziende non potranno infatti nascondere il pulsante in sezioni difficili da individuare né utilizzare schermate o messaggi pensati per scoraggiare il consumatore dall'esercitare il proprio diritto.
Secondo Codici, la misura rappresenta un importante rafforzamento delle tutele negli acquisti online, rendendo più semplice correggere decisioni prese d'impulso, rinunciare a servizi non più desiderati o interrompere un rapporto contrattuale senza inutili complicazioni.
"Negli ultimi anni abbiamo assistito a procedure di acquisto sempre più rapide e immediate – conclude l'avvocato Votta –. Era necessario garantire che anche l'esercizio dei diritti fosse altrettanto semplice, rendendo più difficile per le aziende creare percorsi che scoraggino il recesso e più facile per i cittadini far valere le proprie scelte".
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Con l'arrivo dell'estate, migliaia di padri separati si trovano ad affrontare uno dei momenti più complessi della loro condizione: la gestione delle vacanze con i figli. A richiamare
l'attenzione delle istituzioni è l'associazione Codici, impegnata da anni nell'assistenza ai genitori separati attraverso la campagna "Voglio papà".
"Quello che per molte famiglie è un periodo di gioia e spensieratezza, per i padri separati si trasforma troppo spesso in un campo minato", dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici. "Parliamo di accordi disattesi, tensioni estenuanti e, nei casi più gravi, di un vuoto affettivo imposto da dinamiche che il sistema fatica ancora ad affrontare con la dovuta serietà".
Secondo l'associazione, i mesi estivi amplificano le fragilità di un sistema che presenta ancora forti criticità. La sospensione delle attività scolastiche e la necessità di programmare vacanze e soggiorni favoriscono incomprensioni e conflitti tra genitori separati. A subirne le conseguenze sono innanzitutto i figli, ma anche i padri che vedono limitata la possibilità di mantenere un rapporto equilibrato con i propri bambini.
Tra le problematiche più frequenti segnalate figurano la cancellazione unilaterale delle vacanze concordate, gli ostacoli nelle comunicazioni con i figli e le modifiche improvvise agli accordi senza preavviso. Situazioni che, evidenzia Codici, ledono i diritti dei genitori e compromettono la continuità affettiva dei minori.
"La legge italiana ha compiuto passi avanti sul tema della bigenitorialità, ma la distanza tra la norma scritta e la sua applicazione concreta rimane enorme", sottolinea Giacomelli. "Non possiamo accettare che l'amore di un padre per i propri figli venga ridotto a un diritto di carta".
L'associazione chiede alle istituzioni e alla magistratura un cambio di passo, con procedure più rapide e tempi certi nella gestione delle controversie relative all'affidamento durante i periodi di vacanza. Attraverso la campagna "Voglio papà", Codici continua a offrire assistenza ai padri separati, invitando chi vive situazioni di difficoltà a richiedere supporto tramite i canali dedicati.
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L'associazione dei consumatori interviene dopo le operazioni tra Banco BPM, Mps e Intesa Sanpaolo: «Serve un controllo indipendente e trasparente sull'impatto del nuovo assetto bancario»
ROMA – Il riassetto del sistema bancario italiano entra in una fase decisiva e accende il dibattito sulle possibili conseguenze per consumatori e risparmiatori. Dopo la proposta di fusione tra Banco
BPM e Banca Monte dei Paschi di Siena e la successiva Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps, l'associazione Codici chiede alle autorità di vigilanza un monitoraggio rigoroso dell'intera operazione.
Secondo l'associazione, le operazioni annunciate nel giro di meno di 48 ore potrebbero modificare in maniera significativa gli equilibri del mercato bancario italiano, con possibili effetti sulle condizioni di accesso al credito, sui costi dei servizi e sulla concorrenza tra istituti.
«Le concentrazioni bancarie di questa portata non sono eventi riservati agli addetti ai lavori – afferma Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici – ma incidono direttamente sulla vita dei cittadini, ridefinendo le condizioni economiche offerte ai clienti e la possibilità di scegliere tra operatori concorrenti».
L'associazione sottolinea che gli accordi preliminari e le eventuali cessioni preventive non sono sufficienti a garantire automaticamente il rispetto delle norme antitrust e chiede che le autorità competenti effettuino una valutazione autonoma dell'impatto dell'operazione nei diversi segmenti del mercato bancario, dalla raccolta al credito alle famiglie, fino ai mutui e ai servizi di pagamento.
Per Codici è inoltre fondamentale assicurare la massima trasparenza durante l'iter istruttorio e coinvolgere formalmente le associazioni dei consumatori nelle consultazioni previste dalla normativa.
Tra le questioni sollevate vi è anche la tutela dei clienti degli istituti coinvolti. «Una domanda apparentemente semplice ma decisiva riguarda il futuro delle condizioni contrattuali dei correntisti Mps. I risparmiatori non possono essere spettatori di una partita che coinvolge grandi gruppi bancari e assicurativi: il loro diritto a operare in un mercato aperto e concorrenziale deve essere garantito con la stessa attenzione riservata agli aspetti finanziari dell'operazione», conclude Giacomelli.
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Codici critica una sentenza del Tribunale di Torre Annunziata: affido condiviso formale ma gestione esclusiva alla madre e obblighi economici pesanti per il padre
La bigenitorialità continua a essere più un principio dichiarato che una realtà concreta nelle aule di giustizia italiane. A sostenerlo è l’associazione Codici, che interviene commentando una
recente sentenza del Tribunale di Torre Annunziata, ritenuta emblematica di un modello ancora sbilanciato nella gestione dell’affido dei figli.
Nel provvedimento, pur in presenza di affido condiviso, i minori vengono collocati stabilmente presso la madre, alla quale viene assegnata anche la casa familiare e la gestione quotidiana della vita dei figli. Al padre, invece, viene riconosciuto un ruolo limitato, con tempi di frequentazione definiti e subordinati agli impegni lavorativi, senza un coinvolgimento effettivo nella quotidianità.
A questo si aggiunge un carico economico rilevante: mantenimento dei figli, contributo alle spese straordinarie e assegno per l’ex coniuge.
“Si tratta di uno schema che si ripete con preoccupante frequenza – afferma Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici –. Formalmente si parla di affido condiviso, ma nei fatti si realizza un affidamento esclusivo, con il padre relegato a un ruolo marginale. È una distorsione che denunciamo da tempo”.
Secondo l’associazione, il problema non riguarda solo i tempi di permanenza con i figli, ma un assetto complessivo che tende a concentrare diritti e tutele su un solo genitore, senza un reale equilibrio tra le parti.
Particolarmente delicata è anche la questione economica. In molti casi, sottolinea Codici, le condizioni del padre non vengono valutate in modo coerente con la reale capacità contributiva, con il rischio di imporre obblighi sproporzionati e difficilmente sostenibili. Una situazione che può alimentare tensioni e rendere più complesso mantenere un rapporto stabile con i figli.
“La bigenitorialità non può restare una formula di rito – aggiunge Giacomelli –. Quando le decisioni seguono schemi rigidi e sbilanciati, si svuota il senso della legge. Serve un cambio di approccio nei tribunali, capace di garantire un equilibrio reale tra i genitori e di tutelare concretamente l’interesse dei minori”.
Secondo Codici, è necessario superare automatismi che tendono a privilegiare la figura materna, puntando invece su una valutazione caso per caso che tenga conto delle condizioni effettive di entrambi i genitori.
“Parlare di affido condiviso, in queste condizioni, rischia di essere solo un artificio giuridico – conclude Giacomelli –. L’equilibrio genitoriale deve essere garantito nella pratica, non solo dichiarato nei provvedimenti”.
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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato avvia un’istruttoria su Vorwerk Management e Vorwerk Italia: nel mirino lo stop ai servizi smart dei dispositivi
ROMA – Dispositivi acquistati come “smart” che diventano inutilizzabili a causa della disattivazione dei servizi digitali. È il caso dei robot aspirapolvere Neato, al centro di un’istruttoria avviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti delle società Vorwerk Management e Vorwerk Italia per presunte pratiche commerciali scorrette.
A intervenire è l’associazione dei consumatori Codici, che accoglie con favore l’azione dell’Antitrust e annuncia il proprio impegno a supporto degli utenti coinvolti. Secondo quanto ipotizzato dall’Autorità, le aziende avrebbero interrotto i servizi smart dei dispositivi, compromettendone le funzionalità essenziali e rendendoli di fatto inutilizzabili.
«I dispositivi smart per la casa sono sempre più diffusi – afferma Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici – e spesso comportano investimenti significativi da parte dei consumatori. Il problema è che molti funzionano tramite cloud: se questo viene meno, il prodotto perde il suo valore principale senza che venga previsto alcun rimborso».
Una situazione che, secondo l’associazione, richiama il tema dell’obsolescenza programmata e che merita approfondimenti. «Chi ha acquistato un robot Neato per le sue funzionalità smart oggi compromesse – aggiunge Giacomelli – ha diritto a una forma di indennizzo».
L’Antitrust, dal canto suo, evidenzia come l’interruzione dei sistemi software di un dispositivo ancora funzionante possa configurare una pratica commerciale ingannevole e aggressiva. Una modifica sostanziale della natura e del valore del prodotto che limita fortemente la possibilità di utilizzo da parte dei consumatori.
Le società coinvolte, note anche per prodotti come l’aspirapolvere Folletto e il robot da cucina Bimby, sono ora al centro delle verifiche dell’Autorità.
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