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Il Tribunale di Roma riconosce l’equiparabilità alle altre figure della magistratura onoraria.
Al congresso AIMOM di Bari presenti anche i giudici ennesi Roberto La Ferla e Antonio Scibona.
Una svolta per la magistratura onoraria italiana arriva dal Tribunale di Roma. Con la sentenza n. 11623 del 28 luglio 2026, i giudici hanno riconosciuto la sostanziale equiparabilità dei magistrati onorari
minorili e di sorveglianza alle altre figure della magistratura onoraria.
La pronuncia, che riguarda 89 ricorrenti, riconosce il carattere effettivo e continuativo delle funzioni svolte, aprendo la strada al riconoscimento di tutele lavorative, previdenziali e assistenziali, tra cui ferie retribuite, maternità e trattamento di fine rapporto.
I magistrati onorari minorili svolgono un ruolo fondamentale nei procedimenti riguardanti minori, adozioni, responsabilità genitoriale e recupero dei giovani coinvolti nel circuito penale.
La decisione riaccende il dibattito sulla possibile stabilizzazione della categoria, finora esclusa dai percorsi previsti per altre figure della magistratura onoraria.
In questo contesto si inserisce l’attività dell’AIMOM, l’Associazione Italiana Magistrati Onorari Minorili, impegnata nella tutela dei diritti e nella valorizzazione professionale della categoria.
Il 9 ottobre scorso, a Bari, l’Università degli Studi Aldo Moro ha ospitato il primo congresso nazionale AIMOM, con la partecipazione di magistrati, accademici, avvocati e numerosi esperti del settore.
Presenti anche due giudici onorari di Enna, Roberto La Ferla e Antonio Scibona, in servizio presso il Tribunale per i minorenni di Caltanissetta.
La sentenza romana e il congresso nazionale rilanciano il confronto sul futuro della magistratura onoraria minorile e sulla necessità di garantire tutele concrete a professionisti impegnati nella protezione dei minori e delle famiglie.
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Venerdì 16 ottobre, nella sala Caduti di Nassirya, la presentazione del primo
volume della collana “Atti dei convegni Unaep”, dedicato alla responsabilità
algoritmica dopo la Legge 132/2025.
L’intelligenza artificiale entra sempre più nei tribunali e negli uffici della Pubblica amministrazione, ponendo nuove questioni sul piano della legalità, della responsabilità e della tutela dei cittadini. A questi
temi è dedicato il convegno “L’intelligenza artificiale nella giustizia e nella P.A. Dopo la Legge 132/2025: la nuova responsabilità algoritmica”, organizzato dall’Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici (Unaep).
L’incontro si terrà venerdì 16 ottobre, dalle ore 10, nella sala Caduti di Nassirya al Senato della Repubblica. Nel corso dell’appuntamento sarà presentato il primo volume della collana “Atti dei convegni Unaep”, pubblicato da Wolters Kluwer, che raccoglie gli atti del convegno svoltosi a Bologna il 25 giugno 2026.
Al centro del dibattito ci saranno le implicazioni dell’intelligenza artificiale nell’attività giudiziaria e amministrativa, con particolare attenzione alla responsabilità derivante dall’utilizzo degli algoritmi nei procedimenti che incidono sulla vita dei cittadini.
«Il ruolo degli avvocati pubblici è, in questo scenario, assolutamente centrale», si legge nell’introduzione del volume, che individua nella categoria un presidio della legalità nell’azione amministrativa e nella cosiddetta legalità algoritmica.
Ad aprire i lavori sarà Antonella Trentini, presidente nazionale di Unaep. Seguiranno gli interventi del senatore Pierantonio Zanettin, del consigliere di Stato Brunella Bruno e dell’avvocata Lodovica Raparelli, PhD e docente presso l’Università di Oxford.
Il convegno rappresenta un’occasione di approfondimento su una trasformazione tecnologica che richiede nuove competenze e strumenti giuridici, affinché l’innovazione possa integrarsi nell’attività delle istituzioni nel rispetto dei principi di legalità e delle garanzie dei cittadini.
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Il presidente della Camera degli Avvocati Tributaristi di Enna eletto nel nuovo organismo
costituito a Roma. L’associazione punta su specializzazione, formazione e collaborazione professionale.
L’avvocatura tributaria ennese entra nel direttivo nazionale della nuova Associazione Italiana degli Avvocati Tributaristi (AIAT), costituita a Roma il 9 ottobre 2026. Tra i componenti del Consiglio direttivo è
stato eletto l’avvocato Salvatore Barbera, presidente della Camera degli Avvocati Tributaristi di Enna.
La nomina riconosce il ruolo svolto dalla realtà professionale ennese e rafforza la rappresentanza siciliana nel nuovo organismo nazionale.
L’AIAT nasce per promuovere la specializzazione dell’avvocato tributarista, sostenere la formazione e l’aggiornamento nel diritto tributario, doganale e nella fiscalità internazionale, oltre a tutelare gli interessi generali dei contribuenti.
Tra gli obiettivi figurano l’organizzazione di corsi, scuole di specializzazione, convegni e seminari, nonché lo sviluppo di rapporti con le istituzioni e con professionisti italiani e stranieri. Particolare attenzione sarà riservata ai giovani e alla crescita delle competenze professionali.
Alla presidenza dell’associazione è stato nominato il professore avvocato Angelo Cuva, presidente della Camera degli Avvocati Tributaristi di Palermo e docente di diritto tributario all’Università di Palermo. Vicepresidenti sono Barbara Benazzi e Fabio Pace. Segretario è Daniele Baldassare Giacalone, mentre il ruolo di tesoriere è affidato a Daniele Vitello.
Nel Consiglio direttivo, insieme a Barbera, siedono Piero Bellante, Fabio Ciani, Accursio Gallo e Renato Torrisi.
L’elezione di Barbera inserisce Enna in un progetto nazionale volto a qualificare ulteriormente l’avvocatura tributaria, favorendo il confronto tra professionisti e il collegamento tra le realtà territoriali e le istituzioni.
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Il 23 e 24 ottobre il Teatro Massimo e Palazzo dei Normanni accoglieranno l’UNAA 2026.
Al centro dei lavori giustizia amministrativa, Costituzione, intelligenza artificiale e rapporto tra libertà e autorità.
PALERMO – Sarà Palermo a ospitare il 23 e 24 ottobre il Congresso nazionale dell’Unione Nazionale degli Avvocati Amministrativisti (UNAA) 2026, promosso dall’Unione e organizzato dall’Associazione
degli Avvocati Amministrativisti della Sicilia. L’appuntamento si svolgerà tra il Teatro Massimo e Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.
L’apertura dei lavori, prevista la mattina del 23 ottobre al Teatro Massimo, vedrà la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ai saluti istituzionali interverranno il sindaco Roberto Lagalla, il presidente della Regione Renato Schifani e il presidente dell’associazione organizzatrice, Giovanni Immordino.
Il tema scelto è “L’avvocato amministrativista tra regole processuali, valori costituzionali e norme sovranazionali. Strumenti e forme di mediazione tra libertà e autorità”. La sessione inaugurale sarà dedicata al rapporto tra Costituzione nazionale e integrazione europea.
Il Congresso riunirà avvocati provenienti da tutta Italia, rappresentanti delle istituzioni, magistrati e accademici. Tra gli argomenti in programma figurano l’effettività della tutela giurisdizionale, la pluralità degli ordinamenti, l’intelligenza artificiale, la transizione ecologica e l’efficienza amministrativa.
I lavori proseguiranno a Palazzo dei Normanni con quattro sessioni e una tavola rotonda conclusiva sul rapporto tra amministrazione efficiente, giustizia amministrativa e democrazia.
«Ospitare in Sicilia il Congresso nazionale dell’UNAA rappresenta per la nostra Associazione un grande onore e una responsabilità profonda», ha dichiarato Giovanni Immordino, sottolineando il valore del confronto sulle trasformazioni del diritto amministrativo. La presenza del Capo dello Stato, ha aggiunto, conferisce all’iniziativa un significato istituzionale ancora più alto.
Dopo le tappe di Bari e Trieste, Palermo diventa così un nuovo punto d’incontro nazionale per riflettere sul futuro della giustizia amministrativa e sul ruolo dell’avvocatura nella tutela dei cittadini, delle imprese e dei principi costituzionali.
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L’associazione invita i cittadini a non fornire dati personali e bancari dopo l’allerta del CERT-AGID.
Il CERT-AGID ha segnalato una nuova campagna di phishing che sfrutta il nome e la grafica dell’ACI.
I truffatori inducono le vittime a credere di avere un bollo auto non pagato e chiedono il saldo di una presunta morosità.
Il sito fraudolento raccoglie inizialmente codice fiscale e targa del veicolo con il pretesto di verificare il pagamento.
Successivamente vengono richiesti nome cognome indirizzo e-mail numero di telefono e dati completi di residenza.
Nella fase finale viene simulato il pagamento di una sanzione di 15,87 euro.
La pagina fraudolenta richiede anche numero della carta data di scadenza e codice CVV.
Codici invita quindi i cittadini a diffidare da comunicazioni inattese relative al pagamento del bollo auto.
L’avvocato Antonella Votta sottolinea come le campagne di phishing siano sempre più sofisticate.
Secondo Codici l’obiettivo dei truffatori è ottenere sia dati personali sia informazioni utili per effettuare operazioni fraudolente.
Il CERT-AGID ha indicato come fraudolenti i domini acitalia[.]info e acitalia[.]click.
I domini segnalati sono estranei ai canali istituzionali dell’Automobile Club d’Italia.
Il pagamento del bollo deve essere effettuato attraverso i canali ufficiali della Pubblica Amministrazione.
Codici ricorda che l’accesso ai servizi ufficiali avviene tramite sistemi di autenticazione come SPID o CIE.
Chi ha inserito dati sul sito fraudolento deve contattare subito la banca e valutare il blocco della carta.
È inoltre consigliato presentare denuncia e conservare screenshot e comunicazioni ricevute come prova.
Per assistenza Codici è disponibile al numero 065571996 oppure tramite WhatsApp al 3757793480.
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