-
Enna celebra i 174 anni della Polizia di Stato: cerimonia al Teatro Neglia
-
Carota Novella di Ispica IGP protagonista a TUTTOFOOD Milano 2026
-
Due morti sul lavoro a Palermo: cede una gru, operai precipitano dal cestello
-
Sostegno affitti in Sicilia, firmato il decreto attuativo: fino a 3mila euro per le famiglie in difficoltà
-
Crisafulli Sindaco: Apertura della campagna elettorale lunedì 13 aprile Università Kore
-
Enna al voto, Crisafulli tra sarcasmo e ritorno della politica tradizionale
-
Enna-Convocato il Consiglio Comunale: seduta il 16 aprile in modalità mista


- Dettagli
- Categoria: Redazionale
Il ritorno in campo del candidato sindaco riapre il dibattito sul futuro della città:
università, servizi e identità al centro di una partita decisiva
C’è un momento, nella vita di una comunità, in cui non è più possibile rimandare. Enna sembra essere arrivata esattamente a quel punto: sospesa tra un passato che garantiva ruolo
e identità e un presente segnato da spopolamento, crisi economica e smarrimento collettivo.
In questo contesto si inserisce la candidatura del senatore Vladimiro Crisafulli, una scelta che, al di là delle dinamiche elettorali, riapre una questione più ampia: quale futuro per Enna? Non è soltanto una competizione amministrativa, ma uno snodo politico e culturale che interroga l’intera comunità.
Il dato demografico è forse il più impietoso. La perdita di migliaia di residenti in poco più di un decennio non è solo un numero: è il segnale di una città che fatica a trattenere i propri giovani, che vede spegnersi progressivamente il proprio tessuto commerciale e che assiste, quasi impotente, a una lenta erosione della propria vitalità. Le saracinesche abbassate, le vie meno frequentate, l’assenza di prospettive diventano così simboli concreti di un disagio più profondo.
Eppure, le potenzialità non mancano. Enna è città universitaria, un elemento che in altri contesti rappresenterebbe un volano straordinario di sviluppo. La presenza di migliaia di studenti, la nascita di corsi di eccellenza – come le facoltà di medicina – dovrebbero generare economia, servizi, innovazione. Ma tutto questo, finora, non si è tradotto in un sistema integrato capace di coinvolgere l’intero territorio urbano.
Il punto centrale, allora, è proprio questo: la mancanza di una visione unitaria. Città alta, città bassa e Pergusa continuano a vivere come realtà separate, quasi estranee l’una all’altra. Non esiste un disegno complessivo che le metta in relazione, che trasformi le differenze in risorsa e non in limite. È qui che si gioca la vera sfida amministrativa: ricostruire un’identità condivisa, dare un senso allo “stare insieme”.
Nel suo intervento, Crisafulli insiste su un concetto chiave: la necessità di una classe dirigente all’altezza. Un passaggio tutt’altro che secondario. Negli ultimi anni, la gestione della città è stata spesso accusata di limitarsi all’ordinario, senza una progettualità capace di guardare oltre l’immediato. La critica al cosiddetto “civismo” non è solo politica, ma culturale: senza una visione, ogni amministrazione rischia di diventare semplice gestione dell’esistente.
Le proposte avanzate si muovono lungo direttrici chiare: rafforzare il ruolo dell’università, migliorare i servizi, intervenire sulle infrastrutture, rilanciare il commercio e puntare su una maggiore integrazione territoriale. Temi noti, certo, ma che richiedono una capacità concreta di attuazione. Perché il problema di Enna non è tanto l’assenza di idee, quanto la difficoltà di trasformarle in risultati tangibili.
Particolarmente significativo è il passaggio sul rapporto tra pubblico e privato. L’apertura a investimenti esterni, anche su asset strategici come l’autodromo di Pergusa o i servizi urbani, segna una linea pragmatica: senza risorse adeguate, il rilancio rischia di restare sulla carta. Allo stesso tempo, emerge la necessità di un ruolo più incisivo delle istituzioni nel rivendicare interventi e compensazioni da parte di grandi enti come ANAS e Ferrovie.
Sul piano politico, la questione del simbolo del Partito Democratico appare quasi secondaria rispetto all’impostazione complessiva. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una
coalizione ampia, capace di superare gli steccati tradizionali. Una scelta che riflette una consapevolezza diffusa: la crisi di Enna non può essere affrontata con logiche di appartenenza rigide, ma richiede convergenze più larghe.
Resta, tuttavia, una domanda di fondo: basterà tutto questo a invertire la rotta? La risposta non può essere affidata solo a un candidato o a un programma. Dipenderà dalla capacità della città di riconoscersi in un progetto comune, di ritrovare fiducia in sé stessa, di tornare a immaginare un futuro possibile.
Perché, in definitiva, la vera sfida non è soltanto amministrativa. È una sfida di identità. Enna deve decidere cosa vuole essere: una città che continua lentamente a spegnersi o una comunità che sceglie, con determinazione, di ripartire.
Massimo Castagna
- Dettagli
- Categoria: Redazionale
Il 23 marzo 2026 resterà una data spartiacque per la legislatura. Gli italiani hanno respinto la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere con il 53,7% di No, con
un'affluenza che ha smentito ogni previsione di apatia. Era il voto su cui il governo Meloni aveva scommesso il proprio capitale politico, descrivendolo come la "madre di tutte le riforme" per riequilibrare il rapporto tra politica e magistratura. Eppure, all'indomani del verdetto, Palazzo Chigi ha preferito cambiare spartito.
In poche ore sono arrivate le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi e, infine, della ministra del Turismo Daniela Santanchè. Gesti presentati come un'improvvisa fiammata di rigore etico. Ma la cronaca tradisce il calcolo: l'improvviso rigore etico appare come il paravento dietro cui celare il fallimento del progetto referendario. Sacrificando i singoli 'casi' proprio all'indomani del voto, Palazzo Chigi prova a narcotizzare il segnale politico delle urne, offrendo all'opinione pubblica dei colpevoli individuali per non dover ammettere una responsabilità collegiale della maggioranza di governo.
Per oltre un anno, il governo ha blindato queste figure dietro lo scudo del garantismo, invocando la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Le pendenze giudiziarie di Santanchè e la condanna in primo grado di Delmastro erano note, pubbliche e ampiamente discusse. Eppure, il 24 marzo, miracolosamente, quelle stesse posizioni sono diventate insostenibili.
"La strategia è evidente: individuare dei capri espiatori per non dover processare l'idea politica che ha portato al fallimento referendario."
Sostituire i volti in difficoltà per coprire il vuoto lasciato dal No nelle urne è un'operazione che elude il vero tema: la coerenza. Non si può chiedere agli italiani di riformare la Costituzione in nome di una giustizia più alta quando, contemporaneamente, si difendono collaboratori con ombre giudiziarie pesanti finché conviene, per poi scaricarli appena il vento elettorale gira.
Il voto referendario non è una sentenza di tribunale contro un ministro, né un giudizio sulla fedina penale di un sottosegretario. È l'espressione massima della sovranità popolare. Gli italiani che si sono recati alle urne hanno esercitato un atto di responsabilità verso la Carta fondamentale; la risposta della politica non può essere il sacrificio rituale di qualche fedelissimo.
La narrazione del governo che "fa pulizia" è politicamente astuta, ma intellettualmente fragile. Sposta l'attenzione dal dato oggettivo: la maggioranza dei cittadini non ha condiviso la visione di giustizia proposta dall'esecutivo.
La responsabilità politica imporrebbe di dire: "Abbiamo proposto una visione, gli italiani non l'hanno seguita, dobbiamo interrogarci sul perché".
La ricerca del capro espiatorio, invece, dice: "Abbiamo perso perché alcuni di noi erano impresentabili".
Quest'ultima è una scorciatoia che svilisce la scelta degli elettori, riducendo un dibattito costituzionale sulla riforma della Giustizia a una questione di opportunità d'immagine.
Anche Daniela Santanchè, nella sua lettera di addio, ha centrato il punto: rifiutare il ruolo di "paravento" per una sconfitta che ha radici molto più profonde. Se il governo non accetta il verdetto referendario come un segnale politico netto sulla propria linea di riforma, ma lo tratta come un incidente di percorso risolvibile con tre dimissioni eccellenti, tradisce lo spirito stesso dello strumento referendario.
Esercitare il potere con onore richiede coerenza tra ciò che si propone e ciò che si incarna. Senza un'ammissione diretta del fallimento del progetto politico, le dimissioni di oggi non sembreranno un atto di dignità, ma l'ennesima manovra per evitare di guardare in faccia la realtà: gli italiani hanno chiesto serietà, non sostituzioni.
Gaetano Mellia
- Dettagli
- Categoria: Redazionale
Le elezioni amministrative di maggio nel Comune capoluogo di Enna si avvicinano senza che il quadro politico abbia ancora trovato un assetto definitivo. A oggi, i candidati sindaco
ufficialmente in campo sono Filippo Fiammetta, espressione del Coordinamento Civico per Enna, e Paolo Gargaglione, attuale presidente del Consiglio comunale sostenuto da Forza Italia.
All’orizzonte arriva un terzo protagonista: il senatore Mirello Crisafulli, che nei prossimi giorni scioglierà la riserva e annuncerà la propria candidatura con il Partito Democratico, contribuendo a ridefinire gli equilibri della competizione.
Sembra invece destinata a sfumare l’ipotesi di una candidatura civica di Giovanni Contino, sostenuta da Rosalinda Campanile: secondo quanto emerge, non ci sarebbero le condizioni politiche per la costruzione della lista. Ma non è detta ancora l'ultima parola.
Rimane particolarmente incerta la posizione del Movimento per l’Autonomia. L’assessore regionale Francesco Colianni non ha ancora chiarito se sostenere la candidatura di Gargaglione o intraprendere un percorso alternativo insieme a Fratelli d’Italia e Noi Moderati. Una fase di silenzio che si protrae da settimane e che alimenta interrogativi sulle strategie future.
Secondo fonti politiche, non si esclude che proprio l’Mpa possa esprimere un proprio candidato sindaco, anche in vista delle elezioni regionali del prossimo anno, dove Colianni potrebbe giocare un ruolo di primo piano. Un eventuale accordo con Gargaglione, sostenuto fin dall’inizio da Luisa Lantieri, verrebbe interpretato come un avvicinamento a posizioni storicamente distanti, ipotesi che non troverebbe consenso né nello stesso Colianni né nel leader del movimento Raffaele Lombardo.
Sul piano organizzativo, resta inoltre complessa la composizione delle liste, che dovranno contare fino a 24 candidati ciascuna. Tra indiscrezioni e trattative, le certezze sono ancora poche, mentre il fermento politico cresce giorno dopo giorno.
“Il quadro è ancora fluido e ogni scenario resta aperto”, trapela da ambienti politici locali, mentre si moltiplicano incontri e contatti nelle segreterie.
“I prossimi giorni saranno decisivi per definire alleanze e candidature”, sottolineano osservatori vicini ai tavoli regionali.
Una cosa appare già chiara: la sfida per il governo della città si preannuncia intensa e combattuta, senza esclusione di colpi.
Massimo Castagna
- Dettagli
- Categoria: Redazionale
Il No si impone con quasi 10 punti di scarto, affluenza a sorpresa al 58,81%. Prima vera sconfitta per il governo Meloni. La Sicilia ultima per partecipazione, a Roma il No supera il 63%.
Il NO ha vinto. Il referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia, aperto il 22 marzo e chiuso oggi alle 15, si è concluso con una sconfitta netta per il governo
Meloni. Con oltre 26.000 sezioni scrutinate su 61.533, il sito Eligendo del Viminale assegna al No il 54,79% dei voti e al Sì il 45,21%: un margine di quasi dieci punti percentuali che YouTrend ha già definito "incolmabile". Per Giorgia Meloni si profila la prima vera sconfitta da quando è premier.
Lo spoglio ha rapidamente confermato e amplificato le previsioni degli exit poll. Con un terzo delle schede contate, il No era al 54,4%, con 9 punti percentuali di vantaggio sul Sì. Le proiezioni della Rai basate sui dati reali hanno mostrato una tendenza costante: nella seconda rilevazione, il Sì si è attestato al 46,1% e il No al 53,9%, con una copertura del campione del 37%. Un dato in linea con tutti gli istituti: Tecnè per Tgcom24 ha chiuso con Sì al 46% e No al 54%.
Particolarmente netto il voto nelle grandi città del centrosinistra. A Roma, dopo 207 sezioni scrutinate su 2.599, il No era in vantaggio al 63,2% contro il Sì fermo al 36,78%.
Il dato che resterà nella storia di questa consultazione è quello della partecipazione. L'affluenza definitiva si è attestata al 58,81%, ben al di sopra di ogni previsione della vigilia. Un raffronto storico eloquente: al referendum abrogativo del 2025 su lavoro e cittadinanza aveva votato appena il 29,8%, nel 2022 il 20,4%, e nel 2020 sul taglio dei parlamentari il 51,12%.
Le città del Centro-Nord hanno trainato la partecipazione: Bologna ha raggiunto il 71,63%, Firenze il 71,31%, Milano oltre il 65%, Roma il 64,19%. A livello regionale, l'Emilia-Romagna ha guidato la classifica con il 66,67%, seguita dalla Toscana al 66,27% e dall'Umbria al 65,05%.
La Sicilia ha confermato il tradizionale divario di partecipazione con il Centro-Nord, chiudendo con il dato più basso d'Italia. La Sicilia è risultata ultima tra tutte le regioni, con solo il 46,36% degli aventi diritto recatosi alle urne — un dato di oltre 20 punti inferiore all'Emilia-Romagna. Già nella prima giornata di domenica la Sicilia era fanalino di coda con il 34,94% alle 23, contro una media nazionale del 46,07%.
Il divario si è manifestato fin dalle prime ore: alle 19 di domenica la Sicilia era ferma al 28,7%, unica regione sotto il 30%, seguita dalla Calabria al 29,3%. All'interno dell'isola, però, non tutti i territori si sono comportati allo stesso modo. È Messina la provincia siciliana con la maggiore affluenza al 37,19%, seguita da Palermo al 36,20%, mentre all'ultimo posto si è collocata Caltanissetta con appena il 30,99%. Significativo che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella abbia votato proprio a Palermo, nel seggio dell'Istituto comprensivo Giovanni XXIII in via Mario Rutelli.
Il cuore del quesito riguardava la riforma costituzionale approvata a fine 2025, che puntava a ridisegnare il volto della giustizia italiana su tre pilastri fondamentali: la separazione netta delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura e l'istituzione di un'Alta Corte disciplinare. Per la composizione dei nuovi CSM si prevedeva il superamento del sistema elettivo in favore del sorteggio tra tutti i magistrati in servizio.
I commenti: tra esultanza e accettazione
Giuseppe Conte (M5S): il leader del Movimento 5 Stelle ha esultato su X con un secco «Ce l'abbiamo fatta! Viva la Costituzione!».
Giovanni Bachelet, presidente del Comitato civico per il No: «Sembra bellissimo, sono molto felice che la nostra galoppata abbia ottenuto almeno il risultato di far tornare la voglia di votare a milioni di cittadini. L'isola degli astenuti è riemersa».
Matteo Renzi (Italia Viva): a Radio Leopolda ha dichiarato «La partita è sostanzialmente chiusa, il No a sorpresa ha vinto».
Galeazzo Bignami, capogruppo FdI alla Camera, è stato il primo del centrodestra a rompere il silenzio: «Quando gli italiani si esprimono bisogna sempre accettare il risultato. Era un provvedimento che avevamo nel programma elettorale e avevamo il dovere di portarlo avanti».
Lucio Malan, capogruppo FdI al Senato: «Noi non abbiamo nulla da rimproverarci, abbiamo mantenuto un impegno con gli elettori. C'è stata una campagna pesante dove sono state attribuite cose che non esistevano».
Gian Domenico Caiazza, presidente del Comitato Sì Separa: ha commentato a Sky TG24 che quello di oggi «è stato un voto certamente politico che ha in larga parte trasceso il contenuto tecnico» della riforma.
Daniela Fumarola, segretaria generale della CISL: «La partecipazione al voto credo che sia sempre positiva, dovremmo sempre di più spingere le persone ad andare a votare. Speriamo che sia l'inizio di una nuova era, perché in questi ultimi anni l'affluenza al voto è stata molto bassa».
A spoglio ancora in corso arriva una notizia che aggiunge un colpo di scena alla giornata: Cesare Parodi si è dimesso dalla carica di presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati per «motivi personali», comunicando la decisione al Comitato direttivo centrale pochi minuti prima delle 15. Parodi non era un sostenitore del Sì: le sue dimissioni in un momento così carico di significato politico non mancheranno di alimentare il dibattito nelle prossime ore. Nel frattempo, nell'aula dell'ANM al Palazzo di Giustizia di Milano, decine di magistrati riuniti davanti a un televisore hanno accolto i primi risultati con un grande applauso.
Con la vittoria del No, la riforma dell'ordinamento giurisdizionale viene respinta e tutto resta invariato rispetto all'assetto costituzionale attuale della magistratura. Sul piano politico, la sconfitta è la più significativa dall'insediamento del governo Meloni nel 2022. Nelle ore successive ci si attende un possibile rimpasto di governo, mentre nel centrosinistra la vittoria rappresenta uno slancio in vista della prossima scadenza elettorale.
Gaetano Mellia
- Dettagli
- Categoria: Redazionale
Il Partito Democratico ha scelto il senatore come candidato sindaco.
Si attende soltanto che sciolga la riserva.
Si avvicina il momento decisivo per le elezioni amministrative di Enna, con il voto fissato per il 24 e 25 maggio. Il 9 aprile saranno indetti i comizi elettorali, mentre dal 24 aprile
scatteranno i termini per la presentazione delle liste.
Nel centrosinistra manca soltanto l’ufficialità, ma il Partito Democratico ha individuato nel senatore Mirello Crisafulli il proprio candidato alla carica di sindaco. L’interessato continua a sostenere che qualora dovesse decidere di candidarsi, i primi a esserne informati sarebbero direttamente i cittadini ennesi. Lui dovrebbe sciogliere la riserva nei prossimi giorni, ma negli ambienti politici la sua candidatura viene ormai considerata certa. Attorno al suo nome starebbe convergendo il cosiddetto Campo Largo del centrosinistra.
Sul fronte opposto è data per certa anche la candidatura di Paolo Gargaglione, sostenuto da Forza Italia, formazione alla quale potrebbe aderire ufficialmente nelle prossime settimane. Al suo fianco la deputata regionale Luisa Lantieri, coordinatrice provinciale del partito.
In campo anche Filippo Fiammetta, candidato con il Movimento Civico per Enna.
Resta invece aperta la partita nel resto del centrodestra. Il nome più accreditato al momento sarebbe quello di Gaetana Palermo, esponente di Forza Italia vicina all’area dell’europarlamentare Marco Falcone, che potrebbe essere sostenuta anche da Fratelli d'Italia, e dagli amici del sindaco Maurizio Dipietro. Ancora incerta invece la posizione del Movimento per l'Autonomia che, insieme a Noi Moderati, starebbe valutando se sostenere Palermo o presentare un proprio candidato.
Nel frattempo Rosalinda Campanile ha lasciato il tavolo del centrodestra parlando di “tempo scaduto” e annunciando un percorso autonomo. Il gruppo starebbe lavorando alla candidatura a sindaco di Giovanni Contino, con l’ipotesi di correre da soli alle prossime amministrative. Su questa ipotesi potrebbe convergere Noi Moderati se l'MPA dovesse fare scelte improponibili.
La situazione resta comunque in evoluzione e, come spesso accade in politica, gli equilibri potrebbero cambiare anche nel giro di poche ore.
Massimo Castagna
- Separazione delle carriere: una riforma costituzionale diventata resa dei conti
- Centrodestra, prove di unità: spiragli per una coalizione credibile
- Amministrative Enna: Centrodestra unito, Massimo Greco Candidato Sindaco, ma non solo anche Giovanni Contino scende in campo
- Enna 2026: dal declino alla rigenerazione. Un Patto per il futuro del Capoluogo e del Territorio
- Rottamazione quinquies: il Comune di Enna si distingue per non essersi attivato. Perché?
- Sicilia Abbandonata: Il Ciclone Harry e il Silenzio Assordante dei Media Nazionali
- Centrodestra in cerca d’autore, Enna in cerca di futuro
- Amministrative Enna: l'attuale maggioranza Dipietro a sostegno di Gargaglione, nel PD potrebbe spuntare Crisafulli
- Il PD di Enna detta la linea e smaschera le ambiguità: basta inciuci, chi non è alternativo resti fuori
- Amministrative a Enna, il dibattito resta fermo ai nomi e dimentica i programmi
- Enna - Bilancio approvato nel silenzio: un Consiglio paralizzato e un sindaco che comanda sè stesso
- Sanità - Budget di Salute ad Enna: autonomia promessa, disuguaglianze garantite
- Area Interna SNAI di Troina: un territorio che riparte
- 24 anni di Dedalo: la scommessa diventata comunità, informazione e futuro
- Intitolare l’Ospedale di Enna a Pietro Farinato: una scelta di coerenza storica
- Social media e adolescenti: La soglia dei 16 anni e la nuova sfida educativa
- Enna - Amministrative: Forza Italia e Paolo Gargaglione assieme
- La pericolosa spirale della polarizzazione nel dibattito geopolitico che mette a rischio la democrazia
- Enna - Crolli, rialzi e divari: la fotografia 2025 della qualità della vita nella provincia
- Nuovo rapporto Forum Europeo sulla Disabilità: persistono gravi ostacoli ai viaggi aerei per le persone con disabilità
- La proposta di legge elettorale di Fratelli d’Italia: premierato di fatto per governare da soli, Parlamento svuotato, Costituzione aggirata
- Enna - Amministrative: Crisafulli candidato? “non mi pare, ho ben altre cose da fare”
- Enna Bassa una idea per la via alternativa al quadrivio Sant’Anna
- La libertà svuotata: tra democrazia e premierato
- Amministrative Enna – Ezio De Rose per l'MPA, non trova alcun riscontro la candidatura di Mirello Crisafulli
- Enna e il suo PRG: una città che cresce senza una visione aggiornata
- Enna fanalino di coda nello sviluppo: il report sulla Qualità della Vita 2025 in Sicilia
- Homo curvatus: l’uomo piegato sullo schermo
- Enna Bassa: una città che cresce senza un progetto. È tempo di una visione urbana nuova, inclusiva, sostenibile
- Dal centro alla periferia: ridare vita a Enna Alta senza fermare Enna Bassa
- PIAO a Enna: trasparenza sì, ma il personale resta un rebus
- Enna – Amministrative: saltano i primi nomi di possibili candidati. Si rimescolano le carte e cresce l'incertezza
- Ricollegare Enna: idee e soluzioni per una mobilità che unisca la città
- Elezioni a Enna, il PD cerca l’unità della coalizione mentre il centrodestra scopre le carte: Palermo, Campanile e Gargaglione in campo
- Terzo Settore a Enna: risorse bloccate, Piani di Zona in ritardo e tanta arroganza
- Il bullismo: una ferita che attraversa le età
- Sanità ennese tra progressi e sfide: il 2025 segna la svolta, con uno sguardo al futuro
- Enna e la sfida di diventare città universitaria
- Enna, il cuore commerciale che si spegne: serrande abbassate e futuro incerto
- Enna, il cuore che batte piano: dal declino alla rinascita possibile
- Targhe marce, cittadini spremuti: la grande disavventura di un cittadino di Enna
- Anziani e famiglie: il peso silenzioso della cura
- Amministrative: Fratelli d’Italia in frantumi, le Primarie per il centrosinistra: la sfida per Enna entra nel vivo
- Città universitaria, città che cresce: la sfida di Enna
- "L’unica risposta è la pace"
- Enna, la battaglia per il sindaco: Gargaglione, Arena, Campanile, Palermo, Alloro tra i possibili sfidanti
- Nati in Italia, ma ancora stranieri: il paradosso degli studenti senza cittadinanza
- Enna – Verso le elezioni: i primi nomi a candidato sindaco e non solo
- Addio a Giorgio Armani: il silenzio, l’eleganza e l’eredità che guarda al futuro
- Cellulari a scuola: tra dipendenze digitali e strumenti educativi, serve equilibrio
- Senza parole il pensiero si spegne: indifferenza, impulsività e violenza prendono il sopravvento
- San Bartolomeo, il cuore di Enna dove i bambini ridanno vita alle strade
- Fake News: Perché condividerle è pericoloso
- Enna 2026: Garofalo, Campanile, MPA: La Giostra è Partita. E il PD?
- Enna e il baricentro della sfida politica: il futuro passa dal Centro
- Autodromo di Pergusa: Caos, silenzi e verità nascoste. Il Sindaco denuncia criticità che non conosceva!
- Enna - Fratelli d’Italia scarica Dipietro: esplode la guerra nella maggioranza che lo sostiene
- Referendum 2025: quando la democrazia fa scena muta: flop di partecipazione, milioni spesi e secondi fini
- Tra solitudine e speranza: la ludopatia silenziosa degli anziani a Enna
- Il Papa dell’unità in un tempo di divisioni: Leone XIV e le sfide globali nei racconti di Parolin, Pizzaballa e Zuppi
- Enna, la Provincia dei Paradossi: il Centrodestra si Frantuma, il Centrosinistra si Illude (di Massimo Castagna)
- Enna – Cerimonia in pompa magna per lo svincolo: ma cosa c'è da festeggiare dopo due anni e mezzo di isolamento?
- Kore di Enna: la rivoluzione universitaria che cambia il futuro della Sicilia
- Ma ci siamo dimenticati che cosa significa vivere sotto un regime totalitario?
- Il Futuro dell'Autodromo di Pergusa: per il Consiglio Comunale un nuovo modello di sviluppo per il territorio ennese
- Pergusa: non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire
- PD Sicilia a congresso: si comincia con 16 dissidenti e colpi bassi sul sistema di voto. E siamo solo al'inizio
- Il Nuovo Anno come opportunità di evoluzione e cambiamento
- Una riflessione sulla metafora della rana bollita
- Enna – Un dormitorio per chi non ha nulla, ostaggio della burocrazia
- Istituzione del garante per la persona con disabilità per garantire l'applicazione dei diritti
- Che fine ha fatto la Fondazione Lago di Pergusa? Nessuno ne sa niente
- La Festa dei Morti in Sicilia: una celebrazione di memoria, tradizione e amore familiare
- Crisi idrica Sicilia: le Menti Eccelse dei governi regionali ci hanno lasciato senza acqua
- Crisi idrica: poche notizie sui pozzi comunali. Una mappa c'è ma resta chiusa nei cassetti dell'Ati
- Il futuro dell'Autodromo e di Pergusa: un'opportunità per la rinascita di Enna
- Enna - Invasione di cinghiali: grave pericolo per l'incolumità e l'economia
- Sanità - Accordo Regione/Università Kore: un passo importante verso il policlinico universitario
- Enna - Hospice chiuso, ma si lavora per riaprirlo, parola di Zappia
- Enna – Giunta Comunale : nei prossimi giorni la nomina dei due assessori e il vice sindaco?
- Finire i lavori al Castello: la Città non merita quest'altra offesa
- Consorzio Ente Autodromo Pergusa: il 2 agosto il nuovo statuto per ritornare un grande circuito
- Straordinario successo dei Moderati: si riparte da qui per una Sicilia migliore?
- Enna – Un evento “rumoroso” nella mentalità ennese
- Enna – Crisi idrica: una cattiva informazione genera rabbia e proteste
- L’Ingegnere e la rivoluzione mancata - In memoria di un amico
- Amministrazione Comunale di Enna: il Sindaco in balia delle faide interne
- Policlinico Universitario: una bufala elettorale per spingere il candidato Sindaco
- Calcio - Il giorno dopo il trionfo, il sapore della vittoria è ancora piu bello
- Enna - La kore: un successo che proietta l'ateneo verso il futuro
- Enna – Si sgretola Italia Viva, Vasapollo possibile vice sindaco. Pronto il nuovo regolamento di EcoEnnaServizi
- Enna – L'Amministrazione Comunale nettamente in minoranza: ufficiale le dimissioni di 5 assessori
- Da Imperatore a un uomo Solo al comando!
- Enna – Rottura tra le forze pro Dipietro, si dimette il vice presidente del consiglio e pronte altre 5 dimissioni
- Enna – Sanità: chi doveva controllare le prestazioni aggiuntive dei medici indagati?
- Enna – Delibera sui rifiuti non approvata: bruciante sconfitta politica per il Sindaco
- Province: il voto contro dell’aula agita lo spettro delle dimissioni di Schifani?
- Regione: E’ vera crisi o è il solito “babbìu”?
- Enna – Disabili CSR: il Comune chiude, la Regione riapre
- Autodromo – Le risorse del territorio vanno valorizzate e non affossate
- Viabilità e parcheggi ad Enna Bassa: una idea ce l'abbiamo
- Enna – Il lago di Pergusa in agonia: cosa si potrebbe fare per ravvivarlo?
- Ma quale ZTL se ad Enna non c'è più nessuno?
- Enna – Campus Universitario Proserpina: 10 mln di euro per dare tutti i servizi agli studenti
- Redazionale Enna – Quella Giunta che si farà, ma che non si fa!
- Enna – Crisi al Comune: fuori Cortese e FDI, chi entra e chi esce
- Ai femminicidi opponiamo una cultura del dialogo e della protezione delle donne
- Redazionale - Contestare e dissentire ma senza negare la libertà di parola ed opinione
- Enna - Dalle Facoltà di Medicina un nuovo sviluppo per il territorio
- Reintroduzione Province: togliere i prelievi forzosi per non danneggiare le province più depresse
- La elezione della Schlein, un favore ai centristi del Pd che stanno già pensando ad altro!
- Redazionale – Policlinico: inizia l’immane lavoro di avvio delle procedure
- Redazionale - Gli insuccessi del passato sono il preludio del nostro declino
- Redazionale - Enna con una classe dirigente inadeguata: salta anche il centro direzionale!
- Ex Province, perché è un bene rimetterle in moto?
- Enna Città della Cultura, con l’ascia di guerra!
- Vittoria storica del Centro destra con Giorgia Meloni leader indiscussa
- Alle elezioni si pretenda credibilità e coerenza di proposte e promesse
- Divorzio tra Letta e Conte e scontro tra Meloni e Berlusconi sulla premiership
- La Regione Sicilia ha la sua legge sul randagismo: i punti di forza
- Enna - La Città dove le classi svantaggiate sono escluse dagli eventi
- Redazionale - La tempesta perfetta ci minaccia
- La Stazione di Enna a Calderari? Intervenga la Kore con un suo progetto per ristabilire il principio di dignità
- Falcone e Borsellino ci affidano la missione di continuare la loro opera
- Policlinico: tutti dalla stessa parte. La Regione rispetti il territorio!
- Enna sede universitaria, il policlinico non può che essere suo
- Venerdì Santo, finalmente la processione, ma perché le mascherine?
- Caro bollette: abbiamo tutto ma non usiamo nulla. Meglio comprare all’estero!
- Ucraina: Organizzarsi in fretta e donare in fretta!
- PNRR, potenziare e innovare i servizi sanitari per lo sviluppo socio economico delle aree interne
- La guerra è una follia ingiustificabile
- Emodinamica: da salva vita a volano di sviluppo
- Regionali: Pd alle primarie con 5 candidati, Lantieri e Pagana ricandidate
- Redazionale - Mattarella mette a nudo il fallimento della classe dirigente di una politica malata
- Comune di Enna: Una crisi superata, ma è davvero così?
- Dedalo: una storia lunga 20 anni…e non è finita
- La Disabilità non è un optional...ecco la stangata per chi pensa di essere più furbo degli altri
- La quarta ondata della pandemia bussa alla porta
- Insularità: per la Sicilia è ora di definire le strategie di sviluppo
- La Crisi al Comune di Enna, una brace che cova sotto la cenere!
- Elezioni Regionali: Primarie nel PD? Prime indiscrezioni sulle candidature
- Autodromo: Il Manuale Cencelli funziona se lo si sa usare
- Le università di Enna: risorse da valorizzare e sfruttare per il “Bene Comune”
- Redazionale - Autodromo di Pergusa: i cittadini disorientati non capiscono
- Redazionale - Pergusa: Giù le mani, l’Autodromo non si tocca !
- In Afghanistan la figura di m... della Democrazia Occidentale
- Redazionale - Incendi: tutta la Sicilia coinvolta, Enna la più colpita
- Redazionale - Sicilia a rischio zona gialla: ma non è detto che succeda!
- Redazionale - La libertà di non vaccinarsi può ledere chi si è già vaccinato?
- Incendi: Li chiamiamo sciacalli o criminalità organizzata?
- Redazionale - La libertà personale è inviolabile ma il diritto alla salute non lo è pure?
- Redazionale - Dietro ai Green Pass Vaccinali falsi si nasconde la criminalità!
- Grillo e Conte si scontrano: atto finale?
- Editoriale - Anticipare le pericolose varianti del virus con la vaccinazione
- Mai avuto paura di pensare in grande!
Redazionale - Potrebbe interessarti anche...
Enna e il tempo delle scelte: la sfida di Crisafulli tra declino e rinascita
Venerdì, 10 Aprile 2026 07:48Il ritorno in campo del candidato sindaco riapre il dibattito sul futuro della città: università, servizi e identità al centro di una partita decisiva C’è un momento, nella vita di una comunità, in...
Referendum 2026: dopo la sconfitta cercasi capri espiatori disperatamente
Venerdì, 27 Marzo 2026 11:32Il 23 marzo 2026 resterà una data spartiacque per la legislatura. Gli italiani hanno respinto la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere con il 53,7% di No, con un'affluenza che ha...
Enna, amministrative di maggio: candidati ancora incerti , MPA all'angolo
Venerdì, 27 Marzo 2026 08:27Due nomi ufficiali, quasi certo l'ingresso di Mirello Crisafulli e Mpa ancora indeciso: cresce l’attesa per una competizione che si preannuncia serrata Le elezioni amministrative di maggio nel...
Referendum sulla giustizia: vince il NO. La riforma Meloni è bocciata dagli italiani
Lunedì, 23 Marzo 2026 16:34Il No si impone con quasi 10 punti di scarto, affluenza a sorpresa al 58,81%. Prima vera sconfitta per il governo Meloni. La Sicilia ultima per partecipazione, a Roma il No supera il 63%. Il NO ha...