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Un nuovo progetto sul territorio ennese per accompagnare le donne fuori dalla violenza e dalla fragilità socio-economica
Si svolgerà domani, alle ore 10.00, presso la sala conferenze dell’Associazione Luciano Lama ODV in via Civiltà del Lavoro 17/A, la presentazione ufficiale del progetto “Sportello D.O.N.N.A. – Diritti, Opportunità, Nuove Narrazioni di Autonomia”, promosso grazie al finanziamento di ActionAid International Italia E.T.S. e della Fondazione Realizza il Cambiamento, nell’ambito del progetto NORA against GBV, cofinanziato dall’Unione Europea.
L’iniziativa prende forma con l’obiettivo di offrire un sostegno concreto alle donne vittime di violenza o che vivono situazioni di vulnerabilità economica e sociale nella provincia di Enna, puntando sul rafforzamento dell’autonomia personale e lavorativa attraverso un modello di intervento integrato, innovativo e replicabile.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Maria Grasso, Presidente dell’Associazione DonneInsieme “Sandra Crescimanno”, Michele Sabatino, Presidente dell’Associazione Luciano Lama ODV, e Giuseppe Nasello, Dirigente del Servizio X dei Centri per l’Impiego di Enna e Caltanissetta.
Seguirà l’intervento di Carmela Mazza, dell’Associazione DonneInsieme “Sandra Crescimanno”, che illustrerà nel dettaglio le finalità del progetto, le attività previste e gli obiettivi attesi.
Cuore dell’iniziativa è l’attivazione dello Sportello D.O.N.N.A. presso i Centri per l’Impiego, dove i servizi di orientamento e inserimento lavorativo si integreranno con le competenze specialistiche dei Centri Antiviolenza. Il percorso prevede accoglienza e ascolto, supporto psicologico e legale, orientamento professionale, accesso agevolato ai servizi per l’impiego e una specifica formazione rivolta agli operatori dei CPI, per rafforzarne le capacità di intercettazione e presa in carico delle situazioni di violenza.
Il progetto, pur rivolgendosi prioritariamente alle donne in condizioni di fragilità, coinvolge anche istituzioni, associazioni, enti pubblici e comunità locali, con l’intento di costruire una rete territoriale stabile e consapevole, capace di contrastare la violenza di genere in modo strutturato e duraturo.
L’evento rappresenta infine un’importante occasione di confronto pubblico e sensibilizzazione, mettendo al centro l’autonomia economica come strumento fondamentale di libertà, dignità ed emancipazione.
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Nel cuore della settimana dedicata alle donne vittime di violenza, 180 ragazzi ascoltano storie reali, riflessioni e strumenti per riconoscere e contrastare gli abusi
In occasione della settimana della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, gli studenti del Liceo delle Scienze Umane di Agira hanno partecipato a un incontro di forte impatto emotivo e formativo. All’interno dell’istituto sono intervenuti gli avvocati Valentina Saltalamacchia e Gianpiero Cortese, volontari dello sportello antiviolenza Diana dell’associazione Co.Tu.Le.Vi – Contro tutte le violenze, insieme al segretario provinciale del SIM–Carabinieri di Enna, Santo Calzetta, e ai giovani del Servizio Civile Gaia Marmo, Samuele Perri, Sofia Maria Di Maggio e Matteo Turco.
Davanti a 180 studenti, i relatori hanno raccontato esperienze e casi concreti, offrendo strumenti per leggere le dinamiche della violenza e comprendere come prevenirla. Uno dei momenti più intensi è stato la testimonianza diretta di una giovane donna ennese, vittima di maltrattamenti da parte dell’ex fidanzato. Il suo racconto, fatto di paura, resistenza e infine denuncia, ha suscitato grande emozione tra i ragazzi.
Durante l’incontro è stato fatto ascoltare anche un passaggio dell’interrogatorio di Francesco Lo Presti, condannato a 30 anni per il femminicidio di Vanessa Scialfa, uccisa nel 2012 a Enna: un documento sonoro che ha reso ancora più evidente la brutalità della violenza di genere e l’urgenza di riconoscerne i segnali.
L’iniziativa è stata fortemente voluta dal dirigente scolastico Serafino Lo Cascio e organizzata dalle docenti Valeria Pignato, Antonella Masitti e Rosetta Quartillo, in collaborazione con la psicologa dello sportello Diana, Giusy Miccichè, per offrire agli studenti un percorso di consapevolezza e responsabilità civica.
L’associazione Co.Tu.Le.Vi., da anni impegnata nel territorio attraverso il suo sportello antiviolenza, ha ribadito l’importanza del lavoro preventivo nelle scuole. I volontari e i giovani del Servizio Civile hanno guidato gli studenti in riflessioni su stereotipi, relazioni tossiche e strumenti concreti per chiedere aiuto.
“Una giornata che ha lasciato un messaggio profondo: la lotta alla violenza di genere passa dall’ascolto, dal rispetto e dal coraggio di non distogliere mai lo sguardo”, ha dichiarato Eleanna Parasiliti Molica, responsabile dello sportello Diana.Un incontro che ha trasformato la Giornata contro la violenza sulle donne in un momento di vera crescita umana e civica per l’intera comunità scolastica.
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Il progetto "AMORù 2.0" verrà presentato giovedì 13 novembre ad Agira, con sportello antiviolenza, iniziative nelle scuole e formazione per operatori locali
La “Rete Territoriale Antiviolenza AMORù” approda ufficialmente nei territori SNAI della provincia di Enna. L’Ente capofila, LIFE and LIFE ETS, presenterà il progetto “Rete Territoriale Antiviolenza AMORù 2.0” giovedì 13 novembre alle ore 17:00 presso l’Aula Consiliare del Comune di Agira.
L’iniziativa, che esporta un modello già attivo nella provincia di Palermo, nasce grazie al progetto NORA (Network of Organizations for Rights and Autonomy against gender-based violence), finanziato dall’Unione Europea e cofinanziato da ActionAid International Italia ETS e Fondazione Realizza il Cambiamento. L’obiettivo principale è promuovere la prevenzione e il contrasto alla violenza maschile contro le donne, con particolare attenzione alle aree interne. Il Comune di Agira è stato individuato come partner strategico e capofila del Distretto Sanitario 21.
Durante l’incontro pubblico saranno illustrate le principali azioni del progetto, finalizzate a creare una rete territoriale di attori pubblici e privati in grado di offrire supporto completo alle donne vittime di violenza e ai minori che assistono a episodi di abuso.
Le attività chiave includono:Apertura di uno sportello antiviolenza nel Comune di Agira; Attività di sensibilizzazione nelle scuole di ogni ordine e grado del Distretto Sanitario 21, tramite workshop e laboratori per favorire un cambiamento culturale sul tema della violenza di genere; Formalizzazione della rete territoriale antiviolenza e sigla di protocolli d’intesa con comuni e enti pubblici e privati;Formazione specifica per operatori dello sportello e membri della rete.
L’iniziativa mira a intervenire sia nel sostegno diretto alle donne sia nella prevenzione primaria e nel superamento degli stereotipi di genere. La cittadinanza, le istituzioni, gli operatori del settore e i media sono invitati a partecipare all’incontro di presentazione.
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Un settore in cui frequentemente si realizzano le truffe contrattuali è quello dei messaggi pubblicitari.
Il problema si pone, in realtà, quando sono proposti al consumatore dei prodotti che, ad acquisto avvenuto, non sono corrispondenti alle caratteristiche promesse o che, rispetto alla qualità pubblicizzate, hanno una qualità notevolmente inferiore.
Per poter parlare di truffa in questi casi occorre che il soggetto agente induca in errore una persona determinata.
Nel caso di comunicazioni pubblicitarie menzognere si parla di truffa in incertam personam poiché la fase delle trattative è preceduta da offerte o inviti all’acquisto indirizzati verso una generalità di individui e il dolo consiste nell’attribuire al bene o servizio offerto specifiche qualità che non corrispondono a verità.
In questi casi, ossia quando il venditore è consapevole del raggiro, il contratto è annullabile.
È da tenere presente che con l’entrata in vigore del D. Lgs. n. 74/1992 la pubblicità deve essere palese, veritiera e corretta, vietandosi la pubblicità ingannevole.
L’art. 2, lett.b del suddetto decreto definisce ingannevole qualunque tipo di pubblicità “che in qualunque modo, comèpresa la sua presentazione, induca in errore o possa indurre in errore le persone fisiche o giuridiche alle quali è rivolta o che essa raggiunge e che, a causa del suo carattere ingannevole, possa pregiudicare il loro comportamento economico ovvero che, per questo motivo, leda o possa ledere un concorrente“.
Diritto fondamentale dei consumatori e degli utenti è, pertanto, quello ad un’adeguata informazione e ad una corretta pubblicità, come previsto dall’art. 1, comma 2, lett. c., della legge n. 281/1998.
Successivamente nel 2007, a seguito dell’entrata in vigore dei D. Lgs. n. 145 e n. 146, è stato attivato un doppio binario di protezione: uno a tutela del consumatore nei rapporti tra consumatori ed imprese in relazione a pratiche commerciali scorrette; l’altro a tutela delle imprese nei loro reciproci rapporti commerciali in riferimento a comportamenti caratterizzati da pubblicità ingannevole e comparativa illecita.
Le norme sulle pratiche commerciali scorrette sono poste a presidio dei rapporti tra professionisti e consumatori, al fine di ampliare la tutela di questi ultimi sulla base del divieto generale di pratiche commerciali sleali che si verificano all’esterno di un eventuale rapporto contrattuale tra consumatore e professionista o in seguito alla conclusione di un contratto e durante l’esecuzione dello stesso.
Carmela Mazza
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Un’ipotesi particolare di truffa contrattuale è “la vendita di cose altrui” con effetti obbligatori, ossia l’ipotesi del falso venditore che ha carpito la buona fede dell’acquirente ponendo in essere un contratto fraudolento.
Dalla vendita obbligatoria discende l’obbligo per il venditore di far acquistare il bene al compratore e, pertanto, dobbiamo distinguere l’ipotesi in cui l’acquirente era a conoscenza che la cosa acquistata apparteneva ad altri, dall’ipotesi in cui lo stesso non lo era.
La vendita obbligatoria è validamente perfezionata se nel contratto le parti hanno espressamente dichiarato che l’oggetto venduto appartiene ad un terzo o se l’acquirente, quando ha prestato il consenso all’acquisto, era a conoscenza di tale circostanza.
In tal caso, secondo un primo orientamento, se il venditore non fa conseguire la proprietà al compratore, potrebbe trovare applicazione l’istituto della promessa del fatto del terzo (art. 1381 c.c.), con la conseguenza che il venditore sarebbe esposto a responsabilità a prescindere da sua colpa; secondo un altro orientamento, invece, l’obbligo risarcitorio sarebbe, in ogni caso, subordinato alla possibilità di ravvisare una colpa del venditore.
Se, al contrario, il compratore ignorava che il bene fosse di altri, trova applicazione l’art. 1479 c.c. rubricato “buona fede del compratore” e secondo il quale, in tal caso, il compratore può chiedere la risoluzione del contratto, a meno che il venditore non gli abbia fatto acquisire la proprietà della cosa, la restituzione del prezzo pagato ed il rimborso delle spese sostenute per il contratto, salvo il diritto ad ottenere il risarcimento del danno patito.
La disciplina relativa alla vendita di cosa altrui si applica anche al contratto preliminare di vendita di cosa altrui. Tuttavia non è possibile ottenerne l’immediata risoluzione in quanto l’altruità del bene non esclude, entro la scadenza del termine fissato per la stipula del definitivo, l’adempimento da parte del promittente venditore.
In caso di vendita di cosa parzialmente di altri (art. 1480 c.c.) il compratore, che non conosceva tale circostanza, può chiedere la risoluzione del contratto ed il risarcimento del danno se non avrebbe acquistato il bene senza la parte di cui non è divenuto proprietario. In caso contrario può chiedere solo una riduzione del prezzo ed il risarcimento del danno.
Alla luce di tutto ciò, se il venditore cede ad altri, come propria, una cosa non sua e ne ricava un profitto ingiusto carpendo la buona fede dell’acquirente, pone in essere un contratto fraudolento, rientrante nella truffa contrattuale che, come abbiamo visto in precedenza, si realizza quando, mediante artifici e raggiri posti in essere nel momento in cui si forma il negozio giuridico, l’agente trae in inganno il soggetto passivo inducendolo a prestare un consenso che altrimenti non avrebbe dato.
Avv.ta Carmela Mazza
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