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- Categoria: Interviste
Dall’amore per gli altri nasce la Fondazione Francesco Gagliano: a Enna un’eredità di umanità che diventa futuro
La famiglia Gagliano presenta una fondazione di partecipazione ispirata ai valori umani e sociali
di Francesco Gagliano, con attenzione a inclusione, giovani, cultura e territorio
Con questa intervista prende forma pubblica la nascita della Fondazione Francesco Gagliano, una nuova realtà che affonda le proprie radici nella memoria, nei valori e
nell’impegno umano di Francesco Gagliano, imprenditore e cittadino profondamente legato alla sua comunità.
Attraverso le voci di Salvatrice Maria Gagliano, Rosario Gagliano e Fabio Salvatore Gagliano, emerge il senso profondo di una scelta che unisce memoria familiare, responsabilità sociale e visione collettiva. La Fondazione nasce a Enna, città d’origine e di vita di Francesco Gagliano, con l’obiettivo di trasformare un’eredità etica fatta di attenzione agli altri, ascolto e altruismo in un progetto strutturato, aperto e partecipato.
Dall’assistenza alle persone fragili alla formazione dei giovani, dalla cultura alla coesione sociale, l’intervista racconta una Fondazione che non vuole sostituirsi a ciò che già esiste, ma mettersi accanto al territorio, creando reti, occasioni di incontro e strumenti concreti di aiuto. Un percorso che parte dalle persone e dai bisogni reali, e che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.
Quali sono le motivazioni che hanno portato alla nascita della Fondazione Francesco Gagliano e perché si è scelto di costituirla proprio a Enna?
Salvatrice Maria Gagliano: “La Fondazione nasce dal desiderio di tutta la nostra famiglia di portare avanti il modo di essere di mio padre. Era una persona di grande intelligenza, con un profondo amore verso il prossimo, una sensibilità rara e un grandissimo cuore. Aveva una naturale capacità di entrare in relazione con le persone, di comprenderne i bisogni e di stare loro accanto con rispetto e attenzione
Sentiamo oggi di essere nelle condizioni, e di avere il desiderio sincero, di continuare il suo ideale e progetto di vita fatto di altruismo, disponibilità e vicinanza agli altri. Enna è stata una scelta naturale, perché è la nostra città, a cui siamo molto legati, e il luogo dove mio padre ha vissuto e lavorato tutta la vita. Questa Fondazione nasce così: dal desiderio di continuare a prenderci cura degli altri, come lui ha sempre fatto”
In che modo la Fondazione intende raccogliere e dare continuità all’eredità etica, imprenditoriale e sociale lasciata da Francesco Gagliano?
Salvatrice Maria Gagliano: “Nostro padre aiutava le persone nel modo più diretto possibile. Se vedeva una famiglia in difficoltà, dava una mano con la spesa. Se incontrava una persona anziana o sofferente, si fermava, ascoltava, cercava di essere utile. Aveva un’attenzione particolare per gli anziani, per i bambini, per le persone meno fortunate. Era fatto così: andava a casa delle persone, le aiutava senza fare distinzioni, cercando soluzioni con tutto l’ingegno e la generosità che poteva metterci. Diceva sempre che non esistono “ultimi”, ma solo persone che in un certo momento della vita hanno meno possibilità, e che nessuno è ultimo rispetto a un altro.
La Fondazione nasce per raccogliere questa eredità e trasformarla in un impegno organizzato e duraturo, per amore degli altri e per stare accanto alle persone, senza sostituirci a nessuno, ma cercando di essere presenti dove c’è bisogno.
Tra le tante idee che stiamo discutendo, una a cui tengo molto è quella di creare uno sportello dei bisogni: un posto semplice, dove chiunque possa entrare, parlare, essere ascoltato e trovare un orientamento o un aiuto. In questo vedo l’eredità più vera di mio padre.”

Qual è il significato della scelta di strutturare la Fondazione come fondazione di partecipazione e quale ruolo potranno avere cittadini, enti e imprese?
Rosario Gagliano: “Quando abbiamo pensato alla Fondazione, l’idea era quella di farne una realtà aperta. Non qualcosa di chiuso, ma una Fondazione che nasca dal territorio e stia in mezzo alle persone, non solo a Enna ma anche oltre. Cittadini, enti e imprese potranno partecipare e dare il loro contributo alle attività e ai progetti, non solo con risorse, ma anche con idee e presenza. Non vogliamo decidere tutto da soli, ma ascoltare chi ha voglia di dare una mano e costruire insieme un percorso comune, passo dopo passo.”
Quali ambiti di intervento saranno prioritari nelle attività della Fondazione, in particolare sul piano della salute, dell’inclusione sociale e della cultura?
Salvatrice Maria Gagliano: “Vogliamo partire dalle persone e dai bisogni reali. L’assistenza agli anziani, il sostegno alle famiglie e ai bambini saranno centrali, così come l’attenzione a chi vive momenti di difficoltà. Pensiamo anche a forme di aiuto legate allo studio e alla formazione, come borse di studio o strumenti per chi non ha possibilità economiche. A livello culturale, ci piacerebbe creare spazi di studio e di incontro, luoghi aperti dove i ragazzi possano trovare opportunità e sentirsi accolti. Crediamo inoltre che prendersi cura dei beni culturali e del patrimonio della città significhi prendersi cura della comunità, della sua identità e della sua memoria.”
In che modo la Fondazione intende contribuire concretamente allo sviluppo del territorio ennese e al rafforzamento della coesione comunitaria?
Rosario Gagliano: “Il territorio ci ha dato tanto e sentiamo il dovere di restituire quello che abbiamo ricevuto. Vogliamo farlo in modo concreto, con iniziative utili e vicine alle persone, lavorando insieme a chi già opera sul territorio.
Non vogliamo sovrapporci a nessuno, ma fare rete, rafforzare ciò che c’è e creare occasioni in cui le persone possano incontrarsi, collaborare e sentirsi parte della stessa comunità, partendo anche dalle cose piccole, che spesso sono quelle che fanno la differenza.”
Che ruolo avranno le nuove generazioni, la formazione e l’innovazione sociale nel progetto della Fondazione?
Fabio Salvatore Gagliano: “I giovani sono centrali per il futuro di questo territorio. Se vogliamo che restino o che tornino, dobbiamo offrire opportunità vere, non solo parole. La formazione è uno strumento fondamentale: aiutare le persone a formarsi significa dare loro fiducia, competenze e prospettive concrete.
Vogliamo sostenere percorsi educativi e progetti sociali che aiutino i giovani a crescere, a sviluppare le proprie capacità e a credere che anche qui si possa costruire qualcosa di buono. Se un ragazzo sente che questo territorio investe su di lui e gli dà una possibilità, allora forse non se ne va, o sceglie di tornare per mettere a frutto quello che ha imparato.”
Quali sono le prossime tappe operative e cosa rappresenterà la prima iniziativa pubblica di presentazione alla comunità?
Salvatrice Maria Gagliano: “In questo momento stiamo lavorando con attenzione alla struttura della Fondazione, cercando di fare le cose con serietà e senza fretta. Quando saremo pronti, vorremmo presentarci alla città con un evento aperto a tutti. Sarà un momento per raccontare quello che vogliamo fare, ma soprattutto per incontrare le persone, ascoltarle e iniziare insieme questo percorso. Per noi sarà soprattutto un modo per dire alla città: siamo qui, insieme.”
Massimo Castagna
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