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Il presidente della Regione rivendica i risultati economici raggiunti, rilancia sugli investimenti industriali e indica Catania come capitale siciliana della microelettronica del futuro
Celebrare cento anni di storia significa riconoscere il valore di un patrimonio imprenditoriale che ha contribuito in maniera determinante alla crescita economica e sociale della Sicilia.
È questo il messaggio lanciato dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, intervenuto all'assemblea pubblica per il centenario di Confindustria Catania, ospitata al Conservatorio Vincenzo Bellini di Catania.
All'iniziativa, guidata dalla presidente di Confindustria Catania, Maria Cristina Busi Ferruzzi, ha partecipato anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
Nel suo intervento, Schifani ha tracciato un quadro positivo dell'attuale fase economica attraversata dalla Sicilia, sottolineando come i principali indicatori evidenzino un'inversione di tendenza rispetto al passato.
Secondo il presidente della Regione, tra il 2021 e il 2025 il Prodotto interno lordo siciliano è cresciuto del 20,2%, superando sia la media del Mezzogiorno sia quella nazionale. Parallelamente, tra il 2022 e il 2024 l'occupazione è aumentata del 13,5%, con circa 175 mila nuovi posti di lavoro creati.
Schifani ha inoltre evidenziato il calo della cassa integrazione nel 2025, diminuita del 25,3% rispetto all'anno precedente, a fronte di un incremento superiore al 20% registrato nel resto del Paese.
Il governatore ha attribuito questi risultati al percorso di risanamento finanziario intrapreso dall'amministrazione regionale, che avrebbe consentito di raggiungere un avanzo di bilancio superiore a 5,2 miliardi di euro e di incrementare le entrate tributarie di oltre 5 miliardi negli ultimi tre anni, favorendo il miglioramento del merito creditizio della Regione da parte delle agenzie internazionali di rating.
Grande attenzione è stata dedicata al ruolo strategico di Catania, definita il principale motore degli investimenti industriali dell'Isola e uno dei poli più dinamici dell'intero Mezzogiorno, destinata a diventare una capitale mediterranea della microelettronica.
Tra i progetti simbolo citati dal presidente spicca il maxi investimento da oltre 5 miliardi di euro di STMicroelectronics nel settore dei semiconduttori, sostenuto da 3 miliardi di capitali privati e 2 miliardi di risorse pubbliche, con una partecipazione della Regione Siciliana pari a 300 milioni di euro.
A questo si aggiungono i 27 progetti finanziati attraverso il programma Ripresa Sicilia, che nella sola provincia etnea attiveranno investimenti per circa 56 milioni di euro, oltre alle risorse destinate ai Contratti di sviluppo, per una dotazione complessiva di 150 milioni di euro, di cui un terzo indirizzato proprio al territorio catanese.
Per Schifani, questi numeri rappresentano la prova concreta della nascita di un nuovo ecosistema industriale fondato sull'integrazione tra manifattura avanzata, ricerca, innovazione, energia e logistica.
Il presidente della Regione ha inoltre sostenuto che la Sicilia stia progressivamente abbandonando il ruolo di territorio periferico da sostenere economicamente per assumere quello di piattaforma strategica del Mediterraneo, capace di attrarre investimenti, produrre innovazione e generare occupazione.
Nel suo intervento, Schifani ha ribadito il ruolo centrale delle imprese nello sviluppo economico regionale, sottolineando come il governo abbia concentrato parte delle proprie politiche sul sostegno agli investimenti, all'innovazione, all'accesso al credito, alla crescita aziendale e alla creazione di nuova occupazione.
Guardando al futuro, il presidente ha richiamato due interventi strategici: la realizzazione del termovalorizzatore di ultima generazione nell'area industriale di Catania, finanziato interamente con quasi 500 milioni di euro di risorse pubbliche, e il progetto di riqualificazione delle Terme di Acireale, per il quale sono già stati destinati 40 milioni di euro provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione.
Schifani ha infine assicurato che il percorso avviato punta a consolidare i risultati raggiunti e a costruire una prospettiva di crescita stabile e duratura per la Sicilia anche oltre l'attuale legislatura.
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Via agli interventi straordinari nell’area industriale etnea: fondi Fsc 2021-2027 per strade, manutenzione ambientale e decoro urbano. Lavori da completare entro il 2027
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, conferma il sostegno del governo regionale al piano di manutenzione straordinaria della zona industriale di Catania, finanziato
con 50 milioni di euro provenienti dai fondi Fsc 2021-2027. L’annuncio è arrivato questa mattina durante un incontro al Comune etneo insieme al sindaco Enrico Trantino, alle associazioni di categoria del sistema produttivo e ai rappresentanti istituzionali coinvolti nel progetto.
«Sono a Catania per confermare il sostegno della Regione al piano di manutenzione straordinaria dell’area industriale, un intervento condiviso con il sindaco Enrico Trantino, con le associazioni di categoria del sistema produttivo e con il governo nazionale», ha dichiarato Schifani, sottolineando come l’esigenza di intervenire fosse emersa fin dal suo insediamento.
Il governatore ha spiegato che le risorse economiche necessarie sono state reperite attraverso i fondi Fsc 2021-2027 e inserite nell’Accordo di programma, consentendo così l’avvio degli interventi. «Manteniamo una promessa nei confronti della città e del suo sistema industriale che rappresenta una delle eccellenze più importanti della Sicilia», ha aggiunto.
Il piano di riqualificazione predisposto dal Comune di Catania prevede un macro-intervento sugli assi viari dell’area industriale, articolato in sei lotti funzionali corrispondenti ai diversi comparti territoriali della zona, oltre a un settimo lotto dedicato esclusivamente alla manutenzione ambientale. Quest’ultimo comprenderà attività di pulizia e regimentazione dei canali, interventi di scerbamento e la piantumazione di essenze arboree e arbustive.
Un primo lotto è già stato avviato, mentre dal 15 giugno partiranno i lavori sugli altri comparti. In due casi, tuttavia, sarà necessario attendere la definizione di un contenzioso attualmente pendente davanti al Tar, nato in seguito alle procedure di gara. L’obiettivo fissato è quello di completare tutte le opere entro dicembre 2027.
Per Schifani, il risultato raggiunto rappresenta un esempio di collaborazione istituzionale: «Questo appuntamento segna un risultato concreto, raggiunto grazie alla collaborazione tra politica e istituzioni. Adesso l’obiettivo è procedere rapidamente con i lavori, nel pieno rispetto del cronoprogramma». Il presidente della Regione ha infine assicurato che il governo regionale seguirà con attenzione tutte le fasi di realizzazione degli interventi fino al completamento definitivo delle opere.
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Il senatore della Lega al lancio milanese della Vespa Newtron Retrofit 100% elettrico:
“Transizione ecologica concreta valorizzando imprese e talento del Sud”
“Oggi abbiamo visto come l’innovazione in materia ambientale funziona davvero quando si punta sulle nostre imprese. Newtron, azienda siciliana leader nel retrofit elettrico, ci ha
presentato il suo progetto: portare la Vespa nel futuro elettrico, trasformando i veicoli da benzina in mezzi a zero emissioni, senza tradire l’identità, lo stile e la tradizione di un’icona italiana nel mondo”, ha dichiarato il senatore siciliano della Lega Nino Germanà, segretario della commissione Ambiente, intervenendo all’evento di Milano per il lancio della Vespa Newtron Retrofit 100% elettrico.
“Quando valorizziamo le eccellenze nazionali, la transizione ecologica diventa sviluppo concreto: industriale, ambientale e occupazionale. Sostenere realtà come Newtron significa credere nel talento del Sud e rafforzare una filiera tutta italiana”, ha aggiunto Germanà, sottolineando come il confronto abbia rappresentato un momento utile sul futuro della mobilità urbana e sul contributo delle imprese italiane alla transizione ecologica.
“Il Made in Italy non è solo tradizione: è capacità di innovare senza perdere la propria identità. Questa è la strada giusta: meno ideologia green e burocrazia, più eccellenze nazionali al lavoro”, ha concluso il senatore.
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Accordo tra Regione Siciliana e STMicroelectronics: 300 milioni di euro e migliaia di nuovi posti di lavoro
La presentazione dell’accordo di programma da parte di STMicroelectronics segna un passaggio decisivo per lo sviluppo industriale del Mezzogiorno, con il polo di Catania destinato
a diventare uno dei principali hub europei nel settore dei semiconduttori. L’incontro, svoltosi presso la sede istituzionale di Palermo, ha visto la partecipazione dell’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo, che ha ribadito il forte sostegno del governo regionale al progetto.
«La giornata di oggi segna un passaggio fondamentale perché con la presentazione dell’accordo di programma da parte di StMicroelectronics si entra nel vivo di un progetto industriale che il governo guidato dal presidente Renato Schifani ha scelto di sostenere con forza, individuandolo come investimento strategico per tutto il Mezzogiorno», ha dichiarato Tamajo.
Il piano prevede investimenti miliardari, un significativo aumento della capacità produttiva e un impatto occupazionale rilevante, con migliaia di nuovi posti di lavoro altamente qualificati. L’obiettivo è rafforzare la competitività internazionale del territorio, creando un ecosistema avanzato nel campo dell’innovazione tecnologica.
«È una scelta chiara e coraggiosa – ha proseguito Tamajo – che concentra su Catania una delle più importanti operazioni industriali in Europa nel settore dei semiconduttori. Il governo regionale crede concretamente in questo percorso, accompagnandolo con strumenti, risorse e una visione di sviluppo di lungo periodo».
La Regione Siciliana ha già approvato un finanziamento di 300 milioni di euro, attingendo a risorse europee, a sostegno dell’iniziativa. Il progetto non si limita alla crescita industriale, ma punta alla costruzione di una rete integrata tra istituzioni, imprese e parti sociali.
«Non si tratta solo di un investimento industriale – ha concluso l’assessore – ma della costruzione di un vero ecosistema dell’innovazione nel Mezzogiorno. L'amministrazione continuerà a lavorare in piena sinergia con l’azienda, le istituzioni locali e le parti sociali per garantire che questa opportunità si traduca in sviluppo reale, occupazione e competitività internazionale».
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Lo sviluppo della cantieristica navale messinese è ritenuto possibile e necessario. È quanto emerso dal convegno promosso dalla Fiom e ospitato presso l’Università di Messina,
dove è stata sottolineata l’importanza di rafforzare un comparto chiave per l’economia locale. Il rilancio della navalmeccanica passa da investimenti mirati e da una progettualità futura che valorizzi la centralità geografica e infrastrutturale della città di Messina. In questo contesto, un ruolo strategico potrebbe essere svolto da Fincantieri, con cui l’Autorità portuale ha già avviato i primi contatti.
Il confronto ha coinvolto i candidati a sindaco Federico Basile e Antonella Russo, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Francesco Rizzo e il presidente di Sicindustria Giuseppe Lupò. Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della Fiom di Messina Daniele David, affiancato dagli interventi di Serafino Biondo e Pietro Patti. Il dibattito è stato coordinato dalla giornalista Manuela Modica.
Nel suo intervento, David ha evidenziato la crisi dei cantieri navali messinesi, attribuendola anche al disinteresse istituzionale. “Mentre lo sviluppo della cantieristica navale a livello nazionale ed internazionale è oggetto di una crescita esponenziale, Messina verrà esclusa da una straordinaria possibilità di rilancio industriale a causa della scarsa responsabilità sociale delle aziende locali e di una rappresentanza politica e istituzionale distante dagli interessi collettivi del territorio”, ha dichiarato.
È stata inoltre criticata l’assenza dell’assessore regionale Edmondo Tamajo, definita simbolica della distanza della Regione Siciliana dal mondo del lavoro. “L’assenza di Tamajo è un fatto grave – denunciano Francesco Foti, Daniele David e Serafino Biondo – È singolare che in tutte le sagre della salsiccia e del pane cunzato l’assessore alle Attività produttive sia presente e oggi diserti un’iniziativa importante che riguarda l’industria e una città storica come Messina”.
Apprezzamento è stato invece espresso per l’operato di Francesco Rizzo, che ha confermato l’avvio di interlocuzioni con Fincantieri, ritenuta presenza fondamentale per il territorio. La Fiom ha ribadito la necessità di un protocollo da sottoscrivere in Prefettura su sicurezza e legalità nei cantieri, rilanciando quanto già richiesto in occasione dello sciopero dell’ottobre scorso. L’esito del convegno ha confermato l’urgenza di riportare al centro del dibattito un settore industriale considerato ingiustamente marginalizzato.
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