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La Fenice di Enna sul podio mondiale in Belgio: due secondi posti che consacrano l’eccellenza dell’allevamento ennese
L’ornitologia ennese vive una pagina storica di straordinario prestigio internazionale. Antonio Oliva, campione italiano e presidente dell’Associazione Ornitologica “La Fenice” di Enna,
ha conquistato due medaglie d’argento al Campionato Mondiale di Ornitologia, svoltosi la scorsa settimana in Belgio, imponendosi tra i migliori allevatori del pianeta. Un risultato di altissimo livello che porta Enna e la Sicilia sotto i riflettori di una delle competizioni più selettive e partecipate del settore.
Oliva ha preso parte al mondiale con sei soggetti complessivi, presentando due soggetti singoli e uno stamm, ottenendo punteggi di assoluto rilievo tecnico e qualitativo.
Il secondo posto è arrivato con un singolo D. Mandarino toy x D. Bichenow mutato, valutato con 93 punti, e con lo stamm di Donacola P.C. x Passero del Giappone n.b., che ha totalizzato un punteggio complessivo di 364.
Numeri che certificano un livello di eccellenza frutto di anni di selezione, studio e dedizione costante.
“Questi riconoscimenti dimostrano quanto la passione, unita a una selezione accurata e a un impegno costante, possa portare a risultati eccellenti anche in contesti internazionali di altissimo livello”, ha dichiarato Antonio Oliva, sottolineando come il traguardo raggiunto rappresenti uno stimolo ulteriore a investire nella crescita dell’associazione e dei suoi allevatori.
“È un successo che appartiene non solo a chi gareggia, ma a tutta una comunità che lavora con serietà e competenza per valorizzare l’ornitologia siciliana”, ha aggiunto il presidente de La Fenice di Enna. L’Associazione Ornitologica La Fenice di Enna si conferma così una realtà di riferimento nel panorama nazionale e internazionale, capace di formare allevatori di talento e di portare con orgoglio il nome di Enna e della Sicilia sui podi più prestigiosi del mondo.
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Dalle Alpi all’Antartide, le carote di ghiaccio diventano eredità dell’umanità
Le Alpi incontrano l’Antartide per salvare la memoria del clima terrestre. Alla Stazione italo-francese Concordia, nel cuore dell’altopiano antartico, è stato inaugurato l’Ice Memory
Sanctuary, il primo archivio naturale pensato per conservare a lungo termine le carote di ghiaccio provenienti dai ghiacciai montani in rapido ritiro.
Nella grotta scavata sotto strati di neve compatta sono state trasferite due preziose carote di ghiaccio alpino: una estratta dal Monte Bianco (Col du Dôme, Francia) e l’altra dal Grand Combin (Svizzera). Campioni che custodiscono la memoria dell’atmosfera del passato e che, da oggi, sono protetti in uno dei luoghi più freddi e stabili del pianeta.
Un archivio per il futuro della scienza
L’apertura dell’Ice Memory Sanctuary rappresenta una tappa storica per il progetto Ice Memory, nato nel 2015 su iniziativa del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell’Università Ca’ Foscari Venezia, in collaborazione con istituzioni scientifiche francesi e svizzere. L’obiettivo è chiaro: salvare campioni di ghiaccio prima che i ghiacciai scompaiano, rendendoli disponibili alle scienziate e agli scienziati del futuro.
Le carote di ghiaccio sono vere e proprie capsule del tempo. Al loro interno conservano gas atmosferici, aerosol, polveri e tracce di inquinanti che permettono di ricostruire la storia climatica del pianeta. Anche quando le tecnologie di oggi saranno superate, questi campioni potranno essere analizzati con strumenti ancora da immaginare.
Un viaggio lungo 50 giorni
I due campioni alpini hanno affrontato un viaggio di oltre cinquanta giorni a bordo della nave rompighiaccio italiana Laura Bassi, salpata da Trieste nell’ambito della 41ª campagna del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (Pnra). Durante l’intera traversata – dal Mediterraneo all’Oceano Meridionale – le carote sono state mantenute a una temperatura costante di -20 °C, garantendone l’integrità.
Raggiunta la Stazione Mario Zucchelli, i campioni sono stati trasportati con un volo speciale fino alla Stazione Concordia, a 3.233 metri di altitudine, attraversando l’interno del continente antartico senza riscaldamento della stiva di carico.
La grotta nel ghiaccio
L’Ice Memory Sanctuary è una grotta lunga 35 metri, larga e alta 5 metri, scavata a circa 9 metri di profondità sotto la superficie. Progettata dall’Unità Tecnica Antartica dell’Enea con la collaborazione dell’Istituto Polare Francese, la struttura non utilizza materiali da costruzione né sistemi di refrigerazione artificiale.
La conservazione è affidata alle condizioni naturali dell’Antartide: temperature costanti intorno ai -52 °C assicurano stabilità, protezione dalle contaminazioni e assenza di fluttuazioni ambientali, nel pieno rispetto del Protocollo di Madrid per la tutela dell’ambiente antartico.
Un’eredità comune dell’umanità
Le due carote alpine sono solo l’inizio. Nei prossimi anni, decine di altri campioni provenienti da regioni come Ande, Pamir e Caucaso raggiungeranno il loro rifugio polare. Il patrimonio Ice Memory è concepito come bene comune globale, un’eredità condivisa per comprendere il clima del passato e orientare le decisioni del futuro.
Salvare questi archivi di ghiaccio non è soltanto una sfida scientifica, ma un atto di responsabilità collettiva: un ponte tra le generazioni, costruito nel silenzio glaciale dell’Antartide.
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La nuova missione italo-francese certifica la perdita di quota della cima più alta delle Alpi
Non è più solo una questione di ghiacciai che arretrano a valle. Il cambiamento climatico ha raggiunto ormai anche le quote estreme, fino al “tetto d’Europa”. A lanciare l’allarme
sono i ricercatori della Fondazione Montagna Sicura, che hanno presentato i risultati di una nuova missione scientifica congiunta italo-francese: la vetta del Monte Bianco si sta progressivamente abbassando a causa dello scioglimento della calotta ghiacciata sommitale.
Una vetta più bassa di quanto si credesse
Le ultime misurazioni fissano l’altezza della cima a 4.807,3 metri, un valore inferiore rispetto ai 4.810 metri riportati per decenni nei manuali di geografia. Un risultato ottenuto grazie a strumenti di altissima precisione – droni, telerilevamento satellitare e georadar – che hanno permesso di definire uno “stato zero” dettagliato e scientificamente solido.
Le analisi hanno inoltre rivelato che sotto la superficie la calotta di ghiaccio ha uno spessore compreso tra i 20 e i 25 metri, mentre la vera cima rocciosa si trova molto più in basso, a quota 4.786 metri.
Un segnale che preoccupa gli scienziati
«L’obiettivo non era solo stabilire l’altezza della vetta, ma ricostruire l’intero ambiente d’alta quota per monitorarne l’evoluzione nel tempo», ha spiegato Fabrizio Troilo, coordinatore della ricerca. È vero che l’altezza del Monte Bianco ha sempre oscillato in funzione delle nevicate, ma i dati più recenti indicano qualcosa di diverso: l’avvio di una tendenza alla diminuzione lenta ma costante.
Ciò che inquieta maggiormente la comunità scientifica è il fatto che lo scioglimento stia interessando quote che in passato venivano considerate quasi intoccabili, una sorta di “zona franca” rispetto agli effetti diretti del riscaldamento globale.
La scoperta, presentata nell’ambito dell’Anno Internazionale della Conservazione dei Ghiacciai, suona come un avvertimento chiaro: la crisi climatica avanza più velocemente del previsto e anche gli ecosistemi d’alta quota, simbolo di stabilità e permanenza, stanno cambiando sotto i nostri occhi.
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Enna - L’ornitologia ennese varca i confini nazionali e approda sul palcoscenico più prestigioso a livello internazionale. Antonio Oliva,
pluripremiato allevatore dell’Associazione Ornitologica “La Fenice” di Enna e recente Campione Italiano, è pronto a rappresentare l’Italia al 73° Campionato Mondiale C.O.M., in programma a Marche-en-Famenne, in Belgio, il 16, 17 e 18 gennaio 2026.
La manifestazione riunirà i migliori allevatori del mondo, chiamati a confrontarsi in una competizione di altissimo livello tecnico. Per Antonio Oliva si tratta dell’ennesimo traguardo di una carriera costellata di successi, coronata dall’oro conquistato ai Campionati Nazionali di Parma nel dicembre 2025.
La partecipazione al mondiale rappresenta non solo un riconoscimento personale, ma anche motivo di orgoglio per l’intera Associazione “La Fenice”, da anni punto di riferimento nel panorama ornitologico siciliano e nazionale.
I soggetti selezionati per la spedizione belga sono il risultato di un lungo lavoro di selezione genetica e di cure meticolose. A valutarli saranno giudici internazionali, chiamati ad analizzare criteri rigorosi come piumaggio, forma, portamento e colore, in una competizione che si preannuncia particolarmente combattuta.
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Prestigioso riconoscimento al Campionato Italiano di Ornitologia 2025: orgoglio e applausi dall’associazione “La Fenice di Enna”
Enna - Grande entusiasmo e profonda soddisfazione per l’associazione ornitologica La Fenice di Enna, che esprime le più vive e sentite congratulazioni all’allevatore Antonio Oliva per
la conquista del prestigioso titolo di Campione Italiano di Ornitologia.
Il riconoscimento è stato ottenuto durante il Campionato Italiano di Ornitologia, svoltosi a Parma dal 19 al 21 dicembre 2025, una manifestazione nazionale di altissimo livello tecnico e competitivo, che riunisce le migliori eccellenze dell’ornitologia italiana.
Si tratta di un risultato di straordinario valore, frutto di anni di impegno costante, grande professionalità e autentica passione per l’allevamento ornitologico. Un successo che non solo consacra Antonio Oliva tra i protagonisti assoluti del panorama nazionale, ma che rappresenta anche un motivo di profondo orgoglio per l’intera associazione La Fenice di Enna e per tutto il movimento ornitologico.
All’allevatore Antonio Oliva vanno i più sinceri e calorosi complimenti, con l’augurio di continuare a collezionare successi sempre più prestigiosi e di rappresentare con onore l’eccellenza dell’ornitologia italiana.
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