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De Luca (M5S Ars): “Emendamento fake in finanziaria, il MoVimento 5 Stelle ha votato contro e chiesto il voto palese”
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Emendamento “fake”, Dagnino respinge le accuse: «Norma parlamentare, nessun parere del governo»
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Palermo, 15 gennaio 2026 – «Sta circolando un video in cui si parla di un emendamento che, su proposta del deputato La Vardera, sarebbe stato approvato nella
scorsa legge finanziaria a seguito di un accordo con il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e con il governo Schifani». A dichiararlo è Antonio De Luca, capogruppo del MoVimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana.
De Luca sottolinea come lo stesso La Vardera abbia successivamente ammesso che l’emendamento era privo di significato, spiegando che si trattava di un’azione dimostrativa per evidenziare le storture del Parlamento regionale. «Storture – afferma De Luca – che nascono da un metodo sbagliato: quello di inserire norme all’ultimo momento per accontentare singoli deputati e convincerli a votare la manovra, arrivando così ad approvare articoli potenzialmente dannosi, distorsivi o persino norme “fake”, come in questo caso».
Il capogruppo M5S ricorda che il comma contestato era contenuto nel cosiddetto “maxiemendamento”, presentato in Aula in piena notte. «Contro quel metodo – aggiunge – il MoVimento 5 Stelle ha protestato con forza, arrivando anche ad abbandonare l’Aula e chiedendo la votazione per parti separate, sia a voto segreto sia a voto palese».
Per quanto riguarda l’emendamento incriminato e tutte le norme inserite all’ultimo minuto, De Luca ribadisce che il M5S si è opposto e ha chiesto espressamente il voto palese affinché restasse traccia della posizione assunta. «Gli atti parlamentari e la registrazione d’Aula dimostrano chiaramente che il MoVimento 5 Stelle, avendo compreso quanto stava accadendo, ha votato contro», conclude.
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L’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino interviene sulle notizie di stampa relative all’approvazione dell’emendamento n. 11.148, definito dal deputato
Ismaele La Vardera una “supercazzola”, chiarendo che si tratta di una norma di matrice parlamentare sulla quale il governo non ha espresso alcun parere. L’emendamento, spiega Dagnino, non è stato votato autonomamente ma inserito in un articolo complesso rubricato “contributi agli enti locali”, composto da numerosi commi.
Dagnino smentisce con fermezza di aver esaminato l’emendamento due giorni prima della seduta d’aula, precisando che il testo gli è stato sottoposto solo nella notte del 20 dicembre 2025, nella fase finale dell’approvazione del disegno di legge di Stabilità regionale 2026-2028, senza tempi utili per una valutazione approfondita oltre al controllo formale immediato.
L’assessore evidenzia inoltre che l’emendamento era inserito nel fascicolo d’aula insieme a oltre 5.000 proposte e non era stato oggetto di particolare attenzione, anche in considerazione delle ridotte probabilità politiche di approvazione e della sua limitata rilevanza.
Nel respingere la tesi secondo cui l’episodio dimostrerebbe superficialità o accordi opachi nell’attività legislativa, Dagnino afferma che l’unico elemento emerso è lo stile irrispettoso delle istituzioni adottato dal deputato di Controcorrente. Secondo l’assessore, grazie al lavoro del Parlamento e del governo regionale, la legge di Stabilità approvata contiene misure per oltre 1,5 miliardi di euro, mentre l’iniziativa contestata, pari allo 0,0006% del totale, avrebbe soltanto distolto un milione di euro da finalità ritenute più rilevanti.
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Nel decreto legge e nel disegno di legge sulla sicurezza previste norme “anti maranza”, Daspo esteso ai cortei, pene più severe per furti, sanzioni ai genitori e uno scudo penale per le forze dell’ordine.
Il governo prepara un pacchetto di misure sulla sicurezza composto da un decreto legge e da un disegno di legge, per un totale di 65 articoli, ora all’esame del Consiglio dei ministri. Tra i punti centrali figura la cosiddetta norma “anti maranza”, che introduce il divieto di porto di coltelli e strumenti da taglio, con pene detentive, aggravanti in luoghi sensibili e sanzioni per i genitori in caso di reati commessi da minori. Stop anche alla vendita di armi improprie ai minorenni, comprese le piattaforme online.
Viene rafforzato il sistema degli ammonimenti per ragazzi tra i 12 e i 14 anni, estendendolo a reati come rissa, lesioni e cyberbullismo, con multe a carico delle famiglie. Previsto inoltre un inasprimento delle pene per furti, soprattutto quelli aggravati o commessi in abitazione.
Il provvedimento amplia l’uso del Daspo, estendendolo a chi compie violenze durante manifestazioni e cortei, introducendo sanzioni elevate e nuove ipotesi di arresto. Sul fronte dell’ordine pubblico, sono previste multe salate per chi organizza cortei senza preavviso o viola le prescrizioni della questura.
Infine, il disegno di legge introduce uno “scudo penale” per le forze dell’ordine, limitando l’iscrizione automatica nel registro degli indagati in presenza di cause di giustificazione come la legittima difesa o l’uso legittimo delle armi.
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Il capogruppo di Forza Italia all’Ars rivendica oltre 110 milioni di euro di finanziamenti del governo Schifani per il Messinese
Palermo - Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana, interviene sulle dichiarazioni di Cateno De Luca, accusandolo di ricorrere a un lessico
mediaticamente efficace ma privo di riscontri concreti. Secondo Pellegrino, il presidente di Sud chiama Nord avrebbe assunto ancora una volta il ruolo di “grande accusatore”, facendo ricorso a metafore e categorie politiche che non troverebbero conferma nei fatti.
Nel merito, Pellegrino sottolinea come il governo regionale guidato da Renato Schifani abbia finanziato, negli ultimi anni, con oltre 110 milioni di euro, numerosi interventi ritenuti strategici per lo sviluppo del territorio messinese, molti dei quali proposti dallo stesso De Luca. Tra questi figurano risorse per il trasporto pubblico locale di Messina, il Parco archeologico di Taormina e Giardini Naxos, interventi nel settore dei rifiuti urbani, il risanamento delle aree degradate del capoluogo, la bonifica e valorizzazione dell’ex Sanderson, gli stanziamenti per l’area a elevato rischio di crisi ambientale della valle del Mela e il rifacimento del lungomare di Santa Teresa di Riva.
Per Pellegrino si tratta di “interventi concreti, risorse agli enti locali e programmazione”, elementi che smentirebbero le accuse mosse da De Luca. Il capogruppo azzurro evidenzia inoltre come, dall’inizio della legislatura, il gruppo politico di De Luca abbia perso diversi esponenti, con uscite e fratture che avrebbero ristretto progressivamente il suo perimetro politico.
Secondo Pellegrino, prima di interpretare la politica regionale attraverso “categorie tribali”, sarebbe opportuno interrogarsi sulle ragioni di questo isolamento. La conclusione è netta: la politica, a suo giudizio, si misura meno con gli slogan e più con i risultati, perché “gli slogan fanno rumore, le opere finanziate restano”.
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In vista delle elezioni amministrative di maggio, il candidato sindaco Paolo Gargaglione, a capo dell’area dei moderati e sostenuto da Forza Italia, interviene sul momento politico
cittadino delineando una strategia improntata alla prudenza e alla costruzione programmatica. La fase attuale, secondo Gargaglione, richiede un rallentamento del confronto sulle candidature per favorire invece una riflessione più profonda sui contenuti e sulle priorità della comunità ennese.
«Riteniamo opportuno, in questa fase della vita politica cittadina, avviare una pausa di riflessione», afferma Gargaglione, sottolineando come il percorso comune intrapreso con Forza Italia debba proseguire nel segno della coerenza e della responsabilità. Una posizione che appare come una presa di distanza dalle dinamiche premature di schieramento e dalle logiche personalistiche che spesso caratterizzano l’avvicinarsi delle competizioni elettorali.
Al centro dell’iniziativa politica viene posto il lavoro già avviato sull’elaborazione di indicazioni programmatiche per lo sviluppo del territorio. «Una volta definite tali linee programmatiche, ci confronteremo con tutte le forze politiche che decideranno di concorrere alla costruzione di un programma condiviso», spiega Gargaglione, indicando un metodo basato sul dialogo e sulla ricerca di obiettivi concreti e realmente rispondenti ai bisogni della città.
Solo successivamente, chiarisce il candidato sindaco, sarà possibile affrontare il tema delle candidature e degli assetti organizzativi. «Le persone e i ruoli devono essere la conseguenza di un progetto politico solido e non il suo presupposto», ribadisce, delineando una visione in cui la leadership nasce dal progetto e non viceversa.
Nel frattempo, Gargaglione ha annunciato la convocazione di una riunione con candidati e quadri del movimento venerdì prossimo, 'per condividere un percorso di lavoro comune. A fare da cornice all’intero ragionamento, infine, è una riflessione più ampia sul senso dell’impegno politico, che va oltre il semplice risultato elettorale. «Il vero valore dell’impegno politico risiede nella qualità del contributo offerto alla comunità», conclude Gargaglione, richiamando a serietà, spirito costruttivo e centralità dell’interesse collettivo come elementi fondanti dell’azione politica.
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