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All’Istituto “Pietro Piazza” lo chef Peppe Giuffrè ha guidato un percorso sensoriale dedicato all’eccellenza siciliana,
mentre il Consorzio di Tutela IGP rilancia promozione, innovazione gastronomica e valorizzazione del comparto agroalimentare
Si è svolto oggi, all’Istituto professionale di Stato per i Servizi di Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera “Pietro Piazza” di Palermo, il terzo dei quattro seminari promossi dal
Consorzio della Carota Novella di Ispica IGP nell’ambito del progetto “La carota novella d’Ispica IGP in Ho.Re.Ca.” finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Un appuntamento che ha celebrato la Carota Novella di Ispica come simbolo del sud-est siciliano, attraverso un viaggio tra cultura gastronomica, innovazione e sostenibilità.
Protagonista dell’incontro è stato lo chef Peppe Giuffrè, che ha proposto una lettura contemporanea della radice siciliana, valorizzandone croccantezza, profumo e versatilità con creazioni originali capaci di attraversare l’intero spettro del gusto. Dalla reinterpretazione della cassata siciliana fino a “Ispica d’Amare”, incontro tra la dolcezza della carota e la sapidità della sardina di conserva, passando per “Carota Oro”, dessert d’alta pasticceria con mousse di carota, ricotta di pecora e panmielato, il seminario ha evidenziato anche il valore del principio “zero spreco”, con l’utilizzo integrale del prodotto, dai ciuffi alle bucce.
“La Carota di Ispica non è un semplice ingrediente, è il racconto di un territorio sabbioso baciato dal mare” ha evidenziato Peppe Giuffrè. “L’obiettivo è scardinare il pregiudizio che la vede solo come base per soffritti, elevandola a protagonista assoluta della tavola”.
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Consorzio di Tutela IGP Massimo Pavan, recentemente premiato alla sesta edizione della Rassegna del Giornalismo Agroalimentare e Agroindustriale Pro Sud di Reggio Calabria tra i migliori Consorzi del Mezzogiorno. Di rilievo anche l’intervento del professor Rosario Mauro, docente di Orticoltura e Floricoltura all’Università di Catania, che ha ricostruito la storia della Carota Novella di Ispica, il percorso verso il riconoscimento IGP e il valore del disciplinare produttivo in termini di qualità, sostenibilità e legame con il territorio.
“L’obiettivo è restituire al consumatore una conoscenza più consapevole di un prodotto che va ben oltre la dimensione di semplice commodity: la Carota Novella di Ispica è espressione di un territorio, di una tradizione agricola consolidata e di un profilo nutrizionale distintivo” ha sottolineato Rosario Mauro.
Il ciclo di incontri si concluderà il 14 maggio a Ispica, mentre il Consorzio di Tutela IGP si prepara a rappresentare questa eccellenza orticola siciliana anche a Tutto Food Milano 2026, consolidando il percorso di promozione nazionale e internazionale.
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Il Consorzio di Tutela IGP che riunisce produttori e confezionatori della Carota Novella di Ispica sarà presente, dall’11 al 14 maggio, a TUTTOFOOD Milano 2026, appuntamento
B2B di riferimento per l’intero sistema agroalimentare. La partecipazione rappresenta un’importante occasione per promuovere un prodotto stagionale di eccellenza nel momento della sua massima freschezza e qualità, rafforzando al contempo la visibilità sui mercati nazionali e internazionali.
“La nostra presenza con uno stand alla fiera B2B di riferimento per l’intero sistema agroalimentare – evidenzia il presidente del Consorzio di Tutela IGP Massimo Pavan – assume una grande valenza per la promozione della Carota Novella di Ispica, poiché consente di valorizzare un prodotto stagionale di eccellenza in un momento in cui è disponibile fresco e al massimo delle sue caratteristiche qualitative. Inoltre, la partecipazione del Consorzio a questa grande fiera della Food Community che ha come mission la valorizzazione del prodotto di alta qualità in Italia e nel mondo – sottolinea Pavan – offre condizioni ideali per presentare le peculiarità del nostro prodotto, le garanzie legate all’Indicazione Geografica e le attività di valorizzazione in corso, raggiungendo in modo mirato operatori della filiera e potenziali partner commerciali con ricadute significative sulle prospettive di mercato nazionale e internazionale”.
Parallelamente, si è svolto a Catania, presso l’Istituto professionale di Stato per i servizi di enogastronomia e ospitalità alberghiera “Karol Wojtyla”, il primo dei quattro seminari promossi dal Consorzio per diffondere le proprietà e le qualità della Carota Novella di Ispica IGP. I lavori sono stati aperti dalla professoressa Marcella Digiovanni, che ha portato i saluti dell’Istituto. Tra i relatori, il presidente Pavan, il professor Rosario Mauro dell’Università di Catania, il professor Antonio Micciulla, il professor Sergio Perricelli e lo chef Peppe Giuffrè, con il contributo organizzativo del professor Angelo Papotto.
L’iniziativa rientra nel progetto “La carota novella d’Ispica IGP in Ho.Re.Ca.”, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Il calendario proseguirà con i prossimi appuntamenti a Enna il 6 maggio, Palermo l’8 maggio e Ispica il 14 maggio.
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Il Consorzio di Tutela della Mandorla di Avola esprime apprezzamento per il lavoro svolto dall’azienda agricola Scardaci, protagonista su È sempre Mezzogiorno, in onda su Rai 1 e
condotta da Antonella Clerici, per aver riportato al centro dell’attenzione la Mandorla Romana, varietà storica e identitaria del territorio siciliano.
“Desidero congratularmi personalmente con l’azienda Scardaci – dichiara Francesco Midolo, direttore del Consorzio della Mandorla di Avola – per l’altissimo valore del percorso costruito negli anni attorno alla varietà Romana, che ha rischiato seriamente l’estinzione. Il loro impegno assieme a quello dei fratelli Corrado e Carlo Assenza rappresenta un esempio concreto di tutela e rilancio della biodiversità agricola del nostro territorio”.
Un ruolo fondamentale nel percorso di salvaguardia è svolto dal Presidio Slow Food della Mandorla Romana, che contribuisce alla tutela di una cultivar unica e al rafforzamento dell’identità produttiva locale.
“La Mandorla Romana – prosegue Midolo – insieme alle varietà Pizzuta e Fascionello, rappresenta il cuore autentico della nostra produzione. Sono queste le mandorle che raccontano la vera essenza del nostro areale, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo”.
Il direttore del Consorzio sottolinea inoltre l’importanza della collaborazione tra realtà produttive e istituzioni: “Grazie al lavoro del Consorzio e all’impegno del Presidio Slow Food, possiamo costruire insieme un percorso concreto per risollevare le sorti di un comparto che per troppo tempo è stato trascurato. Oggi più che mai è necessario fare sistema, puntando sulla qualità, sulla storia e sull’identità delle nostre produzioni”.
Il Consorzio rinnova infine il proprio sostegno a tutte le iniziative volte a valorizzare il patrimonio agricolo siciliano e a promuovere le eccellenze del territorio a livello nazionale e internazionale.
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L’Irvo presenta il patrimonio delle produzioni dell’Isola ai buyer nazionali ed esteri
Gli oli di Sicilia sono in degustazione, per il terzo anno consecutivo, a Trieste - dal 13 al 15 marzo – nella 18ª edizione di “Olio Capitale” all’interno della collettiva dell’Istituto
Regionale dell’Olio e del Vino (Irvo) per lo sviluppo della filiera olearia e l’ampliamento dei mercati di distribuzione.
L’eccellenza dell’Isola è rappresentata da 20 realtà produttive, radicate nelle diverse province siciliane. “Olio Capitale”, in questi giorni, diventa crocevia di incontri B2B, attira l’attenzione di buyer impegnati sui segmenti di mercati nazionali e internazionali che lavorano nell’ambito della ristorazione, dei negozi specializzati, dei mercati di nicchia che valorizzano le migliori cultivar. Quelle della Sicilia sono numerose, dalle più precoci alle tardive: dalla nocellare dell’Etna alla tonda iblea, dalla biancolilla alla cerasuola, dalla moresca alle altre cultivar neglette, quelle più ricercate e coltivate nei piccoli areali che si trasformano in oli intensi e pregiati.
Tra gli assaggi degli Oil Bar si susseguono gocce d’olio di altissima qualità, si scoprono le nuove tendenze, si degustano le specialità regionali. Ogni olio, così, diventa racconto di un microclima unico e ambasciatore di innovazione e tradizione della Sicilia. A Trieste la collettiva dell’Irvo si estende su oltre 300 mq; alcuni dei produttori coinvolti – grazie ad eventi come questo - si affacciano per la prima volta sui mercati europei. Di grande interesse è anche il dialogo con i buyer provenienti dall’Asia alla ricerca di oli di nicchia che in paesi come il Giappone sono molto ricercati e ben posizionati.
L’ampliamento dei mercati per gli oli di Sicilia è uno degli obiettivi perseguiti all’interno di eventi come “Olio Capitale”, una cornice perfetta per l’Irvo e la filiera olearia della Regione Siciliana per cogliere importanti opportunità di sviluppo per l’export.
Tra le realtà produttive coinvolte in questa edizione 2026 ci sono l’Azienda Agricola Amigdala, l’Azienda Agricola Pantarei, Frantoi Beretta, Cunzatillu, Frantoio Mandredonne, Casa Rosa, Frantoi Covato, Casa di Grazia, Fratelli Mozzicato, Frantoio Galioto, Terraliva, Goccia d’Oro, La Mendola Simona, l’Azienda Agricola Antonino Nolfo, Olivoil, Sikulus, l’Azienda agricola Giuseppe Pisciotta, l’Azienda Agricola Giorgio Rollo, Terre in Fiore, l’Oleificio Todaro
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Cresce la qualità dell’olio extravergine siciliano: selezionate le eccellenze che voleranno a Perugia il 21 e 22 aprile
TRapani - Sono quattordici, cinque in più rispetto al 2025, le aziende siciliane produttrici di olio extravergine d’oliva di altissima qualità che hanno superato la selezione regionale del
Premio Ercole Olivario Regione Sicilia 2026 e che parteciperanno il 21 e 22 aprile alla finale nazionale a Perugia del Premio nazionale Ercole Olivario.
Per la categoria Dop si sono qualificate le aziende Rollo di Giorgio Rollo, Miceli & Sensat, Agrestis, Frantoi Cutrera, Azienda Agricola Titone di Titone Antonina, Viragì, Mandranova e Frantoi Covato. Nella categoria Extravergine accedono invece Frantoi Cutrera, Società agricola Cutrera Giovanni, Miceli & Sensat, Disisa Società Agricola, Azienda Agricola Lombardo e Sanacore Francesco.
Nella selezione regionale sono risultate prime classificate Rollo per la Dop-Igp, Frantoi Cutrera per l’extravergine, Miceli & Sensat per il biologico, mentre Agrestis e Giovanni Cutrera si sono distinti tra le monocultivar. Consegnati anche i premi “La Goccia d’Ercole” a sei piccole produzioni di nicchia, con primo posto a Vincenzo Signorelli & Partners. Premio speciale alla comunicazione per Terre di Shemir.
“Con estremo piacere – ha commentato Giuseppe Pace, presidente di Unioncamere Sicilia e commissario straordinario della Camera di commercio di Trapani – abbiamo potuto verificare in questa edizione un elevato incremento della qualità degli oli extravergine d’oliva prodotti in Sicilia e un forte impulso alla ricerca e innovazione”. Pace ha sottolineato che la Sezione Regione Sicilia del Premio rappresenta “la vetrina perfetta per promuovere queste eccellenze sul panorama nazionale e internazionale”.
La cerimonia regionale si è svolta proprio nella sede della Camera di commercio di Trapani alla presenza, tra gli altri, di Antonino Belcuore, commissario della Camera di commercio del Sud-Est Sicilia, di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell’Umbria, e di Federico Sisti, direttore del Premio nazionale.
L’evento si è concluso con la degustazione degli oli vincitori abbinati alle specialità gastronomiche del territorio, preparate dallo chef Peppe Giuffrè e dal maestro fornaio Peppe Martinez, insieme agli studenti dell’Istituto alberghiero “Ignazio e Vincenzo Florio” di Erice.
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