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Nove progetti finanziati nei Comuni siciliani: sei riguardano la provincia di Enna. Altre risorse in arrivo per edifici pubblici e illuminazione
Quasi 12 milioni di euro dalla Regione Siciliana per sostenere interventi di efficienta
mento energetico e riqualificazione urbana nei Comuni dell’Isola, con particolare attenzione ai territori interessati dalle coltivazioni di idrocarburi.
L’assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità ha pubblicato la graduatoria definitiva delle istanze ammesse e finanziabili. Sono 9 i progetti finanziati sui 12 presentati: sei riguardano Comuni della provincia di Enna, uno il Nisseno, uno il Messinese e uno il Trapanese. Per questi ultimi tre progetti, al momento, non è disponibile la necessaria copertura finanziaria.
«Con questa misura – sottolinea l’assessore Francesco Colianni – la Regione mette a disposizione dei Comuni dell’Isola uno strumento concreto per rendere i territori più efficienti e sostenibili». L’assessore evidenzia inoltre la possibilità di anticipare fino al 90% dell’investimento, una modalità pensata per ridurre il peso finanziario sugli enti locali e favorire l’avvio degli interventi.
L’obiettivo è trasformare le risorse disponibili in opere capaci di produrre benefici concreti per le comunità, migliorando la sostenibilità e l’efficienza dei territori. La Regione, inoltre, punta a recuperare ulteriori risorse derivanti da eventuali economie, così da poter finanziare, attraverso successivi scorrimenti della graduatoria, anche i progetti attualmente privi di copertura.
Sono state pubblicate anche le graduatorie provvisorie di altri due avvisi dell’assessorato, finanziati nell’ambito del programma FESR Sicilia 2021-2027.
Il primo riguarda interventi di eco-efficientamento e riduzione dei consumi energetici negli edifici e nelle strutture pubbliche. Delle istanze presentate, 18 sono risultate ammissibili e finanziabili, mentre sono 4 i progetti che possono essere immediatamente finanziati con le risorse attualmente disponibili, pari a quasi 11 milioni di euro.
La seconda graduatoria riguarda invece le sovvenzioni destinate alla riduzione dei consumi energetici delle reti di illuminazione pubblica.Sono 15 i progetti presentati dai Comuni siciliani risultati ammissibili e finanziabili. Le risorse disponibili superano i 28 milioni di euro e soltanto un progetto risulta attualmente escluso per mancanza di copertura finanziaria.Due, infine, le istanze dichiarate non ammissibili per il mancato raggiungimento del punteggio minimo previsto dal bando.
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Prosegue l'iter del bando "Sicilia efficiente: meno consumi, più futuro". Tamajo: «La transizione energetica diventa un'opportunità di crescita per le aziende».
La Regione Siciliana compie un nuovo passo nell'attuazione del bando "Sicilia efficiente: meno consumi, più futuro", destinato a sostenere gli investimenti delle imprese nella riqualificazione
energetica. Il Dipartimento regionale delle Attività produttive ha infatti approvato l'elenco delle istanze ritenute ammissibili, avviando la fase successiva dell'iter amministrativo previsto dall'avviso pubblico.
La misura mette a disposizione circa 10 milioni di euro, finanziati attraverso il Programma Regionale FESR Sicilia 2021-2027, con l'obiettivo di favorire interventi che consentano alle aziende di ridurre i consumi energetici, migliorare l'efficienza degli impianti e rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale.
«La transizione energetica – dichiara l'assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo – è una sfida che vogliamo trasformare in un'opportunità concreta di crescita per le imprese siciliane. Attraverso questo bando sosteniamo gli investimenti necessari a diminuire i costi energetici, incrementare la competitività delle aziende e rendere più sostenibile il tessuto economico della nostra regione».
Sull'avanzamento della procedura interviene anche il dirigente generale del Dipartimento delle Attività produttive, Dario Cartabellotta, che evidenzia il rispetto del cronoprogramma previsto dall'avviso.
«L'attuazione del bando procede nei tempi stabiliti. Gli uffici completeranno adesso gli accertamenti amministrativi e le valutazioni di merito che precedono i successivi provvedimenti di concessione dei contributi», spiega Cartabellotta.
L'amministrazione regionale precisa che la presenza nell'elenco delle istanze ammissibili non costituisce ancora concessione del finanziamento. L'assegnazione dei contributi sarà infatti disposta solo al termine delle verifiche tecniche e amministrative previste dal bando e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.
L'iniziativa si inserisce nella strategia della Regione Siciliana per accompagnare le imprese verso la transizione energetica e il raggiungimento degli obiettivi europei di sostenibilità, promuovendo investimenti capaci di coniugare innovazione, risparmio energetico e sviluppo economico.
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L'associazione chiede alla Regione Siciliana di fermare le autorizzazioni indiscriminate e
di adottare una pianificazione che salvaguardi paesaggio, agricoltura e comunità locali.
BCsicilia lancia un appello per una transizione ecologica "democratica, diffusa e rispettosa del territorio", denunciando quella che definisce una crescente
"colonizzazione energetica" della Sicilia. Secondo l'associazione, la diffusione di grandi impianti eolici e fotovoltaici sta compromettendo il paesaggio, le aree agricole e gli ecosistemi dell'Isola, senza portare benefici diretti ai cittadini in termini di costi dell'energia.
Nel documento vengono citati il progetto fotovoltaico Fenix, tra Paternò, Belpasso e Centuripe, destinato a diventare il più grande d'Italia, e il progetto eolico offshore Med Wind, ritenuti esempi di uno sviluppo energetico che rischia di alterare profondamente il territorio e il mare siciliano.
"La transizione energetica è necessaria, ma deve essere democratica, diffusa e rispettosa dell'ambiente e non distruggere la bellezza che rende la nostra isola unica al mondo", sottolinea BCsicilia, che propone di privilegiare l'installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti, il recupero di cave, miniere e aree industriali dismesse, la tutela dei paesaggi agricoli e una chiara individuazione delle aree idonee e non idonee agli impianti.
L'associazione chiede infine alla Regione Siciliana di sospendere le autorizzazioni ritenute speculative e di approvare un piano organico che garantisca la tutela del paesaggio, del suolo agricolo e il coinvolgimento delle comunità locali nelle scelte legate alla transizione energetica.
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Il presidente della Regione accoglie con favore l'apertura di Arera sul superamento del Prezzo unico nazionale: «Benefici concreti per famiglie, imprese e sviluppo dell'Isola».
Il possibile superamento del Prezzo unico nazionale (Pun) dell'energia elettrica rappresenta, secondo il presidente del
la Regione Siciliana Renato Schifani, un passaggio strategico per garantire maggiore equità alla Sicilia e valorizzare il ruolo dell'Isola nella produzione energetica nazionale.Il governatore ha espresso soddisfazione per quanto annunciato dal presidente di Arera, Nicola Dell'Acqua, nel corso della relazione annuale, nella quale è stato indicato il percorso verso il graduale superamento del Pun e la piena applicazione dei prezzi zonali dell'energia.
«Fin dall'inizio della legislatura – ha dichiarato Schifani – ho sostenuto con determinazione questa battaglia di equità per eliminare le distorsioni che penalizzano cittadini e imprese siciliane nel mercato dell'energia elettrica. Le dichiarazioni del presidente di Arera rappresentano un segnale importante e un passo nella direzione che la Regione sostiene da tempo».
Il presidente della Regione ha ricordato come la Sicilia contribuisca in maniera significativa alla produzione nazionale di energia, in particolare attraverso le fonti rinnovabili, sottolineando come tale capacità produttiva debba tradursi in vantaggi concreti per il territorio.«È giusto – ha aggiunto – che la consistente produzione energetica della Sicilia possa riflettersi in un prezzo dell'energia più favorevole rispetto a quello nazionale, con benefici diretti per famiglie e imprese e con effetti positivi sulla competitività del sistema economico regionale».
Schifani ha inoltre annunciato l'intenzione di avviare un confronto diretto con il presidente di Arera per approfondire tempi, modalità di attuazione e ricadute della riforma.«Contatteremo immediatamente il presidente Dell'Acqua – ha concluso – per comprendere come procedere e garantire la migliore tutela degli interessi dei siciliani. Si tratta di una riforma che può incidere significativamente sulla riduzione del costo dell'energia, sull'attrazione di nuovi investimenti e sul rafforzamento della competitività della nostra Isola».
Per la Regione Siciliana, il percorso verso i prezzi zonali rappresenta dunque un'opportunità concreta per valorizzare il contributo energetico dell'Isola e favorire una crescita economica sostenibile attraverso un sistema tariffario più aderente alle caratteristiche del territorio.
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L'associazione chiede di sospendere le autorizzazioni prive di una pianificazione organica e propone
un modello di transizione ecologica basato sul recupero delle aree dismesse e sulla tutela del paesaggio.
«La Sicilia non può essere sacrificata sull’altare della transizione energetica nazionale». È questo il messaggio contenuto nel documento "Giù le mani dal nostro paesaggio! La
Sicilia non è una colonia energetica", approvato dalla Presidenza regionale di BCsicilia, che rivolge un appello alla Regione Siciliana affinché fermi quella che definisce una crescente speculazione sul territorio e avvii una pianificazione realmente sostenibile delle energie rinnovabili.
Secondo l'associazione, negli ultimi anni l'Isola è stata interessata da una forte espansione di grandi impianti fotovoltaici ed eolici promossi da multinazionali del settore energetico, con un progressivo interessamento di aree agricole, collinari e marine di elevato valore paesaggistico e ambientale. Tra gli esempi citati figurano il progetto "Fenix", in corso tra Paternò, Belpasso e Centuripe, destinato a diventare il più grande impianto fotovoltaico d'Italia, e il progetto "Med Wind", che prevede un vasto parco eolico offshore al largo della Sicilia occidentale.
«Non siamo di fronte a una transizione energetica equilibrata, ma a una trasformazione del territorio che rischia di compromettere in modo irreversibile il paesaggio siciliano, una delle principali risorse economiche, culturali e identitarie dell'Isola», sottolinea BCsicilia.
L'associazione evidenzia inoltre che la Sicilia produce già oggi più energia elettrica di quanta ne consumi, senza che ciò abbia determinato benefici per cittadini e imprese sul fronte dei costi energetici. Secondo BCsicilia, il territorio continua invece a subire il consumo di suolo agricolo, la perdita di valore paesaggistico e gli effetti di una pianificazione ritenuta favorevole ai grandi operatori del settore.
Nel documento vengono richiamati gli studi del Consiglio Nazionale delle Ricerche, secondo i quali gli obiettivi di produzione da fonti rinnovabili potrebbero essere raggiunti attraverso il recupero di cave dismesse, miniere abbandonate e aree industriali inutilizzate, evitando il consumo di nuovi terreni agricoli. Vengono inoltre citate ricerche internazionali che indicano come impianti eolici di dimensioni più contenute e correttamente localizzati possano favorire un equilibrio tra produzione energetica, tutela del paesaggio e consenso delle comunità locali.
BCsicilia attribuisce infine alla Regione Siciliana la responsabilità di avere favorito l'espansione degli impianti mediante procedure autorizzative semplificate, senza individuare in tempi utili e con carattere vincolante le aree idonee e non idonee all'installazione.
«Chiediamo alla Regione Siciliana di sospendere le autorizzazioni rilasciate in assenza di una pianificazione organica e di approvare rapidamente un piano che salvaguardi il paesaggio, il suolo agricolo e il patrimonio culturale dell'Isola. La transizione ecologica non può diventare il pretesto per consegnare la Sicilia alla speculazione. La nostra terra non è la centrale elettrica d'Europa: è un patrimonio unico che abbiamo il dovere di difendere e trasmettere integro alle future generazioni», conclude la Presidenza regionale di BCsicilia.
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