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Palermo - Prosegue anche in Sicilia il piano di rinnovo della flotta diagnostica di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) con l’arrivo del nuovo automotore diagnostico “Tipo 4”, treno di
ultima generazione inserito nel programma nazionale di innovazione tecnologica della rete ferroviaria.
Il “Tipo 4” appartiene alla nuova generazione di rotabili diagnostici e rappresenta un asset strategico per il potenziamento delle attività di monitoraggio e manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria anche sul territorio siciliano.
L’automotore integra una sofisticata architettura tecnologica ed è bimodale, con doppia trazione diesel ed elettrica a 3 kV, capace di raggiungere i 140 km/h durante le missioni diagnostiche. I sistemi di bordo consentono il monitoraggio continuo della geometria del binario, dello stato di usura dell’infrastruttura, della linea di contatto, della dinamica di marcia e dell’interazione ruota-rotaia e pantografo-catenaria. Le telecamere ad alta definizione permettono la videoispezione del tracciato e della catenaria, mentre ulteriori apparati verificano la qualità delle telecomunicazioni e l’efficienza dei sistemi di controllo marcia treno.
Il treno è progettato per operare sia sulle linee principali sia su quelle complementari, nei nodi e nei piazzali ferroviari, contesti particolarmente rilevanti per una rete complessa come quella siciliana. I dati raccolti vengono integrati e analizzati nel tempo, contribuendo allo sviluppo di modelli previsionali del degrado dell’infrastruttura, utili ad anticipare le criticità e a programmare interventi di manutenzione preventiva.
Il programma di ammodernamento della flotta diagnostica di RFI proseguirà fino al 2029 e prevede l’introduzione complessiva di 30 nuovi treni dedicati alla diagnostica, destinati sia alle linee ad Alta Velocità sia alla rete tradizionale.
Per la rete ferroviaria siciliana ciò si traduce in una gestione più efficiente dell’infrastruttura, con benefici in termini di sicurezza, affidabilità e regolarità della circolazione. L’introduzione del “Tipo 4” si inserisce in una strategia di lungo periodo orientata a una manutenzione sempre più intelligente, preventiva e sostenibile, rafforzando il presidio tecnologico sull’Isola e contribuendo allo sviluppo di una rete ferroviaria moderna ed efficiente.
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Nuove soluzioni tecniche e investimenti industriali rilanciano
i 2T tra innovazione, prestazioni e sfida ambientale
Dopo anni di marginalità, i motori a due tempi tornano al centro dell’attenzione grazie a un rinnovato slancio tecnologico. Leggeri,
compatti e reattivi, i 2T erano stati progressivamente abbandonati per via di consumi elevati ed emissioni difficili da contenere. Oggi, però, nuove soluzioni ingegneristiche stanno riaprendo scenari che fino a poco tempo fa sembravano superati.
Grandi gruppi industriali come General Motors e Kawasaki stanno investendo in progetti che mirano a superare i limiti storici di questa architettura, puntando su efficienza, controllo elettronico e riduzione delle emissioni. Tra le innovazioni più rilevanti figura la camicia mobile del cilindro, studiata per ottimizzare le tolleranze meccaniche e migliorare rendimento e durata, oltre a sistemi avanzati di iniezione diretta, turbo e valvole elettroniche capaci di limitare la dispersione della miscela. Queste tecnologie aprono a impieghi concreti in settori dove peso e compattezza sono determinanti, come motocicli leggeri, nautica, generatori portatili e possibili applicazioni come range extender nei veicoli elettrificati.
Restano però significative le sfide legate alle normative ambientali, ai costi industriali e all’affidabilità sul lungo periodo. Il ritorno dei motori a due tempi non appare dunque come un semplice revival, ma come una scommessa tecnologica che punta a coniugare tradizione e innovazione, in un contesto in cui l’evoluzione dei motori passa sempre più dalla capacità di adattarsi a regole e mercati in rapido cambiamento.
Fonte: https://www.motoblog.it/post/motori-2-tempi-nuove-tecnologie-e-il-ritorno-di-gm-e-kawasaki
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Acqua nel gasolio dopo un pieno allo stesso distributore: decine di
automobilisti alle prese con guasti costosi e risarcimenti respinti
Un rifornimento apparentemente ordinario si è trasformato in un incubo per numerosi automobilisti ferraresi. Nell’estate 2025,
almeno tredici veicoli hanno riportato gravi danni meccanici dopo aver fatto il pieno presso lo stesso distributore di carburante, facendo emergere un caso emblematico di carburante contaminato e delle difficoltà incontrate dai consumatori nel vedersi riconosciuti i propri diritti.
Secondo quanto ricostruito, i problemi si sono manifestati a distanza di pochi giorni dal rifornimento: cali di prestazioni, avarie improvvise e, in alcuni casi, il blocco completo del motore. Le perizie tecniche commissionate dai proprietari hanno individuato una causa comune: la presenza di acqua nel gasolio, una contaminazione particolarmente dannosa per i motori diesel. I costi delle riparazioni sono stati ingenti. In uno dei casi documentati, le spese hanno superato i 7.000 euro, come attestato da fatture e relazioni tecniche. Nonostante ciò, la compagnia assicurativa collegata al distributore avrebbe negato qualsiasi responsabilità, escludendo il risarcimento e lasciando i danni interamente a carico degli automobilisti.
La Lega Consumatori di Ferrara, tramite il consigliere nazionale Andrea Maggi, ha segnalato che le denunce raccolte presentano tutte caratteristiche analoghe, rafforzando l’ipotesi di un problema riconducibile a un’unica fonte di approvvigionamento. Un quadro che, pur supportato da documentazione tecnica, non ha finora trovato riscontro in termini di tutela economica per i danneggiati.
Dal punto di vista tecnico, la presenza di acqua nel gasolio può derivare da infiltrazioni nelle cisterne, errori di travaso, condensa o contaminazioni avvenute durante il trasporto. Una volta nel serbatoio, l’acqua favorisce corrosione, proliferazione batterica e deterioramento del carburante, con conseguenze gravi e costose per il motore. Gli automobilisti coinvolti hanno seguito le procedure consigliate: conservazione degli scontrini, analisi chimiche indipendenti, diagnosi approfondite e segnalazioni formali. Tuttavia, secondo quanto riferito, le risposte ricevute sarebbero state di chiusura totale, senza aperture a soluzioni conciliative. La normativa prevede standard qualitativi stringenti per i carburanti e consente azioni legali in presenza di un chiaro nesso causale tra rifornimento e danno.
Gli esperti sottolineano però come il percorso giudiziario sia complesso e oneroso, pur non escludendo, in presenza di numerosi casi simili, l’ipotesi di un’azione collettiva. Il caso di Ferrara riaccende così il dibattito sulla vigilanza della filiera distributiva e sulla reale efficacia delle tutele per i consumatori, lasciando aperti interrogativi su responsabilità, controlli e risarcimenti in situazioni di carburante contaminato.
Fonte: https://www.autoblog.it/post/carburante-contaminato-decine-di-auto-danneggiate-ma-niente-risarcimento
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A cavallo tra gli Anni Cinquanta e gli Anni Sessanta, in piena Guerra Fredda, Mosca e Washington non perdevano occasione
per sfidarsi a distanza: ad ogni studio o iniziativa di una parte corrispondeva un analogo studio o iniziativa dall'altra.
Il più famoso confronto fu quello delle esplorazioni dello spazio, ma anche negli altri campi la battaglia per la supremazia tecnica era molto viva.
Era il periodo in cui si studiava una energia alternativa ai carburanti tradizionali: niente di nuovo sotto il sole!
La Ford Motor Company stava lavorando su un ambizioso progetto: la concept car Nucleon.
Si trattava di un'auto che, si dice, avesse un'autonomia di 10mila km ottenuta grazie ad un reattore a fissione atomica che, riscaldando un generatore di vapore, avrebbe azionato due turbine: una per generare la coppia motrice e l'altra per alimentare un generatore elettrico.
I problemi con i quali i tecnici ben presto si scontrarono furono da un lato la necessità di sviluppare apparati di piccole dimensioni e di peso adeguato alla mobilità di un'autovettura in quanto le evidenze fino ad allora ottenute erano apparecchiature grandi che necessitavano di una schermatura di pesante piombo per la sicurezza.
Del progetto, presto accantonato, rimasero solo disegni, bozzetti ed un modello realizzato in scala 3/8.
Da parte sovietica non restarono a guardare: secondo alcune fonti, nella prima metà degli Anni Sessanta, sarebbe stata realizzata, su progetto del fisico Alexander Kamnev, sostenuto dallo stesso Nikita Krusciov, un'auto a propulsione nucleare - la Volga Atom - che però si sarebbe arreso alle difficoltà di miniaturizzazione già riscontrate dagli Americani.
Tuttavia nel 1965 fu realizzato un prototipo con un motore, alimentato da uranio in fase gassosa, che produceva 320 Cv con prestazioni accettabili ma un surriscaldamento che non si riuscì ad ovviare.
Leonida Breznev, che aveva preso il posto di Krusciov nel 1964, non mostrò interesse per proseguire le ricerche ed il progetto Volga-Atom fu abbandonato.
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L'elettrificazione del trasporto su strada: un cambiamento epocale nell'industria automobilistica
L'industria energetica trarrà notevoli benefici dall'implementazione rapida dell'elettrificazione nel settore dei trasporti su strada. Secondo le previsioni dell'Agenzia Internazionale per l'Energia, entro la fine del decennio saranno risparmiati cinque milioni di barili di petrolio al giorno. L'agenzia prevede anche un aumento del 35% delle vendite di veicoli elettrici. Quest'anno, il settore dei veicoli elettrici sperimenterà un notevole boom, con una vettura su cinque venduta nel 2023 che sarà elettrica.
Il recente rapporto dell'Agenzia Internazionale per l'Energia (AIE) stima che le vendite di veicoli elettrici raggiungeranno i 14 milioni di unità, con una quota di mercato globale prevista all'18% rispetto al 4% del 2020.
L'elettrificazione rapida del trasporto su strada avrà quindi un impatto significativo sull'industria energetica, riducendo notevolmente la domanda di petrolio entro la fine del decennio e incidendo sul prezzo del gas, considerato il consumo mondiale di petrolio che supera attualmente i 100 milioni di barili al giorno.
Analizziamo ora le auto elettriche che stanno trainando questo notevole incremento delle vendite.
Elettriche al comando: Le 5 auto più vendute globalmente nel primo trimestre 2023
1. Tesla domina la classifica delle vendite di auto elettriche Q1 2023
Tesla si conferma come il produttore automobilistico leader nel mercato delle auto elettriche nel primo trimestre del 2023. Con un totale di 422.873 unità vendute, Tesla rappresenta il 23,6% delle vendite totali. Rispetto al primo trimestre del 2022, Tesla registra una crescita del 2%. L'azienda mantiene la sua posizione di rilievo grazie alla sua reputazione consolidata e alla popolarità dei suoi modelli di auto elettriche.
2. BYD mostra una solida performance nelle vendite di auto elettriche
BYD si posiziona al secondo posto nella classifica delle vendite di auto elettriche nel primo trimestre 2023. Con un totale di 264.300 unità vendute, BYD rappresenta il 14,7% delle vendite totali. L'azienda registra una crescita del 4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Grazie alla sua strategia focalizzata sulle auto elettriche e alla continua innovazione tecnologica, BYD continua a dominare il mercato delle vetture elettriche.
3. Il Gruppo Volkswagen mantiene una solida presenza nel settore delle auto elettriche
Il Gruppo Volkswagen si posiziona al terzo posto nella classifica delle vendite di auto elettriche nel primo trimestre 2023. Con un totale di 133.933 unità vendute, rappresenta il 7,5% delle vendite totali. Nonostante una crescita più modesta del 1,7% rispetto all'anno precedente, il Gruppo Volkswagen mantiene una solida presenza nel mercato delle auto elettriche grazie alla sua vasta gamma di modelli e alla reputazione consolidata nel settore automobilistico.
4. SAIC affronta una diminuzione nelle vendite di auto elettriche
SAIC si colloca al quarto posto nella classifica delle vendite di auto elettriche nel primo trimestre 2023. Con un totale di 133.269 unità vendute, rappresenta il 7,4% delle vendite totali. Tuttavia, l'azienda registra una diminuzione del 3,3% rispetto all'anno precedente. Nonostante questa flessione, SAIC continua a essere un attore rilevante nel mercato delle auto elettriche, con una solida presenza e una vasta gamma di modelli.
5. Geely-Volvo si posiziona tra i principali produttori di auto elettriche
Geely-Volvo si colloca al quinto posto nella classifica delle vendite di auto elettriche nel primo trimestre 2023. Con un totale di 102.018 unità vendute, rappresenta il 5,7% delle vendite totali. Nonostante una modesta percentuale di crescita, Geely-Volvo si conferma come uno dei principali produttori di auto elettriche grazie all'innovazione tecnologica e alla qualità dei suoi veicoli.
La corsa verso l'elettrico: le tendenze di vendita e le proiezioni per il futuro
La Cina, l'Europa e gli Stati Uniti sono i principali mercati per le vendite di auto elettriche, con la Cina in testa con il 60% delle vendite globali. La Cina è anche leader nella produzione di batterie e componenti per auto elettriche. Secondo l'AIE, le vendite di auto elettriche raggiungeranno il 60% delle vendite nelle tre principali regioni grazie a normative ambientali più rigorose. Nell'Unione Europea, si prevede che i veicoli a motore termico scompariranno entro il 2035. Ci sono segnali positivi anche in altri paesi, come l'India e l'Indonesia, dove le vendite di auto elettriche sono triplicate l'anno scorso. Fatih Birol, direttore dell'AIE, prevede che lo sviluppo rapido delle auto elettriche porterà a una trasformazione storica nell'industria automobilistica globale, riducendo la domanda di petrolio di almeno cinque milioni di barili al giorno entro il 2030.
La rivoluzione elettrica: vendite record e trasformazione dell'industria automobilistica
L'era dell'elettrico è in pieno sviluppo nel settore automobilistico. Le vendite di auto elettriche stanno raggiungendo nuovi record, con un picco previsto quest'anno secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia. Tesla si conferma come il produttore leader, seguito da BYD. La Cina, l'Europa e gli Stati Uniti sono i principali mercati per le vendite di auto elettriche. Le normative ambientali stringenti sfavoriscono l'industria petrolifera a favore di quella elettrica con l'adozione di veicoli elettrici. Si prevede che entro il 2035 i veicoli a motore termico scompariranno nell'Unione Europea. Anche le colonnine per le auto elettriche sono in rapida espansione e innovazione, Wallbox di Enel-X ad esempio, permette di attrezzarsi con speciali prese da muro per la propria casa. Il rapido sviluppo delle auto elettriche sta portando a una trasformazione storica nell'industria automobilistica globale e ridurrà il consumo di gas e la dipendenza dal petrolio.
Fonte: studio ProntoBolletta
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