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Con l’Avviso 36 del 2026 finanziati i percorsi biennali e triennali post diploma. Domande entro il 10 settembre, avvio dei corsi entro il 30 novembre
La Regione Siciliana investe 15 milioni di euro del Fse+ 2021-2027 per rafforzare gli Its Academy e sostenere la transizione digitale, la cultura dell’innovazione e lo sviluppo delle
competenze tecnologiche richieste dal mondo produttivo.
Le risorse sono destinate ai percorsi biennali e triennali di alta formazione tecnica e tecnologica post diploma, rivolti a persone occupate e disoccupate residenti o domiciliate in Sicilia, in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado. Al termine del percorso viene conseguito il titolo di tecnico superiore, riconosciuto a livello europeo.
L’intervento è previsto dall’Avviso 36 del 2026 del dipartimento regionale dell’Istruzione, dell’Università e del Diritto allo studio ed è rivolto alle Fondazioni Its Academy accreditate e riconosciute dalla Regione. I percorsi prevedono lezioni teoriche e attività di stage nelle imprese, con l’obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo e accompagnare lo sviluppo dei territori.
«Quella proposta dal sistema degli Its Academy è un’istruzione di eccellenza volta a formare professionisti qualificati, in collaborazione con imprese, università ed enti locali, garantendo un elevato tasso di occupabilità in settori strategici per l’economia e, più in generale, del sistema Paese», afferma l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale Mimmo Turano.
Tra le novità dell’avviso figura un sistema di premialità parametrato sul numero degli studenti diplomati. Turano annuncia inoltre che l’assessorato sta lavorando al progetto Campus Faro, destinato a riunire gli Its della Sicilia e che ha già ottenuto un finanziamento ministeriale per la fase di progettazione.
L’offerta formativa è articolata in una componente base e una aggiuntiva. Per quella base, il numero dei corsi finanziabili per ciascuna Fondazione sarà determinato sulla base degli studenti diplomati nel triennio 2023-2025, secondo i dati del sistema nazionale di monitoraggio Indire.
Le Fondazioni con più di 180 diplomati potranno ottenere il finanziamento di un massimo di quattro corsi; quelle con un numero compreso tra 100 e 179 potranno attivarne fino a tre; da 50 a 99 diplomati il limite sarà di due corsi, mentre sotto i 50 diplomati sarà finanziabile un solo corso.
Per l’offerta aggiuntiva, le Fondazioni appartenenti alle classi A e B potranno proporre rispettivamente fino a tre corsi supplementari, mentre quelle delle classi C e D potranno presentarne fino a due.
Le domande dovranno essere trasmesse tramite posta elettronica certificata, associata all’identità del soggetto proponente, al dipartimento regionale dell’Istruzione, dell’Università e del Diritto allo studio entro le 23:59 del 10 settembre 2026. L’avvio delle attività formative dovrà avvenire entro il 30 novembre 2026.
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Una proposta di sviluppo energetico per la Sicilia centrale che punta su accumulo termico,
innovazione tecnologica e integrazione con il polo industriale ennese
La proposta di realizzazione di una centrale solare termodinamica (CSP – Concentrating Solar Power) da 100 MW nell’area industriale di Dittaino nasce da un progetto elaborato
dall’ing. Fabio Prestipino, che individua nella Sicilia centrale un territorio strategico per lo sviluppo di una nuova generazione di impianti energetici rinnovabili programmabili.
La Sicilia centrale potrebbe diventare un laboratorio avanzato della transizione energetica grazie all’ipotesi di realizzazione di una centrale solare termodinamica (CSP – Concentrating Solar Power) da 100 MW nell’area industriale di Dittaino, nel territorio del Libero Consorzio Comunale di Enna.
Sfruttare uno dei principali vantaggi competitivi dell’entroterra siciliano: l’elevata disponibilità di radiazione solare diretta, elemento fondamentale per il funzionamento degli impianti solari a concentrazione. L’obiettivo è creare una nuova infrastruttura energetica capace non solo di produrre energia rinnovabile, ma anche di garantire continuità e programmabilità della produzione attraverso sistemi avanzati di accumulo termico.
A differenza del fotovoltaico tradizionale, che produce energia esclusivamente durante le ore di irraggiamento, la tecnologia CSP consente di immagazzinare il calore prodotto dal sole e utilizzarlo successivamente per generare elettricità anche nelle ore serali o in condizioni di ridotta luminosità.
La tecnologia degli specchi e dei sali fusi
Il progetto prevede l’impiego della tecnologia a torre centrale, basata sull’utilizzo di migliaia di eliostati, specchi orientabili in grado di concentrare la radiazione solare verso un ricevitore posto sulla sommità di una torre.
All’interno del sistema circolerebbero sali fusi, una miscela composta generalmente da nitrato di sodio e nitrato di potassio, utilizzata come fluido termovettore e sistema di accumulo. Il calore catturato dagli specchi permette di portare i sali a temperature superiori ai 500 gradi centigradi, conservando energia termica che può essere successivamente convertita in elettricità attraverso un ciclo termodinamico con turbina a vapore.
Il principale valore aggiunto della tecnologia risiede proprio nella capacità di accumulo: la centrale potrebbe disporre di diverse ore di autonomia energetica, offrendo una produzione più stabile rispetto alle fonti rinnovabili non programmabili.
Dittaino come piattaforma energetica e industriale
La scelta dell’area industriale di Dittaino risponde a diversi criteri strategici. La presenza di infrastrutture viarie, la vicinanza all’autostrada A19 e la disponibilità di collegamenti alla rete elettrica rappresentano condizioni favorevoli per un impianto di grandi dimensioni.
L’inserimento in un contesto industriale consentirebbe inoltre di limitare il consumo di nuovo suolo agricolo e di creare sinergie con le aziende già presenti nel polo produttivo.
Oltre alla produzione elettrica, il progetto ipotizza anche un possibile utilizzo del calore prodotto dalla centrale per processi industriali ad alta temperatura, con particolare riferimento ai comparti agroalimentare e manifatturiero.
Investimento e ricadute economiche
La realizzazione di una centrale CSP da 100 MW richiederebbe un investimento stimato tra 400 e 500 milioni di euro, comprendendo il campo solare, la torre ricevente, il sistema di accumulo a sali fusi, il blocco di generazione elettrica e le opere di connessione alla rete.
Secondo le stime preliminari, l’impianto potrebbe produrre circa 350-400 GWh di energia all’anno, contribuendo al fabbisogno energetico del territorio provinciale e offrendo servizi di maggiore flessibilità alla rete elettrica.
La redditività del progetto dipenderebbe da diversi fattori, tra cui il quadro degli incentivi dedicati alle tecnologie rinnovabili innovative, il valore dell’energia nei momenti di maggiore richiesta e la possibilità di valorizzare il calore destinato agli usi industriali.
Occupazione e formazione: il ruolo del territorio
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda le ricadute occupazionali. La fase di costruzione potrebbe coinvolgere centinaia di lavoratori tra tecnici, ingegneri, operatori specializzati e imprese dell’indotto.
A regime, una centrale CSP richiede competenze specifiche per la gestione degli impianti termici, dei sistemi di controllo, della manutenzione degli eliostati e del circuito dei sali fusi. La gestione operativa potrebbe quindi generare occupazione qualificata e stabile.
Il progetto potrebbe inoltre rappresentare un’opportunità per rafforzare il rapporto tra ricerca e industria, coinvolgendo realtà accademiche del territorio come l’Università Kore di Enna in attività di formazione, sperimentazione tecnologica e trasferimento delle competenze.
Una possibile nuova frontiera energetica per la Sicilia
La realizzazione di una centrale solare termodinamica a Dittaino rappresenterebbe una sfida tecnologica di rilievo, con l’ambizione di trasformare una zona industriale dell’entroterra siciliano in un punto di riferimento per la produzione energetica innovativa.
In un sistema elettrico sempre più orientato verso le fonti rinnovabili, la possibilità di combinare energia solare, accumulo termico e utilizzo industriale del calore potrebbe offrire un modello replicabile per altri territori del Mediterraneo caratterizzati da elevata disponibilità solare.
Il progetto, ancora nella fase di proposta, apre dunque una prospettiva: fare della Sicilia centrale non solo una terra di produzione energetica da fonti rinnovabili, ma un luogo dove ricerca, industria e transizione ecologica possano incontrarsi.
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In Francia prosegue la sperimentazione di Intermarché con dispositivi dotati di telecamere e intelligenza artificiale che riconoscono automaticamente i prodotti. L'obiettivo è velocizzare la spesa e ridurre le code, ma costi e inclusione frenano una diffusione immediata.
I tradizionali carrelli della spesa non sono destinati a scomparire nell'immediato, ma alcuni supermercati stanno sperimentando una nuova generazione di carrelli intelligenti in grado
di riconoscere automaticamente i prodotti inseriti nel cestello. La tecnologia promette di rendere la spesa più rapida, mostrando in tempo reale il totale degli acquisti e limitando le operazioni alla cassa.
Tra i progetti più avanzati c'è quello avviato in Francia da Intermarché, in collaborazione con Shopic e Capgemini, nel punto vendita di Provins. La sperimentazione, avviata nel 2024, è proseguita nei mesi successivi per verificare l'efficacia del sistema nell'utilizzo quotidiano.
Come funziona il carrello intelligente
Il progetto non prevede la sostituzione completa dei carrelli esistenti. Viene infatti utilizzato un modulo rimovibile che si aggancia a un normale carrello della spesa. Il dispositivo integra uno schermo, due telecamere e uno scanner dedicato ai prodotti più difficili da identificare automaticamente, come alcuni articoli sfusi.
Grazie alla tecnologia di computer vision, il sistema rileva i prodotti che vengono inseriti o rimossi dal carrello, aggiornando automaticamente il paniere digitale e il totale della spesa.
All'inizio del percorso il cliente associa la propria carta fedeltà al dispositivo. Durante gli acquisti può visualizzare in qualsiasi momento i prodotti selezionati, il prezzo dei singoli articoli e il totale provvisorio. Se un prodotto viene tolto dal carrello, il sistema aggiorna automaticamente il conto, evitando di dover passare ogni confezione sul lettore alla fine della spesa.
Il carrello può inoltre visualizzare promozioni personalizzate e sconti collegati alla carta fedeltà, offrendo al supermercato la possibilità di proporre offerte mirate mentre il cliente si trova davanti agli scaffali. Restano però alcune situazioni più complesse, come i prodotti venduti a peso o quelli con codici particolari, che possono richiedere l'utilizzo dello scanner integrato.
Pagamento più veloce
Al termine della spesa non è necessario svuotare il carrello sul classico nastro trasportatore. Il paniere digitale viene trasferito direttamente al sistema di pagamento, dove vengono effettuati eventuali controlli prima della conclusione della transazione.
Il vantaggio principale consiste nella riduzione dei tempi di attesa e delle operazioni manuali, soprattutto quando il carrello contiene prodotti voluminosi o particolarmente pesanti.
La presenza di questa tecnologia non elimina comunque la necessità del personale. Gli addetti restano indispensabili per assistere i clienti, risolvere eventuali errori di riconoscimento dei prodotti, gestire le verifiche e controllare i pagamenti. Le casse tradizionali continueranno inoltre a rappresentare un'alternativa per chi preferisce un percorso di acquisto più classico o non desidera utilizzare strumenti digitali.
Più controllo sul budget
Uno degli aspetti più apprezzati riguarda la possibilità di monitorare in tempo reale la spesa. Vedere il totale aggiornarsi durante gli acquisti permette infatti di modificare immediatamente le proprie scelte, evitando sorprese al momento del pagamento.
L'efficacia di questa funzione dipende tuttavia dalla precisione del riconoscimento automatico dei prodotti e dalla corretta applicazione delle promozioni disponibili.
Perché i carrelli tradizionali resteranno ancora
Il principale ostacolo a una diffusione su larga scala è rappresentato dai costi. Ogni modulo intelligente richiede telecamere, schermo, batterie, software, manutenzione e connessione con i sistemi del punto vendita. Durante la sperimentazione francese è stato indicato un costo indicativo di circa 1.700 euro per ciascun dispositivo, un investimento significativo per equipaggiare tutti i carrelli di un supermercato.
A questo si aggiunge il tema dell'accessibilità. Non tutti i clienti hanno familiarità con gli strumenti digitali e alcune persone, in particolare gli anziani, potrebbero aver bisogno di assistenza.
Per questo motivo, almeno nella fase iniziale, la soluzione più probabile è la convivenza tra carrelli intelligenti, sistemi di self-scanning, casse automatiche e tradizionali.
La sperimentazione avviata da Intermarché a Provins rappresenta quindi un'importante anticipazione di come potrebbe evolvere la spesa nei prossimi anni, senza però segnare la fine dei classici carrelli. Più che sostituirli, la nuova tecnologia punta a trasformarli in strumenti connessi capaci di rendere l'esperienza d'acquisto più semplice e veloce.
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Il progetto della Fondazione Made in Sicily ETS avvia partnership con media
internazionali per raccontare storie, progetti e opportunità degli italiani oltreconfine
La creatività italiana e il legame con le comunità all’estero diventano protagonisti di una nuova fase del progetto ROOTS – Network Internazionale delle Radici, iniziativa avviata nel
2023 dalla Fondazione Made in Sicily ETS nell’ambito della creative economy e già sviluppata attraverso una piattaforma nazionale grazie alla collaborazione con il network 5VIE, protagonista del Fuori Salone Design Week di Milano.
Il progetto compie ora un ulteriore passo avanti con la nascita del ROOTS International Media Network, una rete internazionale di media partner pensata per rafforzare il collegamento tra l’Italia e milioni di italiani e italo-discendenti residenti fuori dai confini nazionali.
La Fondazione Made in Sicily ETS ha avviato la sottoscrizione dei primi protocolli d’intesa con alcune autorevoli testate rivolte alle comunità italiane all’estero, creando una collaborazione stabile destinata a sviluppare un sistema permanente di comunicazione, scambio e valorizzazione delle esperienze italiane nel mondo.
I primi partner della rete sono Jornal Italia, magazine digitale con sede a San Paolo in Brasile dedicato alla comunità italo-brasiliana e ai rapporti tra Italia e Brasile attraverso cultura, economia, turismo e imprese; Italy2California, realtà bilingue italiano-inglese che racconta il rapporto tra Italia e West Coast americana attraverso Made in Italy, innovazione, cultura e imprenditoria; e Il Pensiero – The Thought, storica testata della comunità italo-americana di St. Louis, punto di riferimento per la promozione della lingua, della cultura e delle tradizioni italiane nel Midwest statunitense.
La nuova rete non rappresenta soltanto una collaborazione editoriale, ma punta alla costruzione di una piattaforma internazionale capace di mettere in relazione territori, comunità, istituzioni, imprese, università e associazioni italiane nel mondo.
Attraverso il ROOTS International Media Network, il progetto potrà diffondere le proprie attività direttamente alle comunità estere e, allo stesso tempo, raccogliere storie, testimonianze, iniziative, progetti e buone pratiche provenienti dai diversi Paesi, contribuendo alla costruzione di un racconto condiviso dell’Italia globale.
Il primo grande appuntamento pubblico del nuovo percorso sarà il Gala Internazionale delle Radici, previsto il 4 gennaio 2027 al Teatro Massimo di Palermo, evento che riunirà rappresentanti delle comunità italiane provenienti da numerosi Paesi e che rappresenterà l’avvio ufficiale di una nuova stagione di collaborazione internazionale.
I fondatori della Fondazione Made in Sicily ETS, Giovanni Callea e Davide Morici, hanno evidenziato come il valore delle radici italiane non sia legato soltanto alla memoria, ma rappresenti una rete viva di relazioni e opportunità. L’obiettivo del network sarà costruire un dialogo continuo tra l’Italia e gli italiani nel mondo, valorizzando il patrimonio umano, culturale, creativo ed economico delle comunità italiane oltreconfine.
Con la nascita del ROOTS International Media Network, il progetto conferma la propria vocazione internazionale: un’iniziativa nata in Sicilia e cresciuta fino a diventare una piattaforma nazionale e globale dedicata alla valorizzazione delle radici italiane come elemento strategico per costruire nuove connessioni e opportunità future.
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La Società Elettrica di Favignana avvia un progetto innovativo in contrada Cala Grande
per produrre energia rinnovabile senza sottrarre terreno agricolo
La Società Elettrica di Favignana S.p.A. avvia un nuovo progetto per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile attraverso la realizzazione di un impianto agrovoltaico in
contrada Cala Grande, nel territorio dell’isola. L’iniziativa si inserisce nel percorso della transizione energetica sostenibile e negli obiettivi del Decreto Assessoriale 92/Gab del 12 novembre 2024, promuovendo un uso efficiente del suolo agricolo e l’innovazione tecnologica.
L’impianto avrà una potenza complessiva di 993,73 kW e sarà dotato di sistema a inseguimento solare monoassiale con pannelli bifacciali ad alta potenza. La struttura sarà realizzata in integrazione con un uliveto adulto di circa venticinque anni, grazie a un’architettura sopraelevata che consentirà la convivenza tra produzione energetica e attività agricola.
L’area interessata dal progetto si estende per circa 21 mila metri quadrati ed è quella già prevista dal progetto autorizzato nel 2022 dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali. L’opera rispetta i vincoli di tutela paesaggistica presenti sul territorio, evitando il ricorso ai tradizionali impianti fotovoltaici a terra che avrebbero comportato un consumo di suolo agricolo.
Il collegamento alla rete elettrica di Favignana sarà garantito attraverso due nuove cabine di trasformazione connesse alla rete di media tensione sulle linee 2 e 3, una soluzione studiata per distribuire la potenza prodotta e contenere l’impatto dell’infrastruttura.
Secondo le stime progettuali, l’impianto consentirà una riduzione delle emissioni pari al 20,39%, contribuendo alla diminuzione dell’utilizzo di fonti energetiche convenzionali. A supporto della produzione sarà installato anche un sistema di accumulo con batterie agli ioni di litio da 900 kW, elemento fondamentale per garantire la stabilità della rete elettrica isolata nei periodi di minore irraggiamento solare, durante i mesi invernali e nelle ore notturne.
Il progetto rappresenta un modello di integrazione tra innovazione energetica e valorizzazione agricola locale. L’uliveto coinvolto punta infatti alla produzione di olive destinate all’olio, diversificando le attività agricole rispetto al passato e mantenendo la vocazione produttiva del territorio.
L’iniziativa rientra nel più ampio “Programma Emissioni Zero” promosso dalla Società Elettrica di Favignana, azienda che gestisce la rete elettrica dell’isola. Dopo sopralluoghi, verifiche tecniche e misurazioni, sono state definite specifiche linee guida per la gestione dell’impianto, con l’obiettivo di preservare le caratteristiche agronomiche del terreno.
L’intervento ha già ottenuto tutti i pareri e le autorizzazioni necessarie sotto il profilo paesaggistico e ambientale, oltre alla conformità urbanistica e alla procedura abilitativa semplificata.
Per la realizzazione dell’opera è stato inoltre ottenuto un finanziamento pubblico di 1.500.000 euro nell’ambito dell’Azione 2.1.2 del Programma Operativo Complementare 2013/2020, destinato al sostegno delle imprese per la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti.
Con questo progetto SEA Favignana punta a rafforzare il percorso verso una comunità energetica più sostenibile, coniugando tutela del paesaggio, agricoltura e produzione di energia pulita.
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