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- Categoria: Interviste
Screening oncologici, l’ASP di Enna al vertice regionale: Zappia racconta la svolta della prevenzione
Dati record nel report 2025 dell’Assessorato per la Salute della Regione Siciliana: l’ASP di Enna guida
la Sicilia in tutte le linee di prevenzione. Strategie e prospettive raccontate da Mario Zappia.
La prevenzione oncologica in provincia di Enna segna un risultato che fa rumore. I dati regionali aggiornati al 2025 collocano l’azienda sanitaria ennese al primo posto in Sicilia per adesione agli screening mammografico, cervicocarcinoma e colon retto, con percentuali nettamente superiori alla media dell’Isola.
Un primato che non nasce per caso ma da un cambio di passo organizzativo e da un lavoro capillare sul territorio. Il direttore generale Mario Zappia analizza in questa intervista le scelte che hanno portato alla svolta, il ruolo decisivo del contatto diretto con i cittadini, il contributo della squadra aziendale e le strategie già in cantiere per il 2026.
- Direttore Zappia, l’ASP di Enna risulta prima in Sicilia in tutti gli screening oncologici. Che valore ha questo risultato?
«Questo risultato rappresenta un segnale molto importante per il territorio. Non è una gara, ma la dimostrazione che investire seriamente nella prevenzione produce benefici reali per la salute pubblica. Sempre più cittadini stanno comprendendo il valore degli screening e questo per noi è motivo di orgoglio ma anche di responsabilità.»
- I dati mostrano percentuali nettamente superiori alla media regionale. Qual è stata la svolta operativa nel 2025?
«Nel 2025 ci siamo resi conto che le sole lettere a domicilio e le campagne informative non bastavano più. Abbiamo quindi istituito un gruppo di lavoro straordinario a supporto del centro screening, potenziando personale, orari e accessibilità. La vera svolta è stata portare la sanità più vicino alle persone.»
- Quanto ha inciso il contatto diretto con i cittadini?
«Ha inciso in maniera decisiva. Informare le persone una ad una, con un approccio personalizzato e face to face, riduce diffidenze e paure. Quando i cittadini comprendono che gli esami sono semplici, rapidi e non invasivi, l’adesione cresce in modo significativo.»
- Il modello ennese ha coinvolto molti attori del territorio. Quanto è stato importante il lavoro di squadra?
«È stato fondamentale. Il risultato è frutto dell’impegno congiunto di operatori sanitari e amministrativi, medici di famiglia, pediatri, farmacie e sindaci. Senza questa rete territoriale capillare non sarebbe stato possibile raggiungere numeri così significativi.»
- Lei ha citato il ruolo del Direttore Sanitario Ciotta. Quanto è stato determinante il suo contributo?
«Il contributo del Direttore Sanitario Ciotta è stato determinante. Sotto la sua regia il centro screening ha potuto contare su un coordinamento efficace e su una visione organizzativa
molto concreta. La sinergia tra direzione strategica e area sanitaria ha fatto la differenza.»
- Un ringraziamento è stato rivolto anche al personale del CUP e ai dipendenti dell’ASP. Che ruolo hanno avuto?
«Hanno svolto un lavoro straordinario, spesso lontano dai riflettori ma decisivo. Dalla gestione delle chiamate all’estensione degli orari fino alle aperture nei fine settimana, ogni anello della catena organizzativa ha contribuito ad avvicinare i cittadini agli screening.»
- Tra le novità si parla dell’ipotesi di inserire psicologi nei centri screening. Perché questa scelta?
«Molte persone si avvicinano alla prevenzione con timori o resistenze. La presenza di psicologi specializzati può aiutare ad accompagnare i cittadini in un percorso più sereno, riducendo l’ansia e favorendo una partecipazione consapevole.»
- Guardando al 2026, quali saranno le prossime mosse dell’ASP di Enna?
«Intendiamo consolidare e ampliare il modello. Stiamo lavorando al coinvolgimento di grandi aziende, enti pubblici, forze dell’ordine, ACLI e patronati per raggiungere anche le fasce più difficili. L’obiettivo è rendere il modello ennese sempre più replicabile in tutta la Sicilia.»
Massimo Castagna
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