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- Categoria: Interviste
Stenosi aortica, parte dalla Sicilia il registro che può cambiare la prevenzione negli over 70
I professori Corrado Tamburino e Marco Barbanti illustrano obiettivi, innovazione e prospettive del
primo grande progetto epidemiologico dedicato alla stenosi aortica nella popolazione over 70.
L’intervista approfondisce il valore scientifico e sanitario del Registro Siciliano sulla Stenosi Aortica, un progetto di ricerca innovativo dedicato allo screening e al monitoraggio della
malattia valvolare aortica nella popolazione over 70. Il professor Corrado Tamburino, Capo del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare del Centro Cuore Morgagni di Pedara, e il professor Marco Barbanti, Direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale Umberto I di Enna e docente dell’Università Kore di Enna, illustrano gli obiettivi dell’iniziativa, l’importanza della diagnosi precoce, i più recenti progressi terapeutici con la TAVI e il ruolo della collaborazione tra istituzioni, medici e territorio. Un confronto che evidenzia come ricerca, prevenzione e innovazione possano contribuire a migliorare la programmazione sanitaria e la qualità delle cure per gli anziani in Sicilia.
- Tamburino: Qual è l'obiettivo principale del Registro Siciliano sulla stenosi aortica e perché rappresenta un progetto così innovativo nel panorama della cardiologia italiana?
“Attualmente esistono pochissimi registri epidemiologici nel mondo, due piccoli studi italiani, uno inglese e uno norvegese e recentemente uno statunitense. Ciascuno ha le sue valenze e limiti, ma nessuno analizza in maniera pre specificata la popolazione dai 70 anni in su, dedicandosi esclusivamente alla stenosi valvolare aortica che è l’oggetto invece è la nostra indagine, volta a svelare la reale entità di questa malattia, a seguirla nel tempo, e a identificare i soggetti passibili di trattamento.”
- Tamburino: Perché è stato scelto proprio il territorio della provincia di Enna come area pilota dello studio e in che modo i risultati potranno essere estesi all'intera Sicilia e, potenzialmente, al resto d'Italia?
“La scelta del bacino lontano dai grossi centri urbani, è dovuta al fatto che siamo al di fuori dei grandi circuiti e ci sono meno facilities. Con questa occasione si coniuga quindi uno scopo scientifico con uno sociale offrendo una opportunità alla cittadinanza. E’ un’area territoriale ben precisa, su cui incidono una decina di comuni la cui popolazione raggiunge i 50.000 abitanti, con circa 5000 persone oltre i settant’anni cui viene proposto un ecocardiogramma su base volontaria. La popolazione analizzata ovviamente non è diversa da quella del resto della Sicilia, e perché no dell’Italia, e rappresenta il metro universale per il nostro territorio nazionale.”
- Barbanti: La stenosi aortica è una malattia spesso silenziosa. Quali sono i segnali che le persone sopra i 70 anni non dovrebbero sottovalutare e quanto è importante una diagnosi precoce?
“La stenosi valvolare aortica dell’anziano è una malattia degenerativa. La valvola aortica è come una porta che si apre e si chiude per tutta la vita, quindi oltre 1 miliardo di volte. È facile che si rovini e una volta che inizia il processo di invecchiamento, questo è quasi sempre inarrestabile e progressivo. In una prima fase della malattia non ci sono segni e sintomi, solo l’ecocardiogramma è in grado di svelare con facilità la presenza della malattia in modo da poter tenere costantemente poi il paziente sotto controllo nel corso del tempo. Una volta che invece la malattia diventa significativa ha un destino ineluttabile, con una mortalità annua del 20%. Di solito i sintomi sono sottovalutati perché il paziente anziano tende a limitare spontaneamente la sua attività, ma bisogna prestare molta attenzione alla facile faticabilità, alla dispnea, all’angina, e ai sintomi legati alla ipoperfusione cerebrale fino alla sincope. Capita tuttavia di vedere pazienti con valvola aortica strettissima e molto poco sintomatici. Questo non li sottrae comunque alle possibili complicanze fatali.”
- Barbanti: Oggi le linee guida internazionali indicano sempre più spesso la TAVI come trattamento di riferimento. Quali vantaggi offre questa procedura rispetto alla cardiochirurgia tradizionale, soprattutto nei pazienti anziani?
“Oramai da molti anni la Stenosi Aortica in categorie selezionata dei pazienti viene trattata con la TAVI. Questa procedura si effettua a paziente sveglio, con cateterismo cardiaco e consente un pressoché immediato recupero. Fino ad una decina di anni addietro veniva riservata ai pazienti inoperabili per l’elevato rischio cardiochirurgico. Infatti, la TAVI ha un rischio standard molto basso, dell’1% di morte e dell’1% di ischemia cerebrale. Grazie agli studi e alla progressione tecnologica oggi la Tavi è confermata essere la terapia di prima scelta universalmente adottata in tutto il mondo per i pazienti con Stenosi Aortica al di sopra di settant’anni. C’è da dire comunque che per ogni paziente deve essere fatta una discussione collegiale (Heart Team) con cardiochirurgo, anestesista ed emodinamista. Viene dunque scelta per ciascun paziente la strategia migliore sulla base delle caratteristiche cliniche e anatomiche. In dettaglio nei pazienti ancora giovani settantenni, e giovanili ed in buona salute, quindi con una buona previsione di lunga vecchiaia ci si pone sempre il problema di sottoporre il paziente cardiochirurgia piuttosto che Tavi. Oggi la cardiochirurgia nei pazienti a basso rischio è realmente a basso rischio ed a rapido recupero, quindi non va dimenticata.”
- Tamburino: Le stime parlano di oltre 30 mila siciliani con stenosi aortica. Quanto può incidere un registro epidemiologico sulla programmazione sanitaria e sull'organizzazione dei servizi cardiologici regionali?
“Questa è una domanda molto difficile, si sa che i numeri sono elevati ma il numero esatto non lo si conosce e il Registro Siciliano sulla Stenosi Aortica avrà questo grande valore. È chiaro che bisognerà trovare una modalità che renda accessibile a tutti il trattamento quando necessario, posto che è imprescindibile che queste procedure vengano eseguite in centri con cardiochirurgia attiva in sede, questo in accordo con le linee guisa europee, per garantire il massimo della sicurezza al paziente. Non è compito mio, essendo un medico, decidere le strategie sanitarie, il mio compito è solo quello di fare la diagnosi di malattia, scegliere il tipo di trattamento ed essere messo in condizione di effettuarlo. In Sicilia esistono sei centri perfettamente in grado di seguire questa procedura.”
- Tamburino: Questo progetto coinvolge Università, ASP, Ordine dei Medici, medici di medicina generale e cardiologi del territorio di Enna. Quanto è importante il lavoro di squadra per il successo di un'iniziativa di prevenzione e ricerca di questa portata?
“Siamo in presenza di una collaborazione veramente virtuosa fra le figure istituzionali e operative che si sono fatte carico di portare avanti questo progetto su base volontaria. A parte il sottoscritto che ha ideato e organizzato il progetto assieme al dirigente generale del DASOE, dottor Giacomo Scalzo, è stato fondamentale il coinvolgimento dell’ordine dei medici di Enna con presidente dr. Mancuso, il lavoro dell’ASP, grazie all’onerosissimo impegno del Direttore Generale, dottor Zappìa e dei suoi collaboratori, la Cardiologia del professore Barbanti dell’Università Kore, la Cardiologia di Nicosia del dr. Artale, i medici di medicina generale e le diverse società cardiologiche territoriali e gli allievi delle scuole di specializzazione in Cardiologia di Catania e Messina che su base volontaria si sono offerti per eseguire gli ecocardiogrammi. Infine, il grande contributo dei rappresentanti di apparecchiature elettromedicali che forniscono gli ecocardiografi in visione per poter effettuare gli esami.”
- Barbanti: Il 4 luglio ha preso il via l'arruolamento dei primi pazienti. Qual è il messaggio che desidera rivolgere ai cittadini invitati a partecipare allo screening e quale impatto potrà avere questa ricerca sulla salute delle future generazioni di anziani?
“C’è grande attenzione e aspettativa da parte delle istituzioni regionali, Assessorato alla Salute e DASOE e il 4 luglio sarà la prima di numerose date future. Verranno sottoposti a ecocardiogramma Eseguiremo circa 200 anziani, ma il numero ipotetico massimo può arrivare fino a 5000 quindi ci saranno molte sedute nel corso dell’anno. E’ certo che la esecuzione di un numero molto elevato di esami ecocardiografici sarà di grande beneficio per la popolazione e ci offrirà gli strumenti per una sanità migliore per la nostra terra.”
Massimo Castagna
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