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- Categoria: Interviste
Enna al bivio, Crisafulli torna in campo: «Non posso restare a guardare il declino»
Il candidato sindaco rilancia su università, servizi e sviluppo:
«Serve una visione per unire la città e restituirle futuro»
Una candidatura nata non per ambizione personale, ma per senso di responsabilità verso una città che rischia il declino. Il senatore Vladimiro Crisafulli torna in campo con un
progetto che punta su università, servizi e rilancio economico, mettendo al centro una visione unitaria di Enna.
Senatore Crisafulli, perché ha deciso di candidarsi nuovamente?
«Devo dire sinceramente che non era nelle mie previsioni, né nelle mie idee, tornare a candidarmi per una qualunque istituzione. Non era nelle mie intenzioni. Ho vissuto con difficoltà questi mesi, ma alla fine ho preso atto di una responsabilità: sono legato alla mia città e non sono disponibile a vedere Enna morire lentamente.»
Il simbolo del Partito Democratico sarà presente nella sua candidatura?
«Il Partito Democratico rappresenta una forza importante e un riferimento politico chiaro. Il simbolo è un elemento identitario, ma ciò che conta davvero è il progetto per la città. Questa candidatura si fonda su un’alleanza ampia, che va oltre i simboli, coinvolgendo energie e sensibilità diverse unite dall’obiettivo di rilanciare Enna.»
Qual è oggi la principale emergenza della città?
«Il declino è evidente. Si spengono i negozi, le attività commerciali, si spegne la vitalità cittadina. I giovani non restano più e gli anziani guardano con preoccupazione al futuro dei loro figli. In undici anni siamo passati da 28.500 a 24.500 abitanti. È un dato che parla da solo.»
Cosa non ha funzionato negli ultimi anni?
«Abbiamo vissuto undici anni di civismo che hanno finito per spegnere ogni prospettiva. Ci si è limitati a gestire l’esistente, senza un progetto. È mancata una visione capace di guardare al futuro.»
Qual è la sua idea di rilancio per Enna?
«Serve una città che torni a credere nella rinascita. Oggi abbiamo una città alta che si impoverisce, una città bassa che resiste grazie all’università e Pergusa che prova a ripartire. Ma questi tre mondi vivono separati. Bisogna unirli e valorizzare il patrimonio complessivo.»
L’università può essere davvero il motore dello sviluppo?
«Assolutamente sì. Enna è una città universitaria, ma non ha ancora sviluppato pienamente questa identità. È incredibile che nel piano regolatore non siano previste aree adeguate per servizi universitari. Eppure siamo tra le poche città italiane con due facoltà di medicina, insieme a realtà come Roma, Milano e Napoli.»
Quali progetti concreti propone?
«Il quarto policlinico in Sicilia, proprio a Enna, collegato all’università. Il rilancio di Pergusa, sia dal punto di vista ambientale sia economico. Una gestione moderna dell’autodromo, anche attraverso investimenti privati. E poi servizi, parcheggi, collegamenti efficienti tra città alta e bassa.»
Il tema delle infrastrutture è centrale. Cosa intende fare?
«Il traffico è insostenibile: non si può impiegare mezz’ora per fare poche centinaia di metri. Serve una circonvallazione e serve pretendere da ANAS e Ferrovie compensazioni per gli interventi in corso. La città deve ottenere benefici concreti.»
Come rilanciare il commercio e la vita nel centro storico?
«Negli ultimi anni si è assistito a una desertificazione commerciale, soprattutto in città alta. Bisogna sostenere le attività, aiutare i commercianti e creare condizioni affinché i giovani possano vivere la città tutto il giorno, non solo la sera. La presenza degli studenti deve diventare una risorsa stabile.»
Che tipo di coalizione la sostiene?
«Non abbiamo accordi con forze come Lega o DC. Abbiamo invece il sostegno di tante persone e personalità, anche non di sinistra, che credono nel progetto. È una proposta aperta, fondata sulle idee e sugli obiettivi.»
Qual è il messaggio finale ai cittadini?
«Enna non è un’isola deserta. Ma se non rivendichiamo noi il nostro futuro, non ce lo regalerà nessuno. Serve coraggio, visione e una classe dirigente all’altezza. Io ho accettato questa sfida per questo.»
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