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- Categoria: Lavoro
Sicurezza sul lavoro, oltre mille morti l’anno: con la Legge 198/2025 rafforzati controlli e responsabilità
Nel 2023 presentate oltre 590mila denunce di infortunio. Il nuovo provvedimento non sostituisce il D.Lgs. 81/2008
ma ne rafforza l’applicazione, puntando su vigilanza, tracciabilità e sistemi di gestione.
Roma - In Italia si continua a morire di lavoro. Secondo i dati ufficiali INAIL, nel 2023 sono state presentate oltre 590.000 denunce di infortunio, con 1.147 casi mortali complessivi tra
eventi in occasione di lavoro e in itinere. Anche il 2024 conferma un quadro critico, con un numero di vittime che resta stabilmente oltre i mille decessi annui e decine di migliaia di infortuni gravi con conseguenze permanenti sulla salute dei lavoratori.
Numeri che delineano una emergenza strutturale in materia di sicurezza, dove la prevenzione risulta ancora insufficiente e il rischio viene spesso intercettato solo dopo il verificarsi dell’evento. In questo contesto assume un ruolo centrale la valutazione effettiva dei rischi, la tracciabilità delle esposizioni e la coerenza tra organizzazione aziendale, formazione e misure di protezione, in particolare nei settori a maggiore esposizione.
È in questo scenario che si inserisce il DL 159/2025, convertito nella Legge 198/2025, che rafforza in modo significativo il sistema di vigilanza e controllo sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il provvedimento non sostituisce il D.Lgs. 81/2008, che resta il pilastro normativo di riferimento, ma ne potenzia l’applicazione, incidendo direttamente sull’organizzazione delle imprese e sulle responsabilità dei datori di lavoro e delle figure apicali.
Con le nuove disposizioni, la sicurezza sul lavoro esce dalla logica del mero adempimento formale. Documentazione, formazione e assetto organizzativo diventano elementi concretamente verificabili anche in sede ispettiva. Cresce il peso dei Sistemi di Gestione della Sicurezza, della tracciabilità delle responsabilità e della coerenza tra Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), formazione dei lavoratori e organizzazione aziendale.
«Il messaggio che arriva dal legislatore è chiaro: oggi la sicurezza va dimostrata nei fatti, non solo dichiarata nei documenti», afferma Fulvio Basili, presidente del Consiglio di amministrazione di Gruppo Ecosafety. «Il D.Lgs. 81/2008 resta il riferimento fondamentale, ma con la Legge 198/2025 aumenta in modo significativo l’attenzione su come le aziende gestiscono realmente la prevenzione, i rischi e la formazione del personale. Non basta più “avere” un DVR: serve un sistema che funzioni ogni giorno».
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