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- Categoria: Nera e Giudiziaria
Allarme truffe online: la Guardia di Finanza blocca il profitto di una frode da 17 mila euro
La Guardia di Finanza di Enna individua due presunti responsabili di una frode informatica
ai danni di un cittadino di Nicosia. Recuperati circa 4 mila euro dopo il sequestro preventivo disposto dal Gip.
Enna - Si spacciavano per operatori di un istituto bancario e, attraverso una sofisticata tecnica di truffa online, convincevano le vittime a trasferire il denaro su conti
e carte nella disponibilità dei malviventi. È quanto accaduto a un cittadino di Nicosia, rimasto vittima di un raggiro informatico che ha portato la Guardia di Finanza di Enna a eseguire un decreto di sequestro preventivo per oltre 17 mila euro nei confronti di due soggetti ritenuti responsabili di truffa aggravata.
Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Enna al termine di un’indagine condotta dai militari delle Fiamme Gialle ennesi e coordinata dalla Procura della Repubblica di Enna.
L’inchiesta è nata dalla denuncia presentata dalla vittima presso la Tenenza della Guardia di Finanza di Nicosia. L’uomo ha raccontato di essere stato contattato da un sedicente dipendente della propria banca che, con una serie di artifizi, era riuscito a creare uno stato di allarme inducendolo a effettuare alcuni bonifici definiti “di sicurezza”.
In realtà, quelle operazioni erano destinate ai truffatori: complessivamente circa 17 mila euro sono stati trasferiti su due carte prepagate riconducibili agli indagati, che sarebbero riusciti anche a ottenere le credenziali necessarie per accedere all’applicazione bancaria della vittima.
Le successive attività investigative, attraverso accertamenti telematici e indagini finanziarie delegate dall’Autorità giudiziaria, hanno permesso di risalire all’identità dei presunti autori della frode: due cittadini residenti in Campania, denunciati alla Procura della Repubblica di Enna per il reato di truffa aggravata commessa mediante strumenti informatici, previsto dall’articolo 640, comma 2, n. 2 ter del codice penale.
Le risultanze investigative hanno quindi consentito al Gip del Tribunale ennese di disporre il sequestro preventivo del profitto della truffa. L’operazione, eseguita dai militari della Tenenza di Nicosia, ha permesso di recuperare una somma di circa 4 mila euro.
L’attività investigativa conferma l’attenzione della Guardia di Finanza verso le nuove forme di criminalità digitale, fenomeni sempre più frequenti che colpiscono soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione attraverso il furto di dati personali, credenziali bancarie e informazioni relative alle carte di pagamento.
Le Fiamme Gialle ricordano ai cittadini di prestare massima attenzione alle telefonate sospette, di non comunicare mai password, codici di accesso o dati bancari e di segnalare eventuali tentativi di frode al numero di pubblica utilità 117.
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