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- Categoria: Nera e Giudiziaria
Aggiornamento - Cassazione, la condanna di Paolo Colianni torna in Appello: disposto un nuovo esame
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio a una nuova sezione della Corte d’Appello di Caltanissetta
la sentenza che aveva condannato a 8 anni e 8 mesi di reclusione Paolo Colianni, ex assessore regionale alla Famiglia, medico e psicoterapeuta di Enna, accusato di violenza sessuale nei confronti di una sua paziente minorenne.
La decisione della Suprema Corte non definisce nel merito la vicenda, ma dispone un nuovo esame dei punti oggetto del rinvio. Al centro del pronunciamento vi è, in particolare, il diniego opposto dai giudici d’appello alla richiesta di accesso alla giustizia riparativa presentata da Colianni.
Il procedimento riguarda una ragazzina che, all’epoca dei fatti, non aveva ancora compiuto 14 anni e che era seguita in terapia dallo psicoterapeuta. Secondo quanto emerso nel procedimento, la minore avrebbe raccontato il proprio disagio agli insegnanti della scuola frequentata, circostanza che avrebbe successivamente portato la famiglia a presentare denuncia.
Colianni era stato arrestato il 27 gennaio 2024 e posto agli arresti domiciliari. Le sedute di psicoterapia, secondo la ricostruzione contenuta negli atti del procedimento, si sarebbero svolte nella villa del medico, dove la ragazza veniva accompagnata dai genitori.
In primo grado, con rito abbreviato, il Tribunale di Enna aveva condannato Colianni a 5 anni e 4 mesi di reclusione, riconoscendo le attenuanti generiche. La decisione era stata successivamente impugnata dal procuratore generale della Corte d’Appello di Caltanissetta, che aveva contestato proprio il riconoscimento delle attenuanti.
In secondo grado la pena era stata quindi innalzata a 8 anni e 8 mesi di reclusione. Una condanna che, una volta divenuta definitiva, avrebbe potuto comportare per l’ex assessore il ritorno in carcere.
Colianni, tuttavia, era stato scarcerato nel giugno 2025, quando gli arresti domiciliari erano stati revocati su istanza della Procura di Enna e con il consenso del giudice per l’udienza preliminare.
Nel corso del procedimento è stato inoltre versato un importo di 60 mila euro come acconto sul risarcimento dei danni.
Con l’annullamento con rinvio deciso dalla Cassazione, la vicenda torna dunque davanti alla Corte d’Appello di Caltanissetta, che dovrà essere nuovamente esaminata da una diversa sezione. Sarà in quella sede che verranno affrontate le questioni indicate dalla Suprema Corte, mentre resta fermo che l’annullamento della sentenza d’appello non equivale a un’assoluzione nel merito.
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