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Tir, la protesta si spacca in Sicilia: scaffali ancora vuoti a Palermo, tensione a Catania
Revocato il fermo del Cts, ma i rifornimenti nei supermercati restano a rilento. Denunciati blocchi, intimidazioni e danneggiamenti ai camionisti che vogliono riprendere il lavoro
La revoca del fermo degli autotrasportatori non ha ancora riportato la normalità nella distribuzione delle merci in Sicilia. A Palermo gli scaffali dei supermercati restano parzialmente
vuoti, soprattutto nei reparti dei prodotti freschi, mentre a Catania la protesta si è trasformata in uno scontro tra chi ha accettato l’accordo nazionale e chi continua a ostacolare la ripresa delle attività.
Nel capoluogo siciliano si registra qualche segnale di miglioramento, con il ritorno dell’acqua minerale sugli scaffali. Restano tuttavia carenze di latte, uova, frutta, verdura, salumi, latticini e carne refrigerata. Il ripristino delle consegne richiederà ancora tempo, tra ritardi accumulati e necessità di riorganizzare le filiere del trasporto e della distribuzione.
Secondo le previsioni degli operatori, il progressivo riassortimento potrebbe diventare più evidente nelle prossime 24-48 ore, con un ritorno alla regolarità entro il fine settimana, se i collegamenti e le piattaforme logistiche torneranno pienamente operativi.
Il quadro resta più critico nel Catanese, dove il Comitato Nazionale Trasportatori denuncia blocchi ritenuti abusivi, minacce ai conducenti e danneggiamenti ai mezzi. Le situazioni più delicate vengono segnalate al casello autostradale di San Gregorio e nell’area portuale.
La frattura tra gli autotrasportatori si è approfondita dopo l’intesa raggiunta a livello nazionale e la revoca del fermo da parte del Comitato Trasportatori Siciliani. Una parte della categoria intende riprendere il lavoro, mentre altri gruppi proseguono la mobilitazione. Ulteriori proteste vengono segnalate a Gela e al molo Santa Lucia di Palermo.
Il Cts attribuisce a una componente minoritaria della protesta, indicata nella denuncia con riferimento a Giuseppe Richichi, le intimidazioni contro chi vuole tornare in strada. Accuse che si inseriscono in un clima di forte tensione, alimentato dalle difficoltà economiche della categoria e dal caro carburanti.
Il Comitato chiede un intervento immediato e coordinato delle Forze dell’Ordine, rivolgendosi al prefetto e al questore di Catania per garantire la sicurezza dei conducenti e consentire la ripresa della circolazione.
La richiesta è di impedire che minacce e danneggiamenti possano condizionare la libertà di lavorare e aggravare ulteriormente le difficoltà della filiera logistica siciliana.
Intanto, sul fronte dei carburanti, non vengono segnalate criticità significative nelle stazioni di servizio cittadine. Resta però il rischio che il protrarsi delle tensioni e dei blocchi rallenti ancora la distribuzione delle merci, con conseguenze dirette per imprese, commercianti e famiglie.
La revoca del fermo rappresenta dunque un primo passo, ma non basta a chiudere la crisi: per riportare la situazione alla normalità serviranno la ripresa effettiva dei trasporti, il ripristino della sicurezza sulle strade e il completamento dei rifornimenti.
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