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- Categoria: Nera e Giudiziaria
Roma -Inchiesta sul Garante della Privacy: perquisizioni e indagini sui vertici
La Procura di Roma ipotizza reati di corruzione e peculato dopo le rivelazioni di Report e accerta presunti accessi illeciti ai sistemi dell’Autorità.
La Guardia di Finanza ha effettuato perquisizioni presso la sede del Garante della Privacy in Piazza Venezia, nell'ambito di un'indagine co
ordinata dall'aggiunto Giuseppe De Falco. Sono indagati il presidente e altri membri dell'Autorità, con ipotesi di reati quali peculato e corruzione.'indagine è partita da servizi televisivi di Rai Report, condotti da Sigfrido Ranucci, che avevano evidenziato presunti conflitti di interesse e irregolarità nella gestione della Authority.
La procura ipotizza anche accessi abusivi a sistemi informatici e rivelazione di segreti d'ufficio. Durante la notte tra l’1 e il 2 novembre, quattro membri dell’Autorità, accompagnati da persone estranee, sarebbero entrati nella sede del Garante, rimanendo fino al giorno successivo, in un giorno festivo. Avrebbero accesso alle stanze con server, corrispondenze e dati sensibili.
La stessa inchiesta ha riguardato anche il caso di una multa ridotta a Meta, colpita per violazioni sulla privacy relative a Ray-Ban Stories. Secondo Report, la riduzione della sanzione sarebbe avvenuta dopo un incontro tra Ghiglia e il responsabile delle relazioni istituzionali di Meta Italia.L’Autorità ha negato le accuse, definendole "bugie", e ha anche smentito irregolarità nelle spese di rappresentanza del presidente.
Angelo Fanizza, ex segretario generale del Garante, si è dimesso il 20 novembre scorso, poco dopo aver ricevuto una richiesta di accesso urgente ai sistemi informatici dell’Autorità da parte di un dirigente di dipartimento per la sicurezza informatica. Secondo Report, questo potrebbe aver rappresentato un tentativo di individuare una talpa interna.
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