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- Categoria: Nera e Giudiziaria
Palermo - Tangenti e funerali pilotati negli ospedali del capoluogo: arrestati tre dipendenti

Microspie nella camera mortuaria del Cervello svelano un presunto sistema di mazzette per accelerare il rilascio delle salme e favorire imprese funebri
Un presunto sistema di corruzione legato alla gestione delle salme negli ospedali palermitani è emerso da un’inchiesta della Procura della Repubblica che ha portato agli arresti domiciliari tre persone: Vincenzo Romano, Leonardo Onofrio e Giuseppe Suriano, dipendenti dell’ospedale Cervello.
L’indagine rappresenta un nuovo filone investigativo nato dal primo troncone che aveva coinvolto il Policlinico. A far scattare l’approfondimento sarebbero stati alcuni contatti sospetti tra un impresario funebre e personale ospedaliero, che hanno spinto gli investigatori a concentrare l’attenzione anche sull’ospedale Cervello.
Secondo l’accusa, i tre avrebbero costituito un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. In cambio di somme di denaro – da 20 a 500 euro – avrebbero velocizzato le pratiche per la sistemazione e il rilascio delle salme, anche in assenza delle necessarie autorizzazioni comunali. Non solo: sempre dietro compenso, avrebbero suggerito ai familiari dei defunti alcune imprese funebri, orientando di fatto la scelta in un momento di particolare vulnerabilità.
Sarebbero circa trenta i titolari di agenzie funebri che avrebbero versato denaro. La loro posizione è ora al vaglio degli inquirenti.
Determinanti per l’inchiesta sono state le intercettazioni ambientali e le riprese effettuate con telecamere e microspie installate all’interno della camera mortuaria. Le conversazioni registrate documenterebbero la suddivisione del denaro e la preoccupazione degli indagati dopo la scoperta dei dispositivi. In alcuni dialoghi emergerebbe anche l’intenzione di concordare una versione comune dei fatti e di cancellare eventuali tracce compromettenti dalle chat.
Proprio il rischio di inquinamento probatorio avrebbe spinto il giudice ad applicare immediatamente la misura cautelare per i tre arrestati, mentre per altri indagati resta pendente una richiesta su cui il gip si pronuncerà dopo gli interrogatori preventivi.
L’inchiesta riporta l’attenzione su un settore già in passato finito sotto la lente degli investigatori, dove il dolore dei familiari delle vittime può trasformarsi in terreno fertile per interessi illeciti.
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