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- Categoria: Nera e Giudiziaria
Maxi Blitz alla Noce: Svelato il Nuovo Organigramma della Mafia e il Business della Droga
Cinquantuno indagati, traffici di stupefacenti tra Sicilia e Campania, vecchi e nuovi boss in equilibrio precario: la DDA colpisce ancora il mandamento della Noce.
Il nuovo volto del mandamento della Noce emerge con chiarezza dopo il maxi blitz scattato nella notte a Palermo, un’operazione che ha portato all’arresto di 50 persone. Per
diciannove di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre altre sei si trovano ai domiciliari. Venticinque indagati sono stati raggiunti da un provvedimento di fermo, un intervento ritenuto urgente dagli inquirenti alla luce degli equilibri criminali emersi.
La Direzione distrettuale antimafia guidata dal procuratore Maurizio de Lucia ha contestato reati pesanti: associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, traffico e spaccio di droga. Un mosaico criminale complesso, ricostruito grazie al lavoro congiunto della Squadra mobile di Palermo, della sezione investigativa del Servizio centrale operativo e del commissariato di Brancaccio.
Le indagini hanno portato alla luce il nuovo assetto interno della cosca della Noce, dove si intrecciano figure storiche della mafia e nuovi esponenti emergenti. Nonostante le recenti tensioni interne, gli affari hanno nuovamente unito i gruppi, con gli imprenditori locali che — come da prassi — continuano a piegarsi al pagamento del pizzo.
Particolarmente rilevante la ricostruzione dei traffici di cocaina e hashish che collegavano Palermo alla Campania, con ramificazioni fino a Catania e alla provincia di Trapani. La regia sarebbe ancora una volta quella mafiosa. Gli arresti sono scattati nei quartieri di Brancaccio, Sperone e Bonagia, ma coinvolgono anche individui residenti nel cuore della vecchia Palermo, come all’Albergheria, capaci però di gestire piazze di spaccio lontane dal proprio territorio.
Il mercato degli stupefacenti si muove su due binari: quello tradizionale delle piazze fisiche e quello digitale. Telegram diventa uno strumento chiave per raccogliere ordini e coordinare i flussi di droga. I consumi aumentano e il “mercato della morte” continua a espandersi, alimentando un sistema criminale che sembra non conoscere crisi.
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