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- Categoria: Nera e Giudiziaria
Scuole paritarie, la Guardia di Finanza scopre un’evasione fiscale da 660 mila euro
I finanzieri del Comando provinciale di Palermo hanno scoperto un presunto meccanismo di evasione fiscale nell’ambito della verifica nei confronti della società
cooperativa La Rocca di Cefalù, che gestiva le scuole paritarie La Scicolone di Cefalù e Ariosto di Termini Imerese.
L’attività della Guardia di Finanza, condotta dal Gruppo di Termini Imerese, è partita dagli elementi emersi nell’inchiesta della Procura di Termini Imerese condotta dai carabinieri. Gli accertamenti fiscali avrebbero portato alla contestazione di componenti positivi di reddito non dichiarati per oltre 1,5 milioni di euro e di imposte evase per circa 660 mila euro.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, parte delle retribuzioni formalmente corrisposte ai lavoratori sarebbe stata successivamente restituita alla società, consentendo alla cooperativa di ottenere vantaggi economici e fiscali. Il sistema avrebbe coinvolto oltre 150 lavoratori, tra docenti e personale amministrativo.
Le verifiche avrebbero inoltre evidenziato presunte irregolarità nei rapporti di lavoro, tra cui la simulazione di attività di volontariato in sostituzione di regolari rapporti lavorativi, oltre alla presunta indebita percezione di contributi pubblici cofinanziati dall’Unione europea.
L’indagine trae origine dalle contestazioni mosse alla presidente del Consiglio di amministrazione Patrizia Ficicchia, alla quale erano stati contestati, tra gli altri, i reati di caporalato, estorsione e truffa. Sul reato di caporalato è successivamente intervenuta la Cassazione, che lo ha annullato con una motivazione relativa all’ambito di applicazione della fattispecie.
Sul versante fiscale, la Guardia di Finanza ha segnalato alla Procura l’amministratore della società per l’ipotesi di dichiarazione infedele e ha contestato alla cooperativa la responsabilità amministrativa degli enti. I finanzieri hanno inoltre avanzato una richiesta di sequestro preventivo per circa 105 mila euro.
La vicenda resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria e le contestazioni dovranno essere sottoposte agli ulteriori accertamenti previsti dalla legge.
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