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- Categoria: Nera e Giudiziaria
Strage pianificata a scuola: arrestato un 17enne nell’operazione “Hate”
Il minore diffondeva su Telegram manuali per armi ed esplosivi e progettava un attacco sul modello di Columbine. Indagini anche su altri minorenni collegati a un network neonazista.
Progettava una strage in una scuola, ispirandosi ai più noti attentati della cronaca internazionale. Un ragazzo di 17 anni, originario di Pescara ma domiciliato in provincia di Perugia,
è stato arrestato nella notte dai Carabinieri nell’ambito dell’operazione “Hate”. Il giovane è indagato per propaganda terroristica e istigazione a delinquere aggravata da motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.
Secondo quanto ricostruito dalla procura, il minorenne gestiva e diffondeva attraverso canali della piattaforma Telegram manuali dettagliati per la fabbricazione di armi da fuoco, anche tramite stampa 3D, oltre a istruzioni per la realizzazione di ordigni esplosivi. Tra questi figuravano indicazioni per produrre il Tatp (perossido di acetone), soprannominato “madre di Satana”, lo stesso esplosivo impiegato negli attentati di Attentati di Bruxelles del 2016 e negli Attentati di Parigi del 2015.
Nel materiale sequestrato dagli investigatori sono stati trovati anche documenti riguardanti sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, oltre a veri e propri vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali.
Le indagini hanno inoltre rivelato i contatti del giovane con i vertici di “Werwolf Division”, un gruppo attivo su Telegram di matrice neonazista e suprematista. All’interno di questo ambiente virtuale venivano esaltati attentatori come Brenton Tarrant e Anders Behring Breivik, indicati come figure da imitare.
Secondo gli inquirenti, il minorenne avrebbe pianificato un attacco in una scuola sul modello della strage della Columbine High School del 1999, con l’intenzione di togliersi la vita subito dopo l’azione.
L’operazione investigativa ha portato anche a una serie di perquisizioni domiciliari e informatiche nei confronti di altri sette minorenni nelle province di Teramo, Pescara, Bologna e Arezzo. I giovani risultano indagati per propaganda e istigazione a delinquere con finalità di discriminazione razziale e inseriti in un ecosistema virtuale transnazionale caratterizzato da ideologie neonaziste, accelerazioniste e suprematiste.
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