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- Categoria: Nera e Giudiziaria
Siracusa, nuovo atto intimidatorio al caseificio Borderi
Sos Sicilia: “Fare fronte comune e alzare il livello di attenzione contro le estorsioni”
Siracusa - “Sos Sicilia” esprime solidarietà alla famiglia Borderi, nuovamente colpita da un attentato intimidatorio che ha interessato sia la sede storica del caseificio
Borderi sia un nuovo locale in fase di apertura alla Marina di Ortigia. L’episodio viene definito dall’associazione come un ulteriore colpo all’economia sociale e produttiva della città, che impone una presa di coscienza collettiva e un rafforzamento del fronte civico contro il fenomeno estorsivo.
Il presidente Matteo Pezzino richiama la memoria del 10 gennaio 1991, quando Libero Grassi denunciò pubblicamente i propri estortori rompendo il muro di silenzio che circondava il racket. Un gesto rimasto isolato all’epoca, anche a causa dell’atteggiamento di parte del mondo imprenditoriale che minimizzò quelle denunce. Oggi, secondo Sos Sicilia, quanto sta accadendo a Siracusa non può essere tollerato e deve spingere istituzioni, associazioni e cittadini a percorrere strade comuni.
Nel solco di questo impegno, Sos Sicilia — insieme al Centro Studi Pio La Torre e all’associazione “Solidaria” — ha promosso una carta etica rivolta agli imprenditori, con l’obiettivo di non disperdere il patrimonio costruito dal movimento antiracket negli ultimi anni e rafforzare la rete di protezione sociale ed economica per chi denuncia.
«Non si può più rimanere in silenzio davanti a simili episodi — afferma Pezzino — serve un’assunzione collettiva di responsabilità e una risposta compatta a tutela di chi lavora onestamente».
«La carta etica rappresenta uno strumento concreto per dimostrare vicinanza agli imprenditori siciliani e rafforzare la cultura della legalità», conclude.
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