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- Categoria: Ricerca
Tumore al seno, nanoparticelle e immunoterapia per colpire le metastasi cerebrali
La ricerca australiana punta a superare la barriera che protegge il cervello,
trasportando i farmaci direttamente alle cellule tumorali. I risultati sono ancora
preclinici e serviranno ulteriori studi prima di un eventuale utilizzo sulle pazienti.
Una nuova strategia che combina nanotecnologie e immunoterapia potrebbe aprire nuove prospettive nel trattamento delle
metastasi cerebrali del tumore al seno. La ricerca, condotta da scienziati australiani, punta a superare uno dei principali ostacoli alle cure: la barriera emato-encefalica, che protegge il cervello ma limita anche l’accesso di molti farmaci. Il gruppo di ricerca ha sviluppato nanoparticelle progettate per trasportare i farmaci attraverso questa barriera e raggiungere le cellule tumorali nel tessuto cerebrale. Una volta arrivate a destinazione, potrebbero rilasciare sostanze capaci di riattivare le difese immunitarie contro il tumore.
L’obiettivo è rendere più efficace l’azione degli inibitori dei checkpoint immunitari, farmaci che aiutano il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule maligne. Il rilascio mirato potrebbe inoltre limitare l’esposizione degli altri tessuti ai farmaci, riducendo potenzialmente alcuni effetti collaterali. La ricerca coinvolge istituti australiani, tra cui l’Australian Institute for Bioengineering and Nanotechnology dell’Università del Queensland e il QIMR Berghofer Medical Research Institute. I risultati descritti sono promettenti, ma la sperimentazione è ancora in fase preclinica, condotta in laboratorio e su modelli animali. Prima di poter valutare l’efficacia e la sicurezza della strategia nelle pazienti, saranno quindi necessari studi clinici sull’uomo.
La tecnologia rappresenta una possibile strada per migliorare il trattamento delle metastasi cerebrali, ma non costituisce ancora una terapia disponibile.
Fonte: myPersonalTrainer
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