-
Palermo Half Marathon 2026, a Mondello due giorni dedicati a sport, salute e prevenzione
-
Regione Siciliana, il 21 ottobre confronto sul futuro dei dipendenti regionali
-
Automobilismo - Targa Florio Classica 2026, Palermo capitale dei motori storici
-
Riscaldamento, bollette in aumento: spesa media di 1.016 euro
-
Natale 2026, torna l’Accoglienza della Luciano Lama
-
Oasi di Troina, stipendi dimezzati: la protesta della CISL FP
-
Tumore al seno, nanoparticelle e immunoterapia per colpire le metastasi cerebrali
- Dettagli
- Categoria: Ricerca
Olfatto e salute del cervello, la ricerca di Cagliari punta alla diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative
L'olfatto potrebbe diventare una preziosa finestra sullo stato di salute del cervello. La difficoltà nel riconoscere e distinguere gli odori, infatti, non rappresenta soltanto un
cambiamento legato all'avanzare dell'età, ma potrebbe offrire indicazioni utili per individuare precocemente alcune alterazioni delle funzioni cognitive.
È questa la prospettiva al centro delle ricerche condotte all'Università di Cagliari dalla professoressa Carla Masala, docente del Dipartimento di Scienze Biomediche, impegnata nello studio delle relazioni tra sistemi sensoriali e processi di invecchiamento.
L'obiettivo degli studiosi è comprendere se le modificazioni della capacità olfattiva possano rappresentare un indicatore anticipato di condizioni di rischio cognitivo, consentendo di intercettare eventuali segnali prima della comparsa di manifestazioni cliniche più evidenti.
Con il passare degli anni, la sensibilità agli odori tende progressivamente a ridursi. Una trasformazione che la ricerca scientifica sta approfondendo anche in relazione alle malattie neurodegenerative, in particolare Alzheimer e Parkinson. La possibilità di individuare biomarcatori attraverso semplici test olfattivi potrebbe aprire nuove prospettive per la prevenzione e il monitoraggio delle alterazioni neurologiche.
Gli stessi ricercatori, tuttavia, sottolineano un aspetto importante: una diminuzione della capacità olfattiva non costituisce, da sola, una diagnosi di malattia neurodegenerativa. Si tratta di un possibile elemento da valutare nell'ambito di un quadro clinico più ampio.
Le indagini dell'ateneo cagliaritano coinvolgono anche il sistema gustativo, strettamente connesso alla percezione degli odori e alla capacità di riconoscere gli stimoli sensoriali. Un ulteriore ambito di approfondimento riguarda gli estratti naturali e gli oli essenziali, studiati in collaborazione con Antonella Rosa per comprenderne le possibili interazioni con la stimolazione olfattiva e le funzioni cerebrali.
Una ricerca che amplia il campo degli studi sull'invecchiamento e apre nuove possibilità per comprendere come i cambiamenti dei sensi possano fornire informazioni sul benessere neurologico, contribuendo allo sviluppo di strumenti di valutazione sempre più precoci e accessibili.
Ricerca - Potrebbe interessarti anche...
Tumore al seno, nanoparticelle e immunoterapia per colpire le metastasi cerebrali
Giovedì, 15 Ottobre 2026 13:45La ricerca australiana punta a superare la barriera che protegge il cervello, trasportando i farmaci direttamente alle cellule tumorali. I risultati sono ancora preclinici e serviranno ulteriori...
Ricerca biomedica, la Sicilia punta sull’innovazione: 20 milioni per Ismett
Lunedì, 12 Ottobre 2026 19:20Vertice alla Regione con Tamajo per accelerare gli investimenti, sviluppare il Polo biomedico di Carini e rafforzare la sinergia tra ricerca scientifica e imprese La Sicilia punta a rafforzare il...
Olfatto e salute del cervello, la ricerca di Cagliari punta alla diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative
Domenica, 04 Ottobre 2026 09:48La capacità di riconoscere e distinguere gli odori potrebbe rappresentare un indicatore delle alterazioni cognitive legate all'invecchiamento. Gli studi dell'Università di Cagliari esplorano il...
SLA, dal recettore GPR17 una nuova strategia per proteggere mielina e motoneuroni
Giovedì, 24 Settembre 2026 14:01Uno studio coordinato dall’Università degli Studi di Milano apre nuove prospettive terapeutiche e conferma l’importanza della medicina di genere. Un nuovo studio pubblicato su Pharmacological...

