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- Categoria: Sanità
Infermieri dall’estero, AMSI-UMEM: «Serve una regia nazionale»
Il Veneto avvia un progetto di reclutamento in Argentina e Brasile.
Foad e Nadir Aodi chiedono formazione, integrazione e percorsi
professionali stabili per affrontare la carenza di personale sanitario.
Il Veneto punta sul reclutamento internazionale per rispondere alla carenza di infermieri, avviando una sperimentazione che coinvolgerà professionisti provenienti dall’Argentina e dal Brasile
meridionale, con il coordinamento dell’Ulss 1 Dolomiti e la collaborazione di università e istituzioni.
L’iniziativa prevede verifica delle competenze, formazione linguistica, tutoraggio e supporto abitativo. Un modello che, secondo AMSI, UMEM e Uniti per Unire, deve essere accompagnato da una strategia nazionale condivisa.
«Non possiamo continuare con venti strategie regionali differenti», dichiarano Foad Aodi e Nadir Aodi, richiamando la necessità di coordinare fabbisogni, università, Ordini professionali e istituzioni, garantendo condizioni di lavoro adeguate e percorsi d’integrazione qualificati.
Secondo le elaborazioni AMSI-UMEM aggiornate al 30 settembre 2026, in Italia operano oltre 135mila professionisti sanitari di origine internazionale. Dal 2024 le richieste regionali avrebbero raggiunto circa 15.300 unità, tra medici, infermieri e professionisti dell’area riabilitativa e tecnica.
La rete associativa richiama inoltre il protocollo triennale siglato il 15 maggio 2026 con la FNOPI, che punta su reclutamento etico, verifica dei titoli, conoscenza della lingua italiana e sicurezza delle cure. Secondo le stime dell’associazione, dal 2023 a gennaio 2026 il contributo dei professionisti internazionali avrebbe consentito di mantenere operativi oltre 5.700 reparti e servizi sanitari.
AMSI-UMEM sollecita anche il Governo a chiarire il futuro dei professionisti interessati dalle disposizioni dell’articolo 13 del Decreto Cura Italia, chiedendo soluzioni stabili prima della scadenza delle norme.
«La sanità italiana deve programmare, non rincorrere continuamente le carenze», concludono Aodi, indicando come priorità la valorizzazione del personale già presente, la formazione dei giovani e l’integrazione responsabile dei professionisti provenienti dall’estero.
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