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Variazioni di bilancio, stralciate 50 norme per 136 milioni. A rischio misure per giovani, imprese e territori
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Variazioni di bilancio, stralciate 50 norme per 136 milioni. A rischio misure per giovani, imprese e territori
Dopo l’intesa all’Ars per salvaguardare gli aiuti ai settori produttivi, restano fuori numerosi interventi contro lo spopolamento, a sostegno dell’occupazione e del diritto allo studio. La Cisl Sicilia richiama la politica alle priorità sociali ed economiche dell’Isola.
Circa 50 norme stralciate e 136 milioni di euro di interventi cancellati dalla manovra, con la prospettiva di un eventuale recupero nella prossima legge di stabilità. È il prezzo del
compromesso raggiunto all’Assemblea regionale siciliana per concentrare le risorse sugli aiuti ad agricoltura, marinerie e autotrasporto.
L’accordo consente di proseguire l’esame delle variazioni di bilancio, ma apre interrogativi sulle misure rimaste fuori dal provvedimento, alcune delle quali rivolte ai giovani, alle imprese e ai piccoli comuni.
Tra gli interventi stralciati figurano il fondo contro lo spopolamento, con una riserva del 40% per i comuni sotto i 3.000 abitanti, il contributo da 500 mila euro per le nuove imprese agricole giovanili e femminili e gli incentivi alle aziende che assumono under 30 o disoccupati di lunga durata.
Fuori dalla manovra anche il reddito di merito, che prevedeva un contributo di 400 euro per l’acquisto di libri destinato agli universitari con risultati accademici elevati, e i finanziamenti straordinari per le indennità dei tirocini curriculari.
La revisione ha coinvolto anche interventi per i territori, la sicurezza e il patrimonio culturale. Tra le misure eliminate figurano risorse per la videosorveglianza dei viadotti, la regolarizzazione catastale del demanio forestale, la riqualificazione delle tonnare storiche e iniziative di valorizzazione dei beni culturali. Stralciata inoltre la proposta turistica della Via dei Normanni, legata alle relazioni con la Normandia.
Il confronto politico ha riportato al centro la questione delle cosiddette norme-mancia e della selezione delle priorità nella spesa pubblica. La necessità di concentrare le risorse sugli interventi produttivi si confronta così con il rischio di rinviare misure che avrebbero potuto sostenere giovani, famiglie e comunità locali.
A richiamare il governo regionale e il Parlamento siciliano a una maggiore attenzione all’interesse generale è la Cisl Sicilia. In una lettera aperta, il segretario generale Leonardo La Piana invita a utilizzare l’ultimo scorcio della legislatura per affrontare le questioni decisive per il futuro dell’Isola, evitando che l’attività istituzionale sia condizionata dalle contrapposizioni politiche e dalla prospettiva elettorale.
Il sindacato richiama le difficoltà economiche e sociali delle famiglie, aggravate dal costo della vita e dalla rinuncia, per una parte della popolazione, a visite e accertamenti sanitari. Le priorità indicate comprendono lavoro stabile e di qualità, sanità, welfare, scuola, formazione, occupazione giovanile e femminile, tutela del territorio e dell’acqua, infrastrutture e sostegno alle imprese.
La Cisl sottolinea anche l’importanza della trasparenza e del corretto utilizzo delle risorse pubbliche, soprattutto in una fase segnata da inchieste giudiziarie che alimentano il disorientamento nella società.
La partita, dunque, non si esaurisce nell’intesa raggiunta all’Ars. Resta da capire quali interventi potranno essere recuperati con la prossima legge di stabilità e con quali coperture finanziarie. Per la Sicilia, la sfida è trasformare le risorse disponibili in opportunità concrete, evitando che le misure rivolte alle nuove generazioni e ai territori più fragili restino ancora una volta soltanto sulla carta.
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