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- Categoria: Terzo Settore
Tania Bocchino, una vita di battaglie per il diritto all’indipendenza
La giornalista rivarolese, scomparsa il 25 settembre, aveva trasformato la propria esperienza
in una battaglia per l’autonomia, il lavoro e la dignità delle persone con disabilità
Un grave lutto ha colpito il mondo del giornalismo per la perdita di Tania Bocchino , venuta a mancare lo scorso 25 settembre.
Nata a Rivarolo Canavese, Torino, affetta da Atrofia Muscolare Spinale di tipo II, che negli anni aveva progressivamente limitato quasi ogni suo movimento. Un patologia che di certo non le aveva fatto
perdere la sua voglia di vivere.
Tania non accettava la compassione da parte di nessuno. Voleva essere ascoltata -e Tania aveva tanto da comunicare agli altri-, voleva vivere e decidere della sua vita. Una voglia di vivere e un senso di libertà per una vita indipendente, tema molto attuale, ma che ancora non trova piena attuazione in molte persone con disabilità.
Una vita indipendente , ma che allo stesso tempo, richiede assistenza qualificata, tutti i giorni e a tempo pieno, ma in questo modo dove sta la vita indipendente?
Un tipo di assistenza che comportava dei costi non indifferenti, e per questa Tania riesce ad ottenere dei finanziamenti che gli permisero di ricoprire le spese di due contratti da 40 ore settimanali e parte di un terzo rapporto di lavoro. Ma non bastavano per coprire l'intera giornata, soprattutto le notti e i fini settimana e contributi previdenziali finiva per pagarli lei stessa e così promosse una raccolta fondi grazie alla quale raggiunse il suo obbiettivo in meno di una settimana.
La scelta di Tania porta a una riflessione, se la giornalista rivarolese è riuscita ad raccogliere fonti per la sua assistenza notturna, perché alcune realtà portate avanti da persone diversamente abili, -e per il bene non solo di una singola persone ma di più persone- non riescono a trovare un sostegno del genere e di ambio raggio.
Affinché una persona con disabilità raggiunga il suo obbiettivo di vita indipendente è importante anche il suo inserimento lavorativo, anche attraverso delle cooperative sociali
Si parla molto di vita indipendente, di Dopo di Noi all’interno della nostra comunità ma dovrebbe essere anche previsto il loro inserimento lavorativo per una vera vita indipendente a 360 gradi.
Andrea Fornaia
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