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- Categoria: Solidarietà
Niscemi, l’appello del vescovo Gisana: «Destiamo le nostre coscienze»
Dopo la frana che ha devastato la zona sud della città, il vescovo di Piazza Armerina richiama la comunità alla solidarietà verso le famiglie rimaste senza casa
Un invito a non dimenticare chi, dopo la drammatica frana dello scorso gennaio, si è ritrovato senza una casa e con il futuro ancora segnato dall’emergenza. È questo il cuore della lettera aperta
rivolta alla comunità di Niscemi dal vescovo di Piazza Armerina, mons. Rosario Gisana, dal titolo “Destiamo le nostre coscienze”.
Il cedimento del terreno che ha interessato la parte meridionale del centro abitato ha provocato la distruzione di numerosi edifici e costretto oltre 1.600 persone a lasciare le proprie abitazioni. Una situazione che ha portato anche alla delimitazione di una zona rossa e che, a distanza di mesi, continua a rappresentare una ferita profonda per la comunità.
Mons. Gisana richiama l'attenzione sulla necessità di mantenere alta la solidarietà nei confronti delle famiglie coinvolte. L'esperienza vissuta, sottolinea il vescovo, non può essere lasciata alle spalle né trasformarsi in un'emergenza dimenticata una volta superata la fase più drammatica.
Accanto alle promesse e agli impegni assunti nei mesi scorsi, il vescovo sottolinea l'importanza di una solidarietà concreta, capace di rispondere ai bisogni quotidiani di chi ha perso la propria abitazione. Un sostegno che, nella sua prospettiva, rappresenta anche una concreta espressione della fede e dell'attenzione verso il prossimo.
Tra le proposte contenute nella lettera c'è un appello rivolto ai proprietari di terreni edificabili e di immobili non utilizzati. In considerazione dell'emergenza abitativa, Gisana invita chi ne ha la possibilità a valutare la vendita o la concessione in affitto delle proprietà a condizioni accessibili, evitando che una situazione di necessità possa trasformarsi in un'occasione per aumentare i prezzi.
Per il vescovo, un simile gesto avrebbe un valore che va oltre la semplice disponibilità di un immobile: sarebbe una testimonianza concreta di solidarietà cristiana e di partecipazione alle difficoltà di una parte della città.
I bisogni delle famiglie colpite dalla frana sono diversi e, in molti casi, vengono affrontati grazie all'aiuto di parenti e amici. Ma, secondo mons. Gisana, è necessario che l'intera comunità faccia la propria parte, trasformando la vicinanza in azioni concrete.
Nella lettera emerge anche un richiamo al senso di appartenenza alla città. Essere cittadini di Niscemi, sottolinea il vescovo, significa dimostrare attraverso comportamenti e scelte quotidiane attenzione verso i propri concittadini, soprattutto quando attraversano una condizione di particolare difficoltà.
L'appello finale è dunque rivolto alla coscienza di ciascuno: mettere temporaneamente da parte gli interessi personali per venire incontro a chi ha bisogno. Un gesto che, nella visione del vescovo, potrebbe diventare un segnale forte per l'intera comunità e contribuire a fare di Niscemi una città capace di testimoniare concretamente, attraverso le opere, i valori della solidarietà e della fraternità.
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