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- Categoria: Sindacale
Rischio sismico in Sicilia, la Fillea Cgil chiede una legge speciale: «La sicurezza prima della rendita»
Pistorio: il 92,35% degli edifici scolastici ricade in zone a pericolosità sismica alta o medio-alta e il 77% è privo del certificato di agibilità. Chiesto un piano straordinario con verifiche, fondi pluriennali e tempi certi.
Una legge speciale per la prevenzione sismica in Sicilia, con risorse adeguate, controlli rigorosi e interventi prioritari su scuole, ospedali e abitazioni. È la richiesta di Giovanni
Pistorio, segretario generale della Fillea Cgil Sicilia, che sollecita Governo nazionale e Regione a varare un piano straordinario per ridurre la vulnerabilità del patrimonio edilizio e superare i ritardi accumulati negli anni.
A rendere urgente l’intervento sono soprattutto i dati sugli edifici scolastici: il 92,35% delle strutture censite si trova nelle zone sismiche 1 e 2, caratterizzate da pericolosità alta o medio-alta, mentre il 77% risulta privo del certificato di agibilità. Numeri che, secondo il sindacato, impongono verifiche sistematiche, una mappatura degli edifici a rischio e un programma di messa in sicurezza con scadenze definite.
Pistorio denuncia una cultura urbanistica che, in passato, avrebbe subordinato la sicurezza agli interessi immobiliari. Il caso di Catania è emblematico: la classificazione sismica della città risale al 1981, quando gran parte del patrimonio edilizio era già stata realizzata senza le successive prescrizioni antisismiche. Una situazione che rende indispensabile verificare le condizioni di edifici, quartieri densamente popolati e strutture pubbliche, evitando di privilegiare nuove costruzioni rispetto al recupero di quelle esistenti.
I terremoti del 1169, del 1693 e del 1908 ricordano quanto la Sicilia sia esposta a eventi devastanti. Eppure, secondo la Fillea Cgil, la prevenzione non è stata sviluppata in misura adeguata alla pericolosità del territorio e alla vulnerabilità di numerosi fabbricati.
La proposta del sindacato prevede il censimento della vulnerabilità sismica, finanziamenti pluriennali, priorità assoluta per scuole e ospedali, tempi certi per i lavori e contributi alle famiglie per mettere in sicurezza case e condomìni. A queste misure dovrebbero affiancarsi procedure più snelle e controlli stringenti, per garantire che la protezione degli edifici non dipenda esclusivamente dalle disponibilità economiche dei proprietari.
La riqualificazione antisismica, sottolinea infine Pistorio, deve diventare anche un’occasione per creare occupazione stabile e qualificata, attraverso imprese regolari, rispetto dei contratti e contrasto al lavoro nero. L’obiettivo è investire nella sicurezza collettiva, evitando che le risorse destinate alla prevenzione alimentino nuove speculazioni edilizie.
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