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- Categoria: Beni Culturali
Noto, il Barocco siciliano tra arte, storia e musei
Un imponente arco in pietra introduce alla via principale di Noto, capitale del Barocco siciliano. Gli edifici più rappresentativi, realizzati nella caratteristica pietra color miele, si
dispongono come quinte scenografiche lungo il percorso urbano, offrendo già da lontano una visione d’insieme di straordinario impatto visivo.
Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, la città si adagia con elegante maestosità su una collina, regalando scorci panoramici mozzafiato sulla campagna circostante. Il patrimonio monumentale è particolarmente ricco e comprende numerosi edifici religiosi: dalla monumentale Cattedrale, restaurata dopo il crollo del 1996, con l’ampia facciata che domina una scenografica scalinata, alle chiese di Santa Chiara, San Carlo e San Domenico, fino al complesso formato dalla chiesa di San Francesco all’Immacolata e dalla basilica del Santissimo Salvatore, affiancate dall’antico convento.
Proprio nel Complesso monumentale del Santissimo Salvatore, capolavoro dell’architetto Rosario Gagliardi, ha sede il MuCiAN – Museo Civico Archeologico di Noto, riaperto nel 2021 dopo trentacinque anni di chiusura. Il museo racconta la storia del territorio dalla preistoria all’età bizantina, con una sezione dedicata a Noto Antica, distrutta dal devastante terremoto del 1693. In esposizione si trovano numerosi reperti recuperati nel sito della città originaria, oggi visitabile sulla vetta del Monte Alveria, a circa 14 chilometri dall’attuale centro abitato.
Con il MuCiAN, Noto consolida il proprio ruolo di polo culturale grazie a una rete museale articolata e di grande valore storico e artistico. Il sistema comprende il Museo Civico Archeologico, il Museo Civico – Sezione Medievale (attualmente in fase di ristrutturazione), il Complesso Museale del Barocco e il Museo del Mare di Calabernardo (al momento chiuso al pubblico), offrendo ai visitatori un percorso attraverso le diverse epoche che hanno plasmato l’identità del territorio.
Lo spazio museale del MuCiAN si sviluppa su due livelli privi di barriere architettoniche e ospita dieci sale espositive con centinaia di reperti, dall’età preistorica al periodo medievale. Dopo lunghi lavori di restauro, il museo ha ritrovato nuova vita negli ambienti al piano terra dell’ex Monastero delle Benedettine, nel centro storico lungo Corso Vittorio Emanuele.
Accanto ad esso, il Museo Civico – Sezione Medievale, ospitato nel Monastero di Santa Chiara, conserva materiali provenienti da Noto Antica: elementi architettonici, armi, stemmi nobiliari e oggetti di uso quotidiano. L’impiego di moderne tecnologie multimediali consente inoltre una ricostruzione virtuale della città medievale, rendendo la visita particolarmente immersiva.
Il Complesso Museale del Barocco, allestito nell’ex convento di Sant’Antonio da Padova, è invece dedicato alla stagione artistica e architettonica che ha reso Noto celebre nel mondo. Le esposizioni raccontano il contributo delle famiglie nobiliari, degli architetti e degli artisti protagonisti della rinascita cittadina dopo il sisma, valorizzando il patrimonio barocco riconosciuto dall’UNESCO.
Completa l’offerta culturale il Museo del Mare di Calabernardo, ospitato nell’antica caserma della Guardia di Finanza. Il percorso espositivo è dedicato alla storia marittima della costa netina, alle tradizioni della pesca, alle antiche rotte commerciali mediterranee e alla lavorazione del pesce, con un approfondimento sullo sbarco alleato del 10 luglio 1943, evento di grande rilevanza storica per il territorio.
Il sindaco di Noto, Corrado Figura, sottolinea il valore della collaborazione tra istituzioni culturali e amministrazioni locali: “La rete dei musei di Anci Sicilia rappresenta una grande occasione per mettere in comunicazione tutte le bellezze culturali che il nostro territorio offre, facendo conoscere in maniera univoca la Sicilia dal punto di vista di tradizioni, cultura e valorizzazione del territorio. Riteniamo che la collaborazione e il coordinamento attraverso l’Anci Sicilia continui ad essere una grande opportunità di sviluppo a livello turistico e culturale”.
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