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- Categoria: Beni Culturali
Beni Culturali - Il castello di Garsiliato tra i campi di grano
Venite:vi raccontiamo di un luogo dimenticato, lungo strade antiche, cullato dai voli dei corvi reali. Le strade: sono come i fiumi, sempre uguali ma ogni istante diversi. E in balia della
Storia. E' la storia che le crea e le distrugge, le esalta e le getta nell'oblio. E con esse, le terre. Ecco, il castello di Garsiliato è capitato lì: in una terra brulicante di vita, merci, uomini e carri, stazioni di posta, brame di possesso. E amori perduti. Un castello feudale, forte e aggrappato ad una roccia trasparente, miriadi di gemme cristalline, lame di gesso: echi di un'era geologica senza mare, quando le acque del Mare nostrum evaporarono al sole.
Occhieggia il castello di Garsiliato tra i campi di grano, verdi come in Irlanda in primavera. E ancora tenacemente sorveglia le proprie terre e le storie che furono: un castello non si arrende mai. Era sorto, piccolo presidio militare in terre romane, lungo la via da Agrigento a Catania, carica di grano e di civiltà remote. Aveva poi aperto al cielo i cortili e le proprie torri, come petali di pietra. L'antica ARX SALIATUM (la rocca dei sacerdoti Salii, con il tempietto di Ercole e l'abitato stretto al fortilizio) era diventata un maniero svettante e orgoglioso. Siamo nel Medioevo, quando le lotte e le rivolte per il sistema feudale lasciavano qua e là il passo alle scorribande romantiche di Federico II di Svevia che qui incontrava uno dei suoi amori, Bianca Lanza.
Federico, ben consapevole della strategicità della Sicilia interna, a metà del 1200 lo farà restaurare e lo iscriverà nella lista dei castelli demaniali. Non male per una fortezza già citata da Idrisi nel 1150 e subito dopo caduto in rovina sotto i colpi delle truppe di Guglielmo I, che non gli perdona la ribellione del castellano Bartolomeo. Il suo ruolo da sempre era sorvegliare la vallata del fiume Gela, duplice via di penetrazione. Il salone due-trecentesco, ancora ben visibile ai temerari che osano arrampicarsi sulla rocca, con le sue eleganti architetture e le mensole leggiadre un tempo a sostegno di ampie volte a crociera nervate dai costoloni, ci parla di feste sontuose e riunioni tattiche, cibo musica e lusso al servizio di strategie, alleanze e tradimenti.
Sembra di vederli, i soldati di guardia in tutte le quattro direzioni, gli improvvisi fuochi notturni sulle torri, segnale di pericolo per i castelli lontani, le rapide sortite dall'altura verso le vallate, cavalli al galoppo lungo le ripide discese, e le notti: le lunghe notti buie, quando mura e torri erano ombra minacciosa e rassicurante. E il vento: lo stesso che oggi sferza le rovine senza piegarle. Crollano, sì; ogni giorno di più, pietra dopo pietra, il castello di Garsiliato scivola nella sua valle.
Ma, fiero, non si arrende. Mai.
Marcella Gianfranceschi
BOX:
Il castello di Garsiliato (o Grassuliato) si trova nel territorio di Mazzarino (CL), in località Castellazzo. E' proprietà del Comune di Mazzarino.
Le precarie condizioni ne sconsigliano la visita all'interno.
Un sentiero di facile percorribilità consente di avvicinarsi alle mura.
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