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Categoria: Redazionale
22 Settembre 2026

Regionali - Crisafulli : «Per vincere bisogna andare oltre il Campo Largo»

Il sindaco di Enna rompe gli schemi alla Festa dell’Unità e pone una domanda destinata
a riaprire l’intero confronto sulle Regionali: per vincere basta sommare le forze
del centrosinistra o occorre andare oltre il suo perimetro storico?

 

Che cosa significa davvero “andare oltre il Campo Largo”?

È questa la domanda che arriva da Villarosa dopo l'intervento di Mirello Crisafulli alla Festa dell'Unità. Una frase che, pronunciata davanti a Cateno De Luca e alla giornalista Raifeswta unità villarosa Lidia Tilotta, ha trasformato un confronto politico in una riflessione più ampia sulla costruzione della coalizione che potrebbe presentarsi alle prossime elezioni regionali.

La risposta di Crisafulli è netta e non lascia molto spazio alle interpretazioni: «Bisogna avere il coraggio di andare oltre il centrosinistra storico. Cosa significa? Che Cateno De Luca deve essere candidato a presidente della Regione Siciliana». Una proposta che, nelle ore successive, è stata ripresa da diverse testate regionali e sulla quale lo stesso De Luca ha dichiarato di essere pronto a raccogliere la sfida.

Ma perché proprio De Luca?

Qui sta il cuore del ragionamento di Crisafulli. Il problema, nella sua lettura, non sarebbe soltanto costruire una coalizione numericamente più ampia, ma raggiungere elettori che oggi non appartengono al centrosinistra.

«È l'unico che può portare voti che non sono del centrosinistra», sostiene il sindaco di Enna. E aggiunge il passaggio decisivo: se quei voti venissero sommati a quelli già presenti nell'area progressista, «facciamo una somma tale» da mettere la coalizione nelle condizioni di competere per la vittoria.

Dunque, andare oltre il Campo Largo significa, nella visione di Crisafulli, non limitarsi alla somma dei partiti già collocati nel centrosinistra. Significa cercare consenso anche fuori da quel recinto politico.

Ma c'è un secondo interrogativo: chi deve decidere questa apertura?

Anche qui Crisafulli non usa mezze parole. Contesta il meccanismo attraverso il quale qualcuno possa stabilire preventivamente chi sia legittimato a partecipare e chi invece debba restare fuori. «Nessuno si può permettere» di stabilire «chi è titolato e chi no», afferma.

E se il confronto dovesse essere affidato alle primarie?

Crisafulli non le esclude. Al contrario, le indica come possibile soluzione qualora non si arrivasse a una scelta condivisa. Ma introduce anche la propria candidatura: «Se qualcuno pensa di escludere qualche candidato alle primarie per restare solo, questo qualcuno deve sapere che l'onorevole Crisafulli è candidato a presidente della Regione Siciliana. Mi candido alle primarie e poi vediamo chi vince».

È un passaggio che sposta ulteriormente il significato dell'intervento di Villarosa. Non c'è soltanto la proposta di De Luca, ma la rivendicazione di un metodo: nessuna candidatura dovrebbe essere considerata acquisita prima del confronto.

Ma che cosa c'entra Enna con la partita regionale?

Per Crisafulli c'entra molto. Il sindaco richiama infatti il risultato ottenuto alle amministrative ennesi e lo interpreta come dimostrazione della possibilità di costruire una proposta politica autonoma rispetto agli schemi nazionali.

«Noi a Enna abbiamo avuto la voglia di essere autonomi, di decidere sulla nostra pelle le cose che ritenevamo giuste da portare avanti nel nostro territorio», afferma.

Da qui il richiamo alla sua storia politica e alla tradizione autonomista siciliana. E proprio l'autonomia diventa il secondo pilastro del ragionamento.

Andare oltre il Campo Largo significa quindi anche andare oltre gli schemi dettati dai partiti nazionali?

La risposta di Crisafulli sembra essere sì. Il suo ragionamento parte dai Comuni e arriva alla Regione: più risorse e più funzioni agli enti locali, maggiore capacità decisionale per i territori e un'attenzione particolare alle aree interne.

«Decentrare ai Comuni metà delle risorse della Regione» è la proposta formulata dal sindaco di Enna, accompagnata dall'idea di attribuire alle aree interne una quota maggiore di risorse rispetto alle grandi aree urbane e costiere.

La ragione è politica ma anche amministrativa: una classe dirigente si misura sulla capacità di utilizzare le risorse, non semplicemente sulla capacità di conservarle.

«Se i soldi non li spendi per fare bene la tua comunità, hai fallito totalmente nella tua Regione», afferma Crisafulli.

E quale Sicilia immagina questa proposta?

Anche su questo il discorso di Villarosa va oltre la semplice alleanza elettorale. Crisafulli lega il futuro della Regione alla capacità di costruire infrastrutture, attrarre investimenti e rafforzare i collegamenti.

Tra le proposte c'è quella di un aeroporto intercontinentale nell'area interna della Sicilia, pensato come infrastruttura strategica per ampliare i collegamenti dell'Isola e servire più province.

È la stessa logica territoriale che attraversa tutto il suo intervento: spostare il baricentro delle decisioni dalla Regione ai territori e utilizzare le infrastrutture come strumento di sviluppo.

Perché allora De Luca?

È probabilmente la domanda destinata a rimanere più a lungo al centro del dibattito.

Crisafulli non sostiene che De Luca rappresenti semplicemente il centrosinistra. Dice qualcosa di diverso: proprio perché non è facilmente riconducibile al centrosinistra tradizionale, potrebbe consentire alla coalizione di raggiungere un elettorato che altrimenti rimarrebbe fuori.

È qui che il concetto di “oltre il Campo Largo” assume il suo significato più preciso.

Non una coalizione semplicemente più grande, ma una coalizione costruita su un perimetro diverso. Non soltanto partiti, ma amministratori. Non soltanto appartenenze nazionali, ma territori. Non soltanto elettori già acquisiti, ma consenso da cercare anche fuori dal tradizionale bacino del centrosinistra.

Una prospettiva che trova un elemento di continuità nelle parole pronunciate dallo stesso De Luca dopo l'endorsement di Crisafulli. Il leader di Sud chiama Nord ha parlato di un «patto tra amministratori di territorio» per superare gli steccati ideologici e i condizionamenti dei partiti nazionali.

Resta però una domanda politica fondamentale: questa formula può trasformarsi in una coalizione reale?

Al momento la risposta non c'è. Ci sono una proposta, una disponibilità di De Luca, posizioni differenti all'interno del centrosinistra e un confronto ancora aperto. La candidatura di De Luca, infatti, non risulta essere una decisione formalmente assunta dall'intera coalizione.

Ma proprio per questo l'intervento di Villarosa potrebbe avere un significato che va oltre il nome del candidato.

Crisafulli ha messo sul tavolo una questione precisa: per le prossime Regionali, il centrosinistra siciliano deve limitarsi a sommare ciò che già rappresenta oppure deve avere il coraggio di cercare consenso anche fuori dai propri confini?

La sua risposta, a Villarosa, è stata inequivocabile.

«Bisogna avere il coraggio di andare oltre il centrosinistra storico».

E, nella sua visione, quel “oltre” oggi ha un nome preciso: Cateno De Luca.

Massimo Castagna

  • Crisafulli, DeLuca, Villarosa, Regionali, Sicilia, Enna, Autonomia
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