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- Categoria: Sindacale
Trasporto scolastico, disagi per gli studenti della Valle dell’Alcantara: la FAISA CISAL chiede interventi
Ritardi, autobus insufficienti e corse scoperte alle 15. La sigla sindacale
sollecita Regione, Interbus e istituti scolastici di Giarre:
«A pagare non possono essere sempre gli studenti e le famiglie».
La situazione del trasporto pubblico per gli studenti della Valle dell’Alcantara torna al centro delle denunce della FAISA CISAL Sicilia. Numerosi ragazzi provenienti
dai Comuni del comprensorio e diretti agli istituti scolastici di Giarre continuano a fare i conti con ritardi, autobus insufficienti e collegamenti inadeguati.
A segnalare le criticità è Salvatore Crisafulli, Coordinatore regionale Autolinee private della FAISA CISAL Sicilia, che denuncia tempi di percorrenza non compatibili con le condizioni della viabilità e ritardi ormai sistematici.
Una situazione che rischia di avere conseguenze anche sul percorso scolastico, considerato che alcuni istituti conteggiano i ritardi come ore di assenza, penalizzando studenti che non hanno responsabilità.
Un altro problema riguarda la capienza dei mezzi e l'assenza di collegamenti nella fascia delle 15, orario nel quale diversi istituti organizzano attività didattiche e progetti.
«Gli studenti pagano regolarmente l'abbonamento, ma al termine delle lezioni non hanno un autobus per tornare a casa, costringendo le famiglie a sostenere ulteriori spese», sottolinea Crisafulli. Particolarmente difficile la situazione per chi proviene dalla Valle dell'Alcantara, dove il treno non costituisce un'alternativa efficace, fermandosi a Giardini Naxos.
La FAISA CISAL ha formalmente interessato l'Assessorato regionale dei Trasporti, Interbus e i dirigenti scolastici degli istituti di Giarre, chiedendo la revisione dei tempi di percorrenza, il potenziamento delle corse e una programmazione adeguata agli orari delle lezioni.
«Non possiamo parlare di diritto allo studio se non garantiamo agli studenti la possibilità di arrivare puntualmente a scuola e tornare a casa. Dopo tante segnalazioni servono risposte concrete», conclude Crisafulli.
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