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- Categoria: Sanità
Sanità e nuove tariffe UAP lancia lallarme per il 9 settembre
A Roma la conferenza nazionale sulle tariffe della specialistica e dell’assistenza protesica, tra sostenibilità dei servizi e tutela dei cittadini
Il futuro della sanità pubblica e privata accreditata sarà al centro della conferenza stampa nazionale organizzata da UAP – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità
Privata, in programma il 9 settembre alle 11 a Roma, presso il CEOforLIFE Clubhouse di piazza di Monte Citorio 116.
L’iniziativa nasce dal confronto sulla nuova versione del decreto riguardante le tariffe della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica e vedrà la partecipazione delle principali associazioni aderenti a UAP. Tra i presenti anche il professor Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico, componente del Consiglio direttivo UAP e impegnato da anni sui temi della sanità internazionale.
Aodi porterà all’appuntamento il sostegno di AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, UMEM – Unione Medica Euromediterranea, CO-MAI, AISCNEWS, CISC_NETWORK e Movimento Internazionale Uniti per Unire, oltre alle proposte contenute nel Manifesto internazionale e interculturale “Unione per l’Italia”.
Secondo Aodi, il nodo delle tariffe riguarda direttamente la capacità dell’intero Servizio sanitario nazionale di garantire prestazioni accessibili e tempestive. Il privato accreditato, sottolinea, non deve essere considerato alternativo al pubblico, ma parte integrante della rete sanitaria che assicura quotidianamente visite, diagnosi, riabilitazione e assistenza a milioni di persone.
Una remunerazione non adeguata ai costi effettivi delle prestazioni, secondo le associazioni, può infatti costringere le strutture a ridimensionare l’attività, rinviare gli investimenti o intervenire sull’organizzazione dei servizi e del personale. Le conseguenze potrebbero poi ricadere sul sistema pubblico, con un aumento della domanda, delle liste d’attesa e delle difficoltà di accesso alle cure, soprattutto per anziani, malati cronici e persone fragili.
Aodi richiama inoltre i dati di un’indagine AMSI-UMEM-Uniti per Unire, aggiornata al 31 dicembre 2025, secondo la quale sarebbero oltre un milione i professionisti coinvolti complessivamente nella sanità privata accreditata e pura, nel settore socio-sanitario e nell’assistenza strutturata.
Nello specifico, negli ospedali privati accreditati opererebbero circa 95 mila professionisti, mentre nei servizi socio-sanitari residenziali gli addetti sarebbero oltre 373 mila e nell’area socio-sanitaria del Terzo Settore circa 570 mila dipendenti. Numeri che, pur considerando possibili sovrapposizioni tra i diversi comparti, evidenziano secondo Aodi il peso della componente privata nell’organizzazione complessiva dell’assistenza.
Al centro della conferenza del 9 settembre ci sarà anche il nuovo sistema tariffario. UAP intende presentare dati, criticità e proposte, chiedendo maggiore trasparenza sui criteri utilizzati per determinare il valore delle singole prestazioni.
Il precedente decreto del 25 novembre 2024 era stato annullato dal TAR del Lazio per carenze relative all’istruttoria e al metodo adottato. L’associazione chiede quindi che il nuovo provvedimento sia fondato su dati verificabili e su un’analisi puntuale dei costi effettivamente sostenuti dalle strutture.
La questione riguarda direttamente l’equilibrio tra domanda e offerta sanitaria. Secondo UAP, il privato accreditato assorbe una quota significativa della domanda del Servizio sanitario nazionale e contribuisce in maniera rilevante a garantire ricoveri, lungodegenza, riabilitazione, diagnostica e specialistica.
L’associazione porta come esempio anche quanto avvenuto a Messina, dove la sospensione estiva dell’attività di alcuni laboratori privati avrebbe trasferito una parte della domanda verso le strutture pubbliche, determinando file e disagi.
Per UAP, il problema delle tariffe va quindi affrontato valutando il costo reale di ogni singola prestazione. Una media riferita a un insieme di esami, viene sottolineato, potrebbe infatti nascondere situazioni nelle quali alcune prestazioni risultano sottoremunerate e altre sovraremunerate.
“Una media non è una prestazione” è il principio ribadito dall’associazione, che chiede di conoscere con precisione quanto costa ogni singolo servizio e sulla base di quali criteri venga stabilita la relativa tariffa.
La presidente UAP Mariastella Giorlandino chiede infine che, dopo l’annullamento del precedente decreto, la nuova istruttoria garantisca criteri trasparenti e verificabili. L’obiettivo della conferenza sarà quindi mettere a confronto dati e proposte per evitare che eventuali errori nella determinazione delle tariffe possano compromettere la sostenibilità delle strutture, il lavoro dei professionisti e, soprattutto, la possibilità per i cittadini di ottenere cure tempestive e di qualità.
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