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- Categoria: No alla Violenza
Anche Lorena è stata ammazzata: «La violenza non è un fenomeno isolato»
L’ennesimo femminicidio, quello di Lorena, lascia amarezza e impone una riflessione sulle radici di una violenza che continua a colpire le donne. Per Alfredo Schilirò, segretario
generale della Funzione Pubblica Cgil di Enna, non si può continuare a considerare queste tragedie come episodi isolati o frutto di improvvisi raptus.
«Quando la fine di una relazione viene trasformata in un atto di violenza estrema, spesso preannunciato o spettacolarizzato anche sui social – afferma Schilirò – non siamo di fronte a semplici raptus o a fatti isolati, ma a fenomeni profondamente radicati nella nostra cultura e nei nostri modelli educativi».
Alla base rimane, secondo il sindacalista, una concezione della relazione fondata sul possesso. La donna viene ancora troppo spesso considerata come un’estensione dell’altro e del suo controllo. La decisione di separarsi può così essere vissuta come una minaccia da chi non possiede gli strumenti culturali ed emotivi per accettare la libertà dell’altra persona.
C’è poi il tema dell’«analfabetismo emotivo», legato alla difficoltà di gestire frustrazione, rifiuto, limite e dolore. «Educare alla complessità degli affetti significa insegnare che un “no” fa parte della vita e che la libertà dell’altro non è una concessione, ma un confine inviolabile», sottolinea Schilirò.
Il cambiamento deve quindi partire da un lavoro educativo nelle famiglie, nelle scuole e nei luoghi di aggregazione, per superare la cultura del possesso e costruire una società fondata sul rispetto e sull’autonomia.
Sul piano legislativo, il sindacalista riconosce l’importanza di strumenti come il Codice Rosso, ma evidenzia ancora numerosi nodi irrisolti. Tra le priorità indica un piano straordinario per l’occupazione femminile, necessario per rafforzare l’autonomia economica delle donne e consentire a chi subisce violenza di liberarsi da situazioni pericolose.
Fondamentale anche il potenziamento dei centri antiviolenza e delle strutture protette, insieme al rafforzamento delle cooperative sociali che accompagnano le vittime nei percorsi di rinascita.
Schilirò richiama inoltre le difficoltà degli operatori delle cooperative, che in molti casi non ricevono regolarmente lo stipendio a causa dei ritardi degli Enti pubblici nel pagamento delle rette. Una situazione che, evidenzia, riguarda anche la provincia di Enna.
Le strutture protette svolgono un ruolo essenziale: ascolto, assistenza legale e sociale, recupero dell’autostima e della dignità, oltre al sostegno ai figli minori, spesso segnati dalla situazione familiare.
La morte di Lorena, dunque, non può essere considerata soltanto una nuova tragedia di cronaca. Per Schilirò servono prevenzione, educazione, autonomia economica, strutture adeguate e sostegno concreto a chi accompagna le donne verso una nuova vita.
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