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Dettagli
Categoria: Nera e Giudiziaria
04 Novembre 2026

Garlasco, la Procura chiede il processo per Andrea Sempio. Contestato l’omicidio aggravato di Chiara Poggi

 La richiesta di rinvio a giudizio riapre una nuova fase giudiziaria nel delitto del 2007. Secondo gli inquirenti, il movente sarebbe legato al rifiuto di un approccio sessuale. Sempio si dichiara innocente, mentre la decisione passa al gup

La Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio di Andrea Sempio per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco. Lase richiesta, formulata dal procuratore Fabio Napoleone, dovrà essere esaminata dal giudice per l’udienza preliminare, chiamato a decidere se disporre l’apertura del processo.

La vicenda giudiziaria si inserisce in un quadro già segnato dalla condanna definitiva a 16 anni di reclusione inflitta ad Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima. La nuova iniziativa della Procura apre un ulteriore capitolo investigativo e giudiziario su uno dei casi di cronaca nera più controversi della storia italiana.

Il movente ipotizzato dagli inquirenti

Secondo la ricostruzione accusatoria, il movente sarebbe riconducibile al rifiuto di Chiara Poggi di accettare un approccio sessuale che sarebbe stato tentato da Sempio. Una circostanza che, secondo la Procura, avrebbe innescato l’aggressione culminata nell’uccisione della giovane.

Nel capo d’imputazione viene descritta una sequenza di violenze particolarmente cruenta. Dopo una prima colluttazione, l’indagato avrebbe colpito Chiara con un corpo contundente al volto e alla testa, provocandone la caduta.

La giovane avrebbe successivamente tentato di reagire, mettendosi carponi, ma sarebbe stata raggiunta da ulteriori colpi che le avrebbero fatto perdere i sensi.

La ricostruzione dell’aggressione

La Procura ipotizza che l’aggressione sia proseguita verso l’accesso alla cantina. Secondo l’accusa, il corpo della vittima sarebbe stato trascinato e successivamente spinto lungo le scale che conducono al locale sotterraneo.

Qui, nonostante Chiara fosse già incosciente, sarebbero stati inferti altri colpi alla testa, provocando gravi lesioni cranio-encefaliche dalle quali sarebbe derivato il decesso.

Nel documento accusatorio vengono indicate almeno dodici lesioni sul cranio e sul volto. La dinamica descritta dagli inquirenti costituisce l’elemento centrale della contestazione di omicidio aggravato.

Le aggravanti contestate

La Procura ha confermato due aggravanti: la crudeltà, in considerazione del numero e dell’entità delle ferite inferte, e i motivi abietti, che sarebbero riconducibili all’odio maturato nei confronti della vittima dopo il presunto rifiuto dell’approccio sessuale.

Si tratta di contestazioni che dovranno essere sottoposte al vaglio giudiziario e sulle quali la difesa potrà sviluppare le proprie argomentazioni.

Sempio: «Sarà dimostrata la mia innocenza»

Dopo la richiesta di rinvio a giudizio, Andrea Sempio ha fatto sapere, attraverso i suoi legali, di essere pronto ad affrontare la nuova fase del procedimento.

Il 38enne si è dichiarato convinto che sarà dimostrata la propria innocenza. Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno ribadito la disponibilità a confrontarsi con l’imputazione, già sostanzialmente delineata nell’avviso di conclusione delle indagini.

Udienza preliminare, possibile appuntamento nel 2027

La data dell’udienza preliminare non è ancora stata fissata. Secondo l’avvocato Cataliotti, l’appuntamento potrebbe svolgersi nel corso del prossimo anno, anche in considerazione della mole del fascicolo investigativo.

Il giudice dovrà esaminare gli atti e valutare se sussistano i presupposti per il rinvio a giudizio. Sarà dunque il gup a stabilire se le accuse formulate dalla Procura debbano essere approfondite in un processo.

La richiesta di rinvio a giudizio non costituisce una condanna: la responsabilità penale di Andrea Sempio dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.

  • Garlasco, Andrea Sempio, Chiara Poggi, Alberto Stasi, Procura di Pavia
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