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- Categoria: Cultura
Palermo torna a essere porto di parole: nasce Logos, il festival che guarda al Mediterraneo e al futuro
Ci sono città che raccontano una storia. E poi ci sono città che sono una storia. Palermo appartiene a questa seconda categoria: da secoli è porto, frontiera, approdo, incrocio di
popoli e culture. Una città abituata a vedere arrivare il mondo e capace, nello stesso tempo, di restituirgli qualcosa di sé.
È da questa identità che nasce “Logos – Parole dal Mediterraneo”, la nuova grande scommessa culturale che dal 24 al 27 settembre porterà a Villa Filippina scrittori, artisti, editori, musicisti e attori. Quattro giorni nei quali Palermo proverà a ritrovare, attraverso le parole e le arti, quel ruolo di crocevia mediterraneo che la sua storia le ha assegnato.
I numeri raccontano già la dimensione della sfida: oltre 200 appuntamenti, circa 150 ospiti e più di 60 case editrici, siciliane e nazionali. Letteratura, teatro, cinema, musica e arti si intrecceranno in un programma pensato non soltanto come festival, ma come laboratorio multidisciplinare permanente, capace di crescere e lasciare una traccia.
Palermo, il Mediterraneo, il futuro
«Con Logos, Palermo, cioè Panormo, la città “tutta porto”, incarna la sua etimologia e diventa approdo di culture mediterranee e non solo, città di condivisione, scambio e apertura. Il nostro festival vuole riportare la capitale al suo ruolo di crocevia culturale: valorizziamo le radici per aprire l’Isola al futuro», afferma la direttrice artistica Nadia Terranova.
È questa la scommessa più affascinante di “Logos”: non guardare al passato con nostalgia, ma trasformare le proprie radici in una strada verso il futuro.
I grandi nomi della letteratura
Il programma riunisce alcune delle voci più importanti della letteratura contemporanea. Ci saranno la francese Maylis de Kerangal, alla quale sarà assegnato il Premio Pèlagos Bper, e il britannico Jonathan Coe. Presente anche Michele Mari, fresco vincitore del Premio Strega, insieme a Claudia Durastanti, Giulia Caminito, Nicoletta Verna, Monica Acito, Romana Petri, Paolo Giordano, Marco Balzano e Gennaro Serio.
Forte anche la presenza siciliana, con Maria Attanasio, Vanessa Ambrosecchio, Stefania Auci, Lorena Spampinato, Silvana La Spina, Costanza Diquattro, Gianni Riotta e Roberto Alajmo.
Sotto gli storici portici di Villa Filippina troveranno spazio oltre sessanta editori, con esposizioni, incontri e vendita dei libri: luoghi nei quali il libro potrà tornare a essere soprattutto un invito all’incontro.
Non soltanto libri
“Logos” allargherà il proprio sguardo alla musica, al teatro e alle altre arti, con concerti e spettacoli serali. Il festival coinvolgerà anche gruppi di lettura, scuole e realtà culturali del territorio.
Ampio spazio sarà dedicato ai riconoscimenti, dal Premio The Bridge, fondato e diretto da Maria Ida Gaeta, al Premio Strega e alla figura di Maria Bellonci, con Stefano Petrocchi protagonista di un monologo dedicato alla scrittrice attraverso Rinascimento privato.
Sarà inoltre presentato il Premio Nicola Bravo, realizzato con l’Accademia di Belle Arti di Palermo e destinato a un giovane artista. Un riconoscimento dedicato alla memoria di Nicola Bravo, gallerista, editore e promotore della cultura contemporanea, tra i fondatori di Una Marina di Libri.
Promosso dalla casa editrice Kalós, con Giovanni Lo Giudice e la nuova direzione editoriale di Antonio Sunseri, in collaborazione con Logos–Associazione Culturale ETS e con il Parco Villa Filippina, il festival arriva dopo mesi di lavoro e dopo un primo assaggio presentato lo scorso anno.
Adesso, però, le parole diventano realtà.
Dal 24 al 27 settembre Palermo sarà attraversata da libri, racconti, musica, teatro, cinema e arte. Ma soprattutto dalle persone, che sono il vero punto di partenza di ogni esperienza culturale.
“Logos” nasce con l'ambizione di lasciare qualcosa oltre il calendario: una domanda, un incontro, una curiosità, magari un libro da leggere e una storia da portare con sé.
Perché nel Mediterraneo le strade non finiscono mai davvero: si incontrano. E a settembre, a Palermo, proveranno a farlo attraverso le parole.
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