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- Categoria: Arte
Nissoria, sulle tracce di Elio Romano con “Il paesaggio affrescato”
NISSORIA – Un itinerario tra arte, memoria e paesaggio per riscoprire il rapporto profondo tra Elio Romano e il territorio ennese.
È questo il senso dell’iniziativa “Il paesaggio affrescato”, in programma domenica 30 agosto 2026 a Nissoria nell’ambito della manifestazione “Le Notti di BCsicilia”.
L’appuntamento è fissato alle 17.30 nella Chiesa di San Giuseppe, in Piazza Duomo, dove si terrà una visita guidata agli affreschi e sarà introdotto il percorso dedicato all’artista. Successivamente il gruppo si trasferirà nei luoghi legati alla vita e alla produzione artistica di Romano, seguendo un itinerario attraverso il patrimonio storico, artistico e culturale di Nissoria.
All’iniziativa interverranno il sindaco di Nissoria Rosario Colianni, il parroco della Chiesa di San Giuseppe Salvatore Minuto e il presidente regionale di BCsicilia Alfonso Lo Cascio.
La visita sarà guidata da Franca Maria Germanà, docente di Lingua tedesca, Angelo Giunta, architetto, Raffaella Greca, docente di Restauro e restauratrice, e Daniela Patti, docente di Archeologia cristiana e medievale.
Elio Romano nacque a Trapani il 21 marzo 1909, ma trascorse gran parte della sua formazione in Sicilia e successivamente a Roma e Firenze. Dopo i primi studi pittorici a Catania nello studio di Rosario Spina, nel 1928 si trasferì a Roma per frequentare la Scuola Libera del Nudo e l’anno successivo si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti di Firenze.
A Firenze fu particolarmente importante l’incontro con Giorgio Morandi, il cui metodo di osservazione e analisi avrebbe lasciato una traccia significativa nella sua ricerca artistica. Nel 1934, a soli 25 anni, Romano vinse il premio “Ruggero Panerai” con “Contadini davanti alla loro casa”, opera successivamente esposta alla Galleria d’Arte Moderna di Firenze. Nel 1936 partecipò alla Biennale di Venezia.
Con l’arrivo della guerra tornò in Sicilia insieme alla moglie Gabriella Pescatori e alle prime due figlie. La sua attività si sviluppò soprattutto tra Catania e il territorio ennese, dove aveva una casa di campagna e al quale rimase profondamente legato.
Nel corso della sua carriera partecipò nuovamente alla Biennale di Venezia nel 1950, a numerose Quadriennali e a diverse importanti esposizioni. Nel 1954 ottenne un riconoscimento alla seconda edizione del Premio Spoleto. Le sue opere furono presentate anche in mostre personali in Italia e all’estero, tra Malta, Francoforte e Budapest. Nel giugno del 1995, poco prima della morte, il Castello Ursino di Catania ospitò la sua ultima mostra antologica.
Romano morì il 12 luglio 1996, lasciando una tela incompiuta sul cavalletto e i pennelli ancora intrisi di colore. La famiglia conserva tuttora il suo archivio, con le opere e la documentazione relativa alla sua vita e alla sua attività artistica.
La pittura di Elio Romano, caratterizzata da una matrice impressionista e da una marcata attenzione alla realtà, si sviluppa attraverso composizioni tonali nelle quali i colori dialogano strettamente tra loro. Tra i soggetti privilegiati ci sono la vita quotidiana, i paesaggi e gli oggetti della Sicilia.
Un patrimonio che non si limita alle tele, ma comprende anche numerosi affreschi realizzati in diversi centri siciliani. Opere di Romano si trovano infatti nella Chiesa Madre di Nissoria, oltre che ad Assoro, Furci Siculo ed Enna, mentre altri suoi lavori sono presenti in alcune scuole di Leonforte e nella Cappella Chiara di Catania.
L’appuntamento di domenica rappresenta quindi un’occasione per conoscere un artista profondamente legato alla Sicilia e, nello stesso tempo, per rileggere attraverso la sua opera il paesaggio e la memoria di Nissoria.
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