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- Categoria: Archeologia
Tesori sommersi riaffiorano dopo il ciclone Harry nel mare di Ragusa
Nuove scoperte alle Secche di Circe e danni ai siti di Kamarina.
Gli archeologi: «Necessario un monitoraggio costante»
Si è conclusa la settima campagna di archeologia subacquea nelle acque della provincia di Ragusa, condotta nell’ambito del Kaukana Project dall’Unità di Archeologia subacquea
dell’Università di Udine, in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Le ricerche, dirette dal professor Massimo Capulli e supportate dall’Institute of Nautical Archaeology del Texas, sono state realizzate dopo i danni provocati dal ciclone Harry e d’intesa con la Capitaneria di porto di Pozzallo.
Alle Secche di Circe, tra Pozzallo e Ispica, il ciclone ha esposto una nuova porzione di uno scafo di età classica. Gli archeologi hanno documentato e recuperato i materiali più vulnerabili, quindi protetto il relitto con geotessile, sabbia e pietre. Scoperte anche quattro nuove ancore litiche e elementi lignei lavorati.
A Porto Ulisse sono stati recuperati reperti riaffiorati dalla mareggiata e aggiornata la mappatura del sito. A Kamarina, invece, l’abbassamento del fondale ha esposto numerosi frammenti lignei di un relitto post-classico e provocato danni al relitto delle Colonne: alcuni elementi del fasciame sono stati divelti e una colonna spostata di circa cinquanta centimetri.
«Gli eventi meteo marini estremi possono influire sul patrimonio culturale sommerso», ha sottolineato l’assessore Francesco Paolo Scarpinato, evidenziando la necessità di nuove strategie di monitoraggio e conservazione.
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