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- Categoria: Archeologia
Il Kouros torna a Lentini: dal 13 settembre nuovamente in mostra al Museo archeologico
La celebre statua greca, ricomposta nel 2018, torna nel territorio dove furono rinvenuti testa e torso. Scarpinato: «Un’opera profondamente legata alla storia e all’identità di Lentini»
Da domenica 13 settembre 2026, il celebre Kouros di Lentini torna a essere protagonista nelle sale del Museo archeologico regionale di Lentini. L’opera, composta da torso e testa in pregiato marmo proveniente dall’isola greca di Paro e databile al primo decennio del V secolo a.C., rappresenta una delle più importanti testimonianze della presenza e dell’influenza della cultura greca nel territorio di Leontinoi.
Il ritorno a Lentini assume un significato particolare perché proprio nel territorio della città furono rinvenute, in momenti e circostanze differenti, le due parti oggi ricongiunte della statua.Il Kouros è costituito dalla cosiddetta “testa Biscari”, appartenuta alla collezione del principe Biscari e oggi conservata al Museo civico di Castello Ursino di Catania, e dal “torso di Leontinoi”, custodito al Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa.I due reperti furono riuniti nel 2018, dopo un articolato percorso di studi, restauri e approfondite indagini archeometriche e petrografiche promosse dall’archeologo
Sebastiano Tusa.
Le analisi effettuate su micro-campioni di marmo hanno consentito di stabilire che entrambe le sculture sono realizzate con marmo proveniente dalla cava di Lakkoi, nell’isola di Paro, arrivando a ipotizzare che i due elementi possano essere stati ricavati addirittura dallo stesso blocco di marmo.Un risultato che ha dato nuova forza all’ipotesi secondo cui testa e torso appartenessero originariamente alla stessa statua.
«Bene il ritorno a casa del Kouros, un’opera profondamente legata alla storia e all’identità di Lentini – ha dichiarato l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato –. La sua presenza nel museo rappresenta un valore aggiunto per la valorizzazione e l’attrattività del territorio, arricchendone l’offerta culturale e dando a cittadini e visitatori l’opportunità di riscoprire un’importante testimonianza del suo passato».
Per Scarpinato, la valorizzazione del patrimonio culturale rappresenta anche uno strumento per rafforzare il rapporto tra i reperti e i territori ai quali sono storicamente legati.Sulla stessa linea il direttore del Parco archeologico di Leontinoi e Megara, Agostino Messana, che sottolinea il lavoro svolto negli ultimi mesi per rendere possibile il nuovo rientro dell’opera.«Il rientro a Lentini del Kouros, i cui due elementi sono stati recuperati proprio in questo territorio, restituisce un frammento della storia di Lentini e delle sue radici greche», afferma Messana.
Il direttore guarda anche alle prospettive future del museo, ricordando come già nel 2024 la presenza del Kouros avesse rappresentato un importante richiamo per turisti, visitatori e appassionati di archeologia, con possibili ricadute positive anche sulle attività economiche locali.La testa Biscari, realizzata in marmo pario e di dimensioni prossime al naturale, è datata al primo decennio del V secolo a.C. e presenta un taglio netto nella zona inferiore, in corrispondenza dell’attacco del collo.
La provenienza da Lentini è documentata già dalle fonti relative alla collezione Biscari. Un catalogo inedito del Museo Biscari riferisce infatti che la testa fu rinvenuta nel Settecento nella città di Lentini, senza però fornire indicazioni precise sul luogo del ritrovamento.Già lo studioso Guido Libertini aveva inoltre evidenziato la somiglianza della testa con le raffigurazioni di Apollo presenti sulle monete coniate dalla città nel V secolo a.C.
Il torso fu invece acquistato dall’archeologo Paolo Orsi dal marchese di Castelluccio e inserito nell’inventario del Museo di Siracusa nel 1904.Secondo quanto riportato dallo stesso Orsi, la scultura sarebbe stata rinvenuta nelle campagne di Leontinoi in seguito alle alluvioni del 1902. Dopo il ritrovamento, il reperto rimase per diverso tempo abbandonato in una fattoria, prima di essere recuperato dal marchese.Negli anni successivi Orsi cercò più volte di individuare con precisione il luogo di rinvenimento attraverso i suoi taccuini e le sue ricerche, senza però riuscire a raggiungere una conclusione definitiva.L’idea di riunire la testa Biscari al torso conservato a Siracusa risale a Guido Libertini che
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