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- Categoria: Ultime
Crisi idrica in Sicilia, ANAFePC ottiene lo sblocco degli atti
La Regione sollecita i Comuni a consegnare i documenti richiesti.
Riflettori anche sull’emergenza di Maddalusa, nell’Agrigentino.
L’ANAFePC registra un primo risultato nella mobilitazione per fare luce sulla crisi idrica in Sicilia. L’Assessorato regionale delle Autonomie Locali ha accolto il
ricorso dell’associazione, ingiungendo ai Comuni interessati di rilasciare la documentazione richiesta.
L’iniziativa era partita con le richieste di accesso civico generalizzato (FOIA) presentate a 21 amministrazioni comunali. Di fronte al silenzio di numerosi enti, l’associazione aveva coinvolto Corte dei Conti, ANAC, Regione e ministeri competenti.
Dopo l’intervento regionale, diverse amministrazioni hanno trasmesso gli atti. I legali dell’ANAFePC stanno ora esaminando i documenti per individuare eventuali responsabilità nella gestione dell’emergenza idrica.
«La trasparenza sull’acqua è un pilastro democratico non opzionale», dichiara il presidente Calogero Coniglio, annunciando verifiche anche sulla gestione degli invasi e sulle dighe incompiute.
L’associazione ha inoltre scritto al prefetto di Agrigento per chiedere interventi urgenti a Maddalusa, dove vengono segnalate gravi condizioni di disagio igienico-sanitario e sociale.
ANAFePC sollecita chiarimenti sulla situazione amministrativa della «Zona A», sulle eventuali ordinanze di demolizione e sugli esiti dei tavoli tecnici con la Protezione civile.
Tra le richieste figurano punti stabili di distribuzione dell’acqua, interventi strutturali sulle reti e allacci temporanei d’emergenza.
Il vicepresidente Maurizio Cirignotta sottolinea che il monitoraggio riguarda anche il Nord Italia, citando i primi riscontri formali, tra cui quello del Comune di Garlasco, in provincia di Pavia.
L’associazione annuncia che proseguirà le verifiche per chiedere risposte concrete e interventi a tutela delle comunità colpite.
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