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Niscemi, il movimento No MUOS convoca un’assemblea pubblica: “La guerra è già qui”
Domenica 13 settembre alla Biblioteca comunale un confronto su riarmo,
militarizzazione della Sicilia, spesa militare e diritto al dissenso
Il movimento No MUOS promuove a Niscemi un’assemblea pubblica dedicata alla guerra, alla crescente militarizzazione dei territori e alle conseguenze economiche e sociali delle
politiche di riarmo. L'appuntamento è fissato per domenica 13 settembre 2026, alle ore 16, nella Biblioteca comunale.
L'iniziativa nasce dalla convinzione, espressa dagli organizzatori, che i conflitti internazionali non siano più una realtà distante, ma producano conseguenze anche sulla vita quotidiana e sulle scelte politiche ed economiche dell'Italia.
Al centro del confronto saranno la crescita della spesa militare, la corsa al riarmo, il ruolo dell'Italia nel sistema militare statunitense e NATO e la presenza di infrastrutture militari in Sicilia. Per il movimento No MUOS, l'isola rappresenta da anni un territorio particolarmente coinvolto nelle strategie militari del Mediterraneo, anche attraverso la presenza del sistema MUOS.
L'assemblea affronterà inoltre le ricadute sociali delle politiche di guerra, dal costo della vita alla destinazione delle risorse pubbliche, mettendole a confronto con problemi ancora irrisolti come sanità, trasporti, lavoro, dissesto del territorio e spopolamento.
Tra gli argomenti indicati dagli organizzatori anche la situazione di Niscemi e le conseguenze della frana che ha interessato il territorio, ritenute meritevoli di attenzione nonostante la crescente centralità delle questioni militari.
Un'altra parte dell'incontro sarà dedicata al diritto di organizzarsi, manifestare e dissentire. Il movimento denuncia infatti l'emissione di ulteriori fogli di via nei confronti di alcuni attivisti e considera tali provvedimenti parte di una crescente pressione nei confronti di chi contesta la militarizzazione e le politiche di guerra.
L'appuntamento è rivolto a cittadini, associazioni, movimenti e realtà sociali interessate a discutere di guerra, pace, militarizzazione e futuro dei territori.
L'iniziativa è accompagnata dallo slogan “La guerra è già qui”, con l'obiettivo dichiarato di trasformare la discussione in un momento di confronto e mobilitazione.
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