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Beni culturali siciliani, M5S: «Subito un confronto all’Ars dopo il furto delle opere di Antonello»
Campo e Schillaci chiedono la convocazione della Quinta commissione
e una seduta d’Aula sulla sicurezza dei musei siciliani
Dopo il clamore suscitato dal furto delle opere di Antonello da Messina al MuMe, il Movimento 5 Stelle torna a sollevare il problema della sicurezza e delle condizioni dei Beni culturali
siciliani. Le deputate all’Ars Stefania Campo e Roberta Schillaci hanno depositato un’interrogazione e chiedono la convocazione urgente della Quinta commissione, oltre a una seduta d’Aula dedicata al tema.
Campo evidenzia come il MuMe disponga di sistemi di sicurezza tra i più sofisticati dell’Isola, esprimendo preoccupazione per le strutture che devono fare i conti con carenze ancora maggiori di personale e sorveglianza.
Tra i casi citati figurano Palazzo Mirto, chiuso dal dicembre 2023, la Casa Museo Giovanni Verga, il Museo archeologico regionale di Gela, il Museo regionale di Caltanissetta e il Museo del Gesù di Ragusa Ibla, ancora interessato dai lavori. Viene inoltre ricordato il Museo Egizio di Catania, annunciato nel 2016 e mai aperto.
Preoccupazioni vengono espresse anche per Palazzo Abatellis, dove sarebbe stata segnalata l’assenza di custodi in alcune aree espositive. Campo riferisce inoltre di una segnalazione, che chiede venga verificata, relativa alla presunta custodia di reperti in un cassetto assicurato con del filo di ferro in un museo siciliano.
Schillaci considera urgente un confronto sulle criticità del settore e propone anche il ripristino della mappa dei Beni culturali istituita nel 2004 e oggi non più operativa. La deputata chiede inoltre il coinvolgimento degli organismi e delle professionalità con competenze specifiche.
L’obiettivo indicato dal M5S è un cambio di passo nella gestione del patrimonio culturale regionale, attraverso maggiori sicurezza, personale, competenze e programmazione.
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