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Terzo mandato, esplode la rivolta dei sindaci siciliani: “L’MPA prende in giro chi è stato costretto a lasciare”
Un durissimo documento sottoscritto da sindaci ed ex sindaci che non hanno potuto ricandidarsi
accusa il Movimento per l'Autonomia di incoerenza sul limite dei mandati. Pieno sostegno a
Leonardo Burgio e appello al presidente della Regione Renato Schifani per una riforma della legge.
Si apre un nuovo e durissimo fronte politico sul tema del terzo mandato dei sindaci in Sicilia. Un gruppo di amministratori ed ex amministratori locali che, tra il maggio 2026 e la
primavera del 2027, hanno dovuto rinunciare alla ricandidatura a causa del limite dei due mandati, ha diffuso una presa di posizione dai toni durissimi contro il Movimento per l'Autonomia (MPA), accusandolo di aver cambiato posizione solo dopo aver contribuito a mantenere in vigore la normativa contestata.
Nel documento si parla apertamente di una "presa in giro" nei confronti di tutti quei sindaci che, appena pochi mesi fa, sono stati costretti a lasciare la guida dei propri Comuni senza poter chiedere nuovamente il consenso degli elettori.
Gli amministratori ricordano come all'Assemblea Regionale Siciliana la proposta di introdurre il terzo mandato sia stata respinta per ben due volte, evidenziando quella che definiscono una profonda contraddizione politica. Secondo i firmatari, la stessa forza politica che oggi invoca il rispetto dei diritti degli amministratori sarebbe rimasta in silenzio quando decine di sindaci venivano esclusi dalla possibilità di ricandidarsi.
Il documento esprime quindi pieno sostegno al sindaco di Delia, Leonardo Burgio, sostenendo che la sua vicenda non rappresenti un caso isolato ma una questione destinata a incidere sul diritto di elettorato passivo e sulla libertà dei cittadini di scegliere i propri amministratori.
I firmatari richiamano inoltre la sentenza n. 16/2026 della Corte Costituzionale, ritenendo che abbia aperto una questione giuridica che merita un chiarimento definitivo nelle sedi competenti e non possa essere risolta attraverso interpretazioni amministrative o polemiche politiche.
Nel documento viene contestata anche l'ipotesi di ricorrere all'articolo 40 per affrontare la vicenda Burgio, ritenendo che una controversia di tale portata debba seguire il percorso previsto dall'ordinamento, lasciando ogni valutazione alle autorità competenti ed evitando provvedimenti che potrebbero alimentare un lungo contenzioso.
Gli amministratori evidenziano inoltre che, qualora dovessero emergere contenziosi con conseguenze economiche per gli enti pubblici, sarà inevitabile valutare anche eventuali responsabilità amministrative e contabili nelle sedi previste dalla legge.
Il documento si conclude con un appello diretto al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, affinché il Governo regionale e l'Assemblea affrontino definitivamente il nodo del terzo mandato, eliminando le ambiguità normative e garantendo ai cittadini siciliani gli stessi diritti riconosciuti nel resto d'Italia.
A sottoscrivere la presa di posizione sono sindaci ed ex sindaci provenienti da numerosi Comuni dell'Isola, tutti interessati dagli effetti della disciplina sul limite dei mandati:
- Marco Rubino (Sant'Agata Li Battiati)
- Giuseppe Catania (Mussomeli)
- Silvio Cuffaro (Raffadali)
- Francesca Draià (Valguarnera Caropepe)
- Giuseppe Castiglione (Campobello di Mazara)
- Luciano Marino (Lercara Friddi)
- Pietro Puccio (Capaci)
- Giosuè Maniaci (Terrasini)
- Angelina De Luca (Altofonte)
- Giuseppe Virga (Altavilla Milicia)
- Gino Bertolami (Novara di Sicilia)
- Bruno Mancuso (Sant'Agata di Militello)
- Rosario Petta (Piana degli Albanesi)
- Mario La Malfa (Pace del Mela)
- Francesco Agnello (Villafrati)
- Alvaro Riolo (Acquedolci)
- Franco Ribaudo (Marineo)
La presa di posizione riapre così lo scontro politico e istituzionale su una delle questioni più controverse dell'ordinamento degli enti locali siciliani, destinata ad avere ripercussioni ben oltre il singolo caso di Delia e a coinvolgere il futuro della disciplina sul terzo mandato nell'Isola.
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